Poche volte un semplice emendamento vale un post intero, ma
quello che ci è capitato tra le mani, approvato fresco fresco dal comitato dei
9 di questa mattina lo merita. Ovviamente parliamo del finanziamento pubblico
ai partiti.
Nel testo originario, la maggioranza ed in particolare il Pd
aveva fatto fuoco e fiamme per introdurre la cassa integrazione per i loro dipendenti.
L’articolo 14 bis del testo arrivato in aula ha recepito questa istanza,
prevedendo che i dipendenti dei partiti potranno essere messi in cassa
integrazione e prevedendo una copertura di 15 milioni di euro annui. Bene o
male dipende dalle opinioni.
Passa circa un mese e i partiti, ovvero quegli stessi che in
5 minuti avevano ritenuto necessario garantire i loro dipendenti con la cassa
integrazione, ci ripensano e dimezzano il finanziamento che loro stessi avevano
ritenuto necessario per la cassa integrazione. Ovviamente per coprire il costo
che comporta la decisione di aumentare a dismisura, sia rispetto alla legge
vigente, che al testo approvato dalla commissione, i vantaggi fiscali previsti
per incentivare le donazioni ai partiti (tecnicamente erogazioni liberali).
Il tutto è accaduto questa mattina con un emendamento
approvato dal comitato dei 9 e che oggi verrà posto al voto dell’aula.
Come a dire “cari sottoposti abbiamo scherzato fatevi
bastare 9 milioni invece di 15 per la cassa integrazione”

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