Il tema del conflitto di interessi spaventa così tanto la
politica da farle preferire un tema altrettanto controverso e spinoso come
quello della riforma della normativa in tema di cittadinanza. Più che un
sospetto, questo, sembra una costatazione a giudicare dal calendario della
Commissione Affari Costituzionali della Camera.
A seguito della richiesta del Movimento 5 Stelle in quota
dei provvedimenti spettanti all’opposizione la riforma della legge sul
conflitto di interessi figura nel calendario della commissione da un paio di
settimane, senza però che fino ad oggi ne sia stato avviato l’esame.
Calendarizzata all’inizio per il 23 aprile, è stata via via fatta slittare, con
diverse motivazