mercoledì 16 ottobre 2013

I PARTITI, A LORO VANTAGGIO, DIMEZZANO LA CASSA INTEGRAZIONE AI LORO DIPENDENTI



Poche volte un semplice emendamento vale un post intero, ma quello che ci è capitato tra le mani, approvato fresco fresco dal comitato dei 9 di questa mattina lo merita. Ovviamente parliamo del finanziamento pubblico ai partiti.
Nel testo originario, la maggioranza ed in particolare il Pd aveva fatto fuoco e fiamme per introdurre la cassa integrazione per i loro dipendenti. L’articolo 14 bis del testo arrivato in aula ha recepito questa istanza, prevedendo che i dipendenti dei partiti potranno essere messi in cassa integrazione e prevedendo una copertura di 15 milioni di euro annui. Bene o male dipende dalle opinioni.
Passa circa un mese e i partiti, ovvero quegli stessi che in 5 minuti avevano ritenuto necessario garantire i loro dipendenti con la cassa integrazione, ci ripensano e dimezzano il finanziamento che loro stessi avevano ritenuto necessario per la cassa integrazione. Ovviamente per coprire il costo che comporta la decisione di aumentare a dismisura, sia rispetto alla legge vigente, che al testo approvato dalla commissione, i vantaggi fiscali previsti per incentivare le donazioni ai partiti (tecnicamente erogazioni liberali).
Il tutto è accaduto questa mattina con un emendamento approvato dal comitato dei 9 e che oggi verrà posto al voto dell’aula.
Come a dire “cari sottoposti abbiamo scherzato fatevi bastare 9 milioni invece di 15 per la cassa integrazione”

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