Oggi per NCD non era facile difendere il suo leader, il
Ministro dell’Interno Alfano, nel corso dell’informativa svolta alla Camera sui
fatti della finale di Coppa Italia. Non è un caso infatti, che sul punto sia
intervenuto un pezzo da novanta come Fabrizio Cicchitto (resoconto integrale dell'intervento).
La difficoltà dell’impresa, unitamente al fatto che
Cicchitto è intervenuto a braccio, ha però giocato un brutto scherzo anche ad
un parlamentare navigato come lui, facendogli compiere un testacoda verbale,
tanto involontario quanto imbarazzante su un tema come la Mafia.
Dice Cicchitto, auspicando un intervento risolutivo dopo le
elezioni che risolva il problema dei violenti allo stadio “ Ciò perché
altrimenti, sulla base di questo criterio, anche tra i mafiosi c’è il singolo
mafioso che è un prepotente, non una struttura organizzata che esercita un
grande ruolo di intimidazione.”
La gaffe è evidente visto che dalle parole messe a verbale
si evincerebbe che nella mafia c’è qualche singolo mafioso che è un prepotente
e sarebbe questo ad esercitare le intimidazioni e non un’organizzazione
articolata.
Cose che capitano a Montecitorio.
Il testo dell'intervento integrale di Cicchitto
FABRIZIO CICCHITTO. Signor Presidente, in primo luogo, voglio inviare da questa tribuna un saluto alla madre di Ciro Esposito, signora Leandri (Applausi dei deputati del gruppo Nuovo Centrodestra), che si è comportata in tutta questa vicenda con un singolare e straordinario senso della misura, malgrado abbia il figlio in quelle condizioni.
Detto questo, però, voglio anche dire che siccome ho inteso in quest'Aula tre discorsi da campagna elettorale che non si misurano affatto con la gravità e la serietà del problema che abbiamo – un discorso di campagna elettorale del rappresentante del MoVimento 5 Stelle, un discorso di campagna elettorale dell'onorevole Bianconi e un discorso di campagna elettorale dell'onorevole Migliore – allora non posso fare a meno di ricordare alcune cose.
La prima è la seguente ed è costituita dal fatto che, secondo me, il momento più basso, alle nostre spalle, che noi abbiamo avuto per quello che riguarda il calcio italiano, è stato in tre occasioni: nel 2004, partita Roma-Lazio, nel 2010, partita internazionale Italia-Serbia e, poi, recentemente, nel 2012, partita Genoa-Siena; Governi in carica: Berlusconi nei primi due casi, Governo Monti in questo terzo caso, li cito unicamente perché, siccome qua è in atto una operazione sciacallesca, ricordo che le responsabilità dei Governi vanno equamente distribuite. Ricordo che in quella circostanza c’è stata una resa totale, e la partita Roma-Lazio io la vidi, per cui i capi tifosi della Roma e della Lazio scesero in campo, furono ammessi al centro del campo e notificarono ai capitani delle squadre che la partita doveva smettere e l’input attraversò le forze dell'ordine e fu registrato.
Il testo dell'intervento integrale di Cicchitto
FABRIZIO CICCHITTO. Signor Presidente, in primo luogo, voglio inviare da questa tribuna un saluto alla madre di Ciro Esposito, signora Leandri (Applausi dei deputati del gruppo Nuovo Centrodestra), che si è comportata in tutta questa vicenda con un singolare e straordinario senso della misura, malgrado abbia il figlio in quelle condizioni.
Detto questo, però, voglio anche dire che siccome ho inteso in quest'Aula tre discorsi da campagna elettorale che non si misurano affatto con la gravità e la serietà del problema che abbiamo – un discorso di campagna elettorale del rappresentante del MoVimento 5 Stelle, un discorso di campagna elettorale dell'onorevole Bianconi e un discorso di campagna elettorale dell'onorevole Migliore – allora non posso fare a meno di ricordare alcune cose.
La prima è la seguente ed è costituita dal fatto che, secondo me, il momento più basso, alle nostre spalle, che noi abbiamo avuto per quello che riguarda il calcio italiano, è stato in tre occasioni: nel 2004, partita Roma-Lazio, nel 2010, partita internazionale Italia-Serbia e, poi, recentemente, nel 2012, partita Genoa-Siena; Governi in carica: Berlusconi nei primi due casi, Governo Monti in questo terzo caso, li cito unicamente perché, siccome qua è in atto una operazione sciacallesca, ricordo che le responsabilità dei Governi vanno equamente distribuite. Ricordo che in quella circostanza c’è stata una resa totale, e la partita Roma-Lazio io la vidi, per cui i capi tifosi della Roma e della Lazio scesero in campo, furono ammessi al centro del campo e notificarono ai capitani delle squadre che la partita doveva smettere e l’input attraversò le forze dell'ordine e fu registrato.
Credo che quello fu il momento di maggiore, chiamiamolo così, «cedimento» dello Stato rispetto a queste situazioni.
In questa vicenda noi abbiamo avuto una scelta di segno diverso, con delle conseguenze, indubbiamente, che però comportano la necessità di un'onestà intellettuale di fare i conti con la situazione reale, nel senso che la prefettura e la questura di Roma, a cui va dato merito e onore di quello che hanno fatto, hanno deciso che la partita si sarebbe fatta e quindi, in questo modo, non hanno sottoposto la loro scelta a nessuna subalternità.
