lunedì 20 gennaio 2014

IL TWEET DI RENZI CHE UMILIA IL PARLAMENTO



Chi sa se Matteo Renzi (o il responsabile comunicazione del Pd ed esperto di social Francesco Nicodemo) si è accorto che con il suo tweet delle 11,30, con il quale annunciava che il testo della legge elettorale sarebbe stato pubblico a partire dalle 16,00, stava umiliando la prima commissione della Camera dei Deputati e con essa il Parlamento?
Eh si perché la commissione affari costituzionali a partire dalle 14,30 di oggi, dunque ben prima delle 16, ha avviato ufficialmente la discussione generale sulla legge elettorale. Peccato che si tratti di un esame assolutamente fittizio, visto che come testimonia Renzi con il suo tweet, il vero testo delle legge da discutere e approvare, non solo non figura tra gli oltre 20 depositati alla Camera, ma ancora in pochi l’hanno letto, visto che verrà reso pubblico alle 16.
Si fa sempre un gran parlare sul rispetto delle istituzioni, ed in questo il centrosinistra ed il Pd in particolare è sempre stato in prima fila, oggi contro i grillini e ieri contro Silvio Berlusconi quando pronunciava frasi come quella in cui riteneva che il Parlamento potesse approvare le leggi con il semplice voto dei capigruppo.
Renzi sembra andare oltre teorizzando che per lavorare al parlamento basta un tweet, ovviamente il suo. Al di là delle battute, il tweet di Renzi un problema serio su cui riflettere lo pone e riguarda i lavori della commissione affari costituzionali della Camera che per questa settimana si è data un programma serratissimo per consentire l’approdo in aula il prossimo 27 gennaio del testo definitivo della legge elettorale.  In primo luogo in merito al fatto se, per la credibilità di un’istituzione come quella parlamentare, non sarebbe stato doveroso che, nel momento in cui si rende noto pubblicamente un testo di legge elettorale,con le forme comunicative che si ritengono più utili, allo stesso tempo quel testo figurasse già depositato ufficialmente agli atti di una commissione parlamentare che, tra l’altro sta già lavorando su quel tema.
In secondo luogo merita riflettere a cosa sia servito avviare comunque i lavori della commissione praticamente sul nulla, e considerando che prima che il testo dell’accordo tra Renzi e Berlusconi sia tradotto in una vera e propria legge elettorale e messo agli atti della commissione per essere esaminato, dovranno passare almeno un paio di giorni.

Nessun commento:

Posta un commento