Della spending review si fa un gran parlare in tv e nelle dichiarazioni
pubbliche, ma nel decreto legge sulla Pubblica amministrazione non solo di essa
non c’è traccia, ma sovente si va nella direzione esattamente opposta, sia per
volontà del governo, sia a seguito degli emendamenti approvati in sede di esame
parlamentare al Senato e alla Camera.
Il primo esempio in questo senso è l’articolo 10 del decreto
che istituisce ex novo l’agenzia per la coesione territoriale. Di fatto si
scorpora un dipartimento attualmente del Ministero dello Sviluppo economico e
lo si trasforma in una struttura a se stante con 200 unità di personale che in
fase di prima applicazione debbono transitare dal personale attualmente in
forza al Ministero dello Sviluppo economico, anche se c’è una norma al comma
10-bis che svincola le assunzioni a tempo determinato per la realizzazione di
progetti cofinanziati con Fondi UE dal blocco delle assunzioni nella PA. Altra cosa
che non si capisce bene dal testo dell’articolo è se questa agenzia possa
stipulare comunque consulenze o collaborazioni con soggetti esterni ai ruoli della
PA. Quel che appare comunque certo è che invece di sfrondare la giungla dei
soggetti che costituiscono la pubblica amministrazione il governo ne aggiunge uno
nuovo a quelli esistenti.
Altra norma che va in direzione opposta alla spending review
è quella che riguarda le proroghe previste, fino al 2014, per i dirigenti delle
Province chiamati dall’esterno. Si badi bene che non si sta parlando di
dipendenti dell’amministrazione assunti tramite concorso, ma di persone alle
quali su chiamata diretta è stato affidato dai Presidenti e dalle giunte l’incarico
di direttore generale o di vice capo di gabinetto o di capo dipartimento dell’ente
oltre che sulla base delle loro competenze anche tenendo conto dell’area
politica di riferimento. Visto che più volte il governo ha detto di voler
eliminare le province sarebbe stato lecito aspettarsi almeno una potatura degli
incarichi esterni. Incarichi che invece vengono prorogati fino al dicembre
2014. Già che c’erano, in tema di Province la Camera ha approvato in
commissione altre due modifiche la prima prevede la proroga sempre fino a
dicembre 2014 anche per le persone comandate presso le province da altri enti
della PA, mentre la seconda consente la proroga, sempre fino a dicembre 2014,
anche per i contratti a tempo determinato.
In tema di aggiramento della spending riview citiamo un
ultimo caso di portata limitata dal punto di vista quantitativo, ma
estremamente rilevante per quanto riguarda la deriva che si sta adottando.
Ebbene solo a dicembre 2011, proprio per finalità di risparmio il Dl salva
Italia di Monti aveva ridotto a tre soli componenti i membri degli organi
direttivi delle autorità indipendenti. L’articolo 5 del decreto sulla PA
trasforma la civit (la commissione per il controllo della trasparenza nella
pubblica amministrazione) nell’Autorità nazionale anticorruzione. Nelle more di
questa trasformazione i membri dell’organo collegiale direttivo dell’autorità
sono stati riportati da 3 a 5.
Se Maradona ha fatto il gesto dell’ombrello al fisco, viene
il sospetto che il governo con questo decreto stia per fare il gesto dell’ombrello
alla spending review

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