Certamente nel momento in cui ti prendi in carico una cosa del genere, devi fare i conti con uno stadio in cui ci sono 106mila persone, in cui ci sono 28 mila tifosi di una squadra e circa altrettanti di un'altra squadra e, nel momento, in cui la squadra del Napoli ha chiesto di chiarificare ai suoi tifosi che non c'era un morto e specialmente, voce che era corsa, che non avevano certamente sparato le forze dell'ordine, secondo me, questo è stato un atto di intelligenza su cui gli ipocriti, che ho sentito anche in quest'Aula, si misurano, diciamo così, non facendo i conti con quella che è la realtà (Applausi dei deputati del gruppo Nuovo Centrodestra).
Però, con questa realtà, colleghi, e mi riferisco alla parte conclusiva dell'intervento fatto dal rappresentante del Partito Democratico, dobbiamo fare i conti in modo assai più attento di quanto non facciamo, perché nel tifo organizzato esistono delle componenti armate, violente e organizzate, incorporate in tutti le principali tifoserie che stanno nel nostro Paese. Allora, o si fanno i conti, ma fino in fondo, con questo tipo di realtà e le si espellono in termini penali, giudiziari, preventivi e repressivi, oppure potete esercitare come volete la vostra demagogia; se non si interviene in questo modo allora non c’è nulla da fare, è evidente che le Digos, le questure, le prefetture dovranno sempre fare i conti con una realtà che ha questa capacità di violenza e di intimidazione.
Quando a Roma, per esempio, accade che viene stabilito che i tifosi della Lazio possono entrare nella loro curva al trentottesimo minuto e tutti quanti seguono questo deliberato, non è che ciò avviene per ragioni di libertà, ma per ragioni di costrizione.
In questa vicenda noi abbiamo avuto una scelta di segno diverso, con delle conseguenze, indubbiamente, che però comportano la necessità di un'onestà intellettuale di fare i conti con la situazione reale, nel senso che la prefettura e la questura di Roma, a cui va dato merito e onore di quello che hanno fatto, hanno deciso che la partita si sarebbe fatta e quindi, in questo modo, non hanno sottoposto la loro scelta a nessuna subalternità.
Certamente nel momento in cui ti prendi in carico una cosa del genere, devi fare i conti con uno stadio in cui ci sono 106mila persone, in cui ci sono 28 mila tifosi di una squadra e circa altrettanti di un'altra squadra e, nel momento, in cui la squadra del Napoli ha chiesto di chiarificare ai suoi tifosi che non c'era un morto e specialmente, voce che era corsa, che non avevano certamente sparato le forze dell'ordine, secondo me, questo è stato un atto di intelligenza su cui gli ipocriti, che ho sentito anche in quest'Aula, si misurano, diciamo così, non facendo i conti con quella che è la realtà (Applausi dei deputati del gruppo Nuovo Centrodestra).
Però, con questa realtà, colleghi, e mi riferisco alla parte conclusiva dell'intervento fatto dal rappresentante del Partito Democratico, dobbiamo fare i conti in modo assai più attento di quanto non facciamo, perché nel tifo organizzato esistono delle componenti armate, violente e organizzate, incorporate in tutti le principali tifoserie che stanno nel nostro Paese. Allora, o si fanno i conti, ma fino in fondo, con questo tipo di realtà e le si espellono in termini penali, giudiziari, preventivi e repressivi, oppure potete esercitare come volete la vostra demagogia; se non si interviene in questo modo allora non c’è nulla da fare, è evidente che le Digos, le questure, le prefetture dovranno sempre fare i conti con una realtà che ha questa capacità di violenza e di intimidazione.
Quando a Roma, per esempio, accade che viene stabilito che i tifosi della Lazio possono entrare nella loro curva al trentottesimo minuto e tutti quanti seguono questo deliberato, non è che ciò avviene per ragioni di libertà, ma per ragioni di costrizione.
PRESIDENTE. Onorevole Cicchitto, concluda.
FABRIZIO CICCHITTO.
Allora, onorevole Ministro, io credo che finita questa campagna
elettorale e finito il cinismo, il propagandismo e lo sciacallaggio che
ho sentite in quest'Aula sia indispensabile che il Governo, con le forze
di opposizione e con le società calcistiche, si misuri con questo nodo.
Ciò perché altrimenti,
sulla base di questo criterio, anche tra i mafiosi c’è il singolo
mafioso che è un prepotente, non una struttura organizzata che esercita
un grande ruolo di intimidazione. Se non faremo tutti quanti i conti con
questo tipo di situazione, potremo, di volta in volta, rimpallarci le
responsabilità e una volta sarà del Governo Berlusconi, un'altra volta
del Governo Renzi, altra volta di qualcun altro, ma faremo semplicemente
un'operazione mediocre non all'altezza del dramma che è avvenuto e che
stiamo vivendo. Detto questo, come deputato di Roma devo dire che
dobbiamo chiedere scusa ai tifosi del Napoli e della Fiorentina perché
purtroppo è stata offerta una situazione di questa difficoltà e con
questi problemi (Applausi dei deputati del gruppo Nuovo Centrodestra).
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