lunedì 19 maggio 2014

MAGGIORANZA UMILIATA IN AULA FREGA L'OPPOSZIONE IN CAPI GRUPPO



Venerdì 16 maggio la maggioranza che sostiene il governo Renzi ha vissuto la sua giornata più umiliante alla Camera. Per chiudere la discussione generale sul Dl EXPO e Piano Casa, consentendo al governo di poter apporre la questione di fiducia, ha chiesto un voto a norma dell’articolo 44 del regolamento e per ben 3 volte consecutive ha visto mancare il numero legale.
Alla fine e dopo una riunione dei presidenti di gruppo la fiducia è stata apposta ed oggi si voterà alla Camera. A leggere il resoconto quello che sorprende è il fatto che la situazione si è sbloccata non perché al quarto tentativo la maggioranza è riuscita a far arrivare in aula un numero di deputati sufficiente a raggiungere il numero legale (che spetta alla maggioranza assicurare), ma grazie ad un accordo con l’opposizione. Infatti la maggioranza ha ritirato la richiesta di chiusura della discussione generale e il relativo voto, mentre l’opposizione ha cancellato tutti gli iscritti a parlare. Un accordo che sorprende perché avvantaggia solo la maggioranza e concede poco o niente all’opposizione, vediamo il perché. La principale pedina di scambio è stata la procedura d’urgenza in commissione alla pdl 2299 sulla soppressione di Equitalia, presentata da un gruppo di opposizione. La procedura di urgenza significa che entro 30 giorni questa proposta dovrà comunque arrivare in aula. Una volta in aula, ovviamente, non vuol dire affatto che sia approvata. Un altro elemento che potrebbe sembrare richiesto dall’opposizione è la diretta tv sul voto finale del decreto Expo. Anche questo non è un gran risultato, a nostro avviso, perché quando si decide per la diretta televisiva, si rinuncia automaticamente a qualsiasi forma di ostruzionismo, nel senso che nell’ora indicata per la diretta tv si deve arrivare alle dichiarazioni di voto finali.
Perché diciamo che l’accordo non premia l’opposizione? Perché a nostro avviso sarebbe stato più di impatto continuare a tenere sulla graticola la maggioranza che venerdì non avrebbe avuto comunque i voti per chiudere la discussione generale, e dunque si sarebbe ulteriormente umiliata. Ovviamente i numeri vi sarebbero stati Sabato (ammesso che si decidesse di prevedere seduta) oppure Lunedì. Ma apposta la fiducia sarebbero decorse 24 ore di sospensione, quindi si sarebbe potuto praticare l’ostruzionismo sugli odg e poi sulle dichiarazioni di voto. Il che non significava far decadere il decreto (scade il 27 maggio) ma costringere la maggioranza a stare in aula nell’ultima settimana di campagna elettorale forse fino a giovedì se non fossero state previste sedute notturne. Tutto questo si sarebbe verificato prima del voto, mentre la proposta di legge su Equitalia giungerà in aula tra un mese, dunque molto dopo il voto, e non sarà approvata. La diretta tv da visibilità all’opposizione ma la da anche alla maggioranza e, come detto, stabilisce un termine certo per l’approvazione del provvedimento.

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