Chi sa se Matteo Renzi (o il responsabile comunicazione del
Pd ed esperto di social Francesco Nicodemo) si è accorto che con il suo tweet
delle 11,30, con il quale annunciava che il testo della legge elettorale
sarebbe stato pubblico a partire dalle 16,00, stava umiliando la prima
commissione della Camera dei Deputati e con essa il Parlamento?
Eh si perché la commissione affari costituzionali a partire
dalle 14,30 di oggi, dunque ben prima delle 16, ha avviato ufficialmente la
discussione generale sulla legge elettorale. Peccato che si tratti di un esame
assolutamente fittizio, visto che come testimonia Renzi con il suo tweet, il
vero testo delle legge da discutere e approvare, non solo non figura tra gli
oltre 20 depositati alla Camera, ma ancora in pochi l’hanno letto, visto che
verrà reso pubblico alle 16.
Si fa sempre un gran parlare sul rispetto delle istituzioni,
ed in questo il centrosinistra ed il Pd in particolare è sempre stato in prima
fila, oggi contro i grillini e ieri contro Silvio Berlusconi quando pronunciava
frasi come quella in cui riteneva che il Parlamento potesse approvare le leggi
con il semplice voto dei capigruppo.
Renzi sembra andare oltre teorizzando che per lavorare al
parlamento basta un tweet, ovviamente il suo. Al di là delle battute, il tweet
di Renzi un problema serio su cui riflettere lo pone e riguarda i lavori della
commissione affari costituzionali della Camera che per questa settimana si è
data un programma serratissimo per consentire l’approdo in aula il prossimo 27
gennaio del testo definitivo della legge elettorale. In primo luogo in merito al fatto se, per la
credibilità di un’istituzione come quella parlamentare, non sarebbe stato
doveroso che, nel momento in cui si rende noto pubblicamente un testo di legge
elettorale,con le forme comunicative che si ritengono più utili, allo stesso
tempo quel testo figurasse già depositato ufficialmente agli atti di una
commissione parlamentare che, tra l’altro sta già lavorando su quel tema.
In secondo luogo merita riflettere a cosa sia servito
avviare comunque i lavori della commissione praticamente sul nulla, e
considerando che prima che il testo dell’accordo tra Renzi e Berlusconi sia
tradotto in una vera e propria legge elettorale e messo agli atti della
commissione per essere esaminato, dovranno passare almeno un paio di giorni.

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