martedì 22 ottobre 2013

IL DL SULLA PA FA IL GESTO DELL'OMBRELLO ALLA SPENDING REVIEW



Della spending review si fa un gran parlare in tv e nelle dichiarazioni pubbliche, ma nel decreto legge sulla Pubblica amministrazione non solo di essa non c’è traccia, ma sovente si va nella direzione esattamente opposta, sia per volontà del governo, sia a seguito degli emendamenti approvati in sede di esame parlamentare al Senato e alla Camera.
Il primo esempio in questo senso è l’articolo 10 del decreto che istituisce ex novo l’agenzia per la coesione territoriale. Di fatto si scorpora un dipartimento attualmente del Ministero dello Sviluppo economico e lo si trasforma in una struttura a se stante con 200 unità di personale che in fase di prima applicazione debbono transitare dal personale attualmente in forza al Ministero dello Sviluppo economico, anche se c’è una norma al comma 10-bis che svincola le assunzioni a tempo determinato per la realizzazione di progetti cofinanziati con Fondi UE dal blocco delle assunzioni nella PA. Altra cosa che non si capisce bene dal testo dell’articolo è se questa agenzia possa stipulare comunque consulenze o collaborazioni con soggetti esterni ai ruoli della PA. Quel che appare comunque certo è che invece di sfrondare la giungla dei soggetti che costituiscono la pubblica amministrazione il governo ne aggiunge uno nuovo a quelli esistenti.
Altra norma che va in direzione opposta alla spending review è quella che riguarda le proroghe previste, fino al 2014, per i dirigenti delle Province chiamati dall’esterno. Si badi bene che non si sta parlando di dipendenti dell’amministrazione assunti tramite concorso, ma di persone alle quali su chiamata diretta è stato affidato dai Presidenti e dalle giunte l’incarico di direttore generale o di vice capo di gabinetto o di capo dipartimento dell’ente oltre che sulla base delle loro competenze anche tenendo conto dell’area politica di riferimento. Visto che più volte il governo ha detto di voler eliminare le province sarebbe stato lecito aspettarsi almeno una potatura degli incarichi esterni. Incarichi che invece vengono prorogati fino al dicembre 2014. Già che c’erano, in tema di Province la Camera ha approvato in commissione altre due modifiche la prima prevede la proroga sempre fino a dicembre 2014 anche per le persone comandate presso le province da altri enti della PA, mentre la seconda consente la proroga, sempre fino a dicembre 2014, anche per i contratti a tempo determinato.
In tema di aggiramento della spending riview citiamo un ultimo caso di portata limitata dal punto di vista quantitativo, ma estremamente rilevante per quanto riguarda la deriva che si sta adottando. Ebbene solo a dicembre 2011, proprio per finalità di risparmio il Dl salva Italia di Monti aveva ridotto a tre soli componenti i membri degli organi direttivi delle autorità indipendenti. L’articolo 5 del decreto sulla PA trasforma la civit (la commissione per il controllo della trasparenza nella pubblica amministrazione) nell’Autorità nazionale anticorruzione. Nelle more di questa trasformazione i membri dell’organo collegiale direttivo dell’autorità sono stati riportati da 3 a 5.
Se Maradona ha fatto il gesto dell’ombrello al fisco, viene il sospetto che il governo con questo decreto stia per fare il gesto dell’ombrello alla spending review

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