martedì 15 ottobre 2013

COMMISSIONE MORO, MIGUEL GOTOR “DOVEROSO RACCOGLIERE NUOVI ELEMENTI, SPERO CAMERA RIVEDA IMPOSTAZIONE SU NO A BICAMERALE”



Proprio nel giorno in cui sono stati depositati in commissione affari costituzionali alla Camera gli emendamenti alla proposta di legge che propone di istituire una commissione di inchiesta sulla vicenda relativa al rapimento e alla morte di Aldo Moro, torniamo sulla vicenda pubblicando una breve intervista che, con grande cortesia e disponibilità ha rilasciato a questo blog il Senatore democratico Miguel Gotor.
Il Senatore Gotor, oltre ad essere uno storico che ha dedicato al tema un libro “Il memoriale della Repubblica”, edito con Einaudi , che ha avuto un gran successo di pubblico, è tra i firmatari al Senato di un’analoga proposta di legge che, però, si differenzia da quella in esame alla Camera perché chiede l’istituzione di una commissione bicamerale d’inchiesta e non soltanto monocamerale come prevede il testo in esame a Montecitorio.

D. Senatore ormai a 35 anni di distanza dal rapimento e dalla morte di Aldo Moro, e dopo diverse commissioni di inchiesta che non hanno ottenuto risultati, perchè istituire una nuova commissione parlamentare su quella vicenda? Quali sono, se ci sono gli elementi nuovi che inducono a procedere in tal senso.
R “Penso che le istituzioni abbiano il dovere di fare tutto il possibile per raccogliere nuovi elementi su una vicenda tanto significativa della storia italiana. Rispetto al passato oggi c'è una nuova disponibilità documentaria in alcuni paesi dell'ex blocco sovietico e, sulla scorta di recenti pubblicazioni, sarà possibile mettere a fuoco meglio alcuni episodi che attendono ancora un chiarimento.”
D. Se si ritiene di dover tornare su una vicenda tanto complessa e ancora in gran parte oscura come la morte di Moro, non sarebbe opportuno che il Parlamento mettesse in campo tutta la sua autorità istituzionale con una bicamerale? In questo senso può fornire una valutazione sul fatto che la Camera sta esaminando alquanto speditamente una proposta di legge che istituisce una commissione monocamerale e che, anche nell'iter di approvazione taglia fuori il Senato?
R. Sono favorevole all'istituzione di una commissione che abbia un carattere bicamerale e ho presentato in Senato una proposta in tal senso. Credo che ciò sia doveroso dal punto di vista della sensibilità istituzionale e spero che la Camera riveda questa sua impostazione.
D. Senatore, il nostro è un paese in cui l'uso dei famosi gas di Mussolini sono stati ufficializzati solo negli anni 90 rispondendo ad un' interrogazione parlamentare. In tutta sincerità ritiene che la istituenda commissione possa ottenere qualche risultato senza che vi sia la volontà ad un livello diverso da quello parlamentare (Governo, Servizi segreti, ecc) di rendere finalmente accessibili ad un'inchiesta eventuali elementi di novità in suo possesso, anche e soprattutto alla luce della ricerca storica che lei in prima persona ha condotto per il suo libro?
R. Come le dicevo, ogni strada deve essere percorsa. Come storico ho molto apprezzato i lavori delle precedenti commissioni (Moro e stragi), senza le quali non avrei potuto condurre i miei lavori. Anche al tempo ci furono polemiche al riguardo dell'opportunità di simili strumenti di indagine, ma i fatti hanno dimostrato la loro utilità. 

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