Proprio nel giorno in cui sono stati depositati in
commissione affari costituzionali alla Camera gli emendamenti alla proposta di
legge che propone di istituire una commissione di inchiesta sulla vicenda
relativa al rapimento e alla morte di Aldo Moro, torniamo sulla vicenda
pubblicando una breve intervista che, con grande cortesia e disponibilità ha
rilasciato a questo blog il Senatore democratico Miguel Gotor.
Il Senatore Gotor, oltre ad essere uno storico che ha
dedicato al tema un libro “Il memoriale della Repubblica”, edito con Einaudi ,
che ha avuto un gran successo di pubblico, è tra i firmatari al Senato di
un’analoga proposta di legge che, però, si differenzia da quella in esame alla
Camera perché chiede l’istituzione di una commissione bicamerale d’inchiesta e
non soltanto monocamerale come prevede il testo in esame a Montecitorio.
D. Senatore ormai a
35 anni di distanza dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro, e dopo diverse
commissioni di inchiesta che non hanno ottenuto risultati, perchè istituire una
nuova commissione parlamentare su quella vicenda? Quali sono, se ci sono gli
elementi nuovi che inducono a procedere in tal senso.
R “Penso che le istituzioni abbiano il dovere
di fare tutto il possibile per raccogliere nuovi elementi su una vicenda tanto
significativa della storia italiana. Rispetto al passato oggi c'è una nuova
disponibilità documentaria in alcuni paesi dell'ex blocco sovietico e, sulla
scorta di recenti pubblicazioni, sarà possibile mettere a fuoco meglio alcuni
episodi che attendono ancora un chiarimento.”
D. Se si ritiene di
dover tornare su una vicenda tanto complessa e ancora in gran parte oscura come
la morte di Moro, non sarebbe opportuno che il Parlamento mettesse in campo
tutta la sua autorità istituzionale con una bicamerale? In questo senso può
fornire una valutazione sul fatto che la Camera sta esaminando alquanto
speditamente una proposta di legge che istituisce una commissione monocamerale
e che, anche nell'iter di approvazione taglia fuori il Senato?
R. Sono favorevole all'istituzione di una
commissione che abbia un carattere bicamerale e ho presentato in Senato una
proposta in tal senso. Credo che ciò sia doveroso dal punto di vista della
sensibilità istituzionale e spero che la Camera riveda questa sua impostazione.
D. Senatore, il
nostro è un paese in cui l'uso dei famosi gas di Mussolini sono stati
ufficializzati solo negli anni 90 rispondendo ad un' interrogazione
parlamentare. In tutta sincerità ritiene che la istituenda commissione possa
ottenere qualche risultato senza che vi sia la volontà ad un livello diverso da
quello parlamentare (Governo, Servizi segreti, ecc) di rendere finalmente
accessibili ad un'inchiesta eventuali elementi di novità in suo possesso, anche
e soprattutto alla luce della ricerca storica che lei in prima persona ha
condotto per il suo libro?
R. Come le dicevo, ogni strada deve essere
percorsa. Come storico ho molto apprezzato i lavori delle precedenti commissioni
(Moro e stragi), senza le quali non avrei potuto condurre i miei lavori. Anche
al tempo ci furono polemiche al riguardo dell'opportunità di simili
strumenti di indagine, ma i fatti hanno dimostrato la loro utilità.

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