Per quanto riguarda il sindacato ispettivo la bozza di
riforma del regolamento della Camera approvata dalla Giunta per il regolamento
tenta di operare una razionalizzazione della materia, in particolare procedendo
ad una eliminazione di una serie di strumenti formalmente ancora previsti dal
regolamento ma di fatto caduti in disuso.
Per quanto riguarda le
interrogazioni elimina le interrogazioni a risposta orale e quelle a risposta
in commissione, lasciando di fatto in vita solo le interrogazioni a risposta
scritta (oltre ovviamente ai question time sia in aula che in commissione). Più
precisamente al nuovo articolo 128 si prevede che di regola alle interrogazioni
il governo risponda per iscritto (oggi invece la regola anche, se solo teorica,
è la risposta orale, mentre la risposta scritta che è quella più utilizzata
deve essere espressamente richiesta dall’interrogante) e che debba farlo nel
termine di trenta giorni dalla presentazione dell’interrogazione (oggi il
termine è 20 giorni). Se la risposta non arriva entro il termine previsto, su richiesta
dell’interrogante la trasmette alla commissione competente, dove è posta all’ordine
del giorno della prima seduta utile. Tale formulazione riprende la formulazione
già prevista dall’attuale regolamento e che di fatto è disapplicata.
Una modifica più sostanziale
riguarda invece le interpellanze urgenti. In primo luogo anche in questo caso
vengono eliminate le interpellanze non urgenti, anche queste di fatto cadute in
disuso, lasciando in vita solo le prime. In secondo luogo viene notevolmente ridotto
il tempo a disposizione del deputato per illustrare l’interpellanza e per
replicare alla risposta del governo che scende dagli attuali 25 minuti totali a
10 minuti (5 minuti per illustrazione e altri 5 per replica). Cambia anche la
tempistica per la presentazione e la discussione. Oggi l’attuale articolo
138-bis del regolamento e la prassi prevedono una tempistica collaudata con la
presentazione dell’interpellanza entro il martedì di ogni settimana e la sua
discussione nella seduta del giovedì o del venerdì successivo. La bozza di
riforme prevede una tempistica più vaga, stabilendo che la risposta debba
essere fornita entro 7 giorni dalla pubblicazione dell’interpellanza, ma
rimettendo alla conferenza dei capigruppo l’individuazione delle “giornate e
delle fasce orarie in cui svolgere le interpellanze per ogni settimana di
lavoro”. Dalla lettera del nuovo 138-bis si potrebbe ipotizzare che nel corso
della settimana le interpellanze possano essere spalmate in più sedute, ma solo
la prassi alla luce del nuovo regolamento potrà dire come verrà di fatto
applicata questa nuova disposizione.
La bozza di nuovo regolamento
introduce invece un elemento oggi non previsto per quanto riguarda le
informative del governo, prevedendo formalmente che il governo debba riferire
alla Camera su un determinato argomento quando ciò sia richiesto da uno o più
gruppi parlamentari. Le informative sono già previste nella prassi dei lavori
della Camera, questa nuova disposizione appare positiva perché formalizza e
rende più cogente la procedura.
In sostanza per quanto riguarda
il complesso del sindacato ispettivo la proposta di nuovo regolamento appare
positiva per quanto riguarda la potatura di alcuni rami secchi, lascia qualche
perplessità sulla riduzione dei tempi di discussione per le interpellanze, ma
soprattutto è probabile che non riesca a sanare il principale problema nel
rapporto tra Camera e Governo per quanto riguarda le interrogazioni che è
quello di assicurare risposte certe alle interrogazioni ordinarie presentate
dai deputati.

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