mercoledì 15 gennaio 2014

NUOVO REGOLAMENTO: COME CAMBIA IL SINDACATO ISPETTIVO



Per quanto riguarda il sindacato ispettivo la bozza di riforma del regolamento della Camera approvata dalla Giunta per il regolamento tenta di operare una razionalizzazione della materia, in particolare procedendo ad una eliminazione di una serie di strumenti formalmente ancora previsti dal regolamento ma di fatto caduti in disuso.
Per quanto riguarda le interrogazioni elimina le interrogazioni a risposta orale e quelle a risposta in commissione, lasciando di fatto in vita solo le interrogazioni a risposta scritta (oltre ovviamente ai question time sia in aula che in commissione). Più precisamente al nuovo articolo 128 si prevede che di regola alle interrogazioni il governo risponda per iscritto (oggi invece la regola anche, se solo teorica, è la risposta orale, mentre la risposta scritta che è quella più utilizzata deve essere espressamente richiesta dall’interrogante) e che debba farlo nel termine di trenta giorni dalla presentazione dell’interrogazione (oggi il termine è 20 giorni). Se la risposta non arriva entro il termine previsto, su richiesta dell’interrogante la trasmette alla commissione competente, dove è posta all’ordine del giorno della prima seduta utile. Tale formulazione riprende la formulazione già prevista dall’attuale regolamento e che di fatto è disapplicata.
Una modifica più sostanziale riguarda invece le interpellanze urgenti. In primo luogo anche in questo caso vengono eliminate le interpellanze non urgenti, anche queste di fatto cadute in disuso, lasciando in vita solo le prime. In secondo luogo viene notevolmente ridotto il tempo a disposizione del deputato per illustrare l’interpellanza e per replicare alla risposta del governo che scende dagli attuali 25 minuti totali a 10 minuti (5 minuti per illustrazione e altri 5 per replica). Cambia anche la tempistica per la presentazione e la discussione. Oggi l’attuale articolo 138-bis del regolamento e la prassi prevedono una tempistica collaudata con la presentazione dell’interpellanza entro il martedì di ogni settimana e la sua discussione nella seduta del giovedì o del venerdì successivo. La bozza di riforme prevede una tempistica più vaga, stabilendo che la risposta debba essere fornita entro 7 giorni dalla pubblicazione dell’interpellanza, ma rimettendo alla conferenza dei capigruppo l’individuazione delle “giornate e delle fasce orarie in cui svolgere le interpellanze per ogni settimana di lavoro”. Dalla lettera del nuovo 138-bis si potrebbe ipotizzare che nel corso della settimana le interpellanze possano essere spalmate in più sedute, ma solo la prassi alla luce del nuovo regolamento potrà dire come verrà di fatto applicata questa nuova disposizione.
La bozza di nuovo regolamento introduce invece un elemento oggi non previsto per quanto riguarda le informative del governo, prevedendo formalmente che il governo debba riferire alla Camera su un determinato argomento quando ciò sia richiesto da uno o più gruppi parlamentari. Le informative sono già previste nella prassi dei lavori della Camera, questa nuova disposizione appare positiva perché formalizza e rende più cogente la procedura.
In sostanza per quanto riguarda il complesso del sindacato ispettivo la proposta di nuovo regolamento appare positiva per quanto riguarda la potatura di alcuni rami secchi, lascia qualche perplessità sulla riduzione dei tempi di discussione per le interpellanze, ma soprattutto è probabile che non riesca a sanare il principale problema nel rapporto tra Camera e Governo per quanto riguarda le interrogazioni che è quello di assicurare risposte certe alle interrogazioni ordinarie presentate dai deputati.   

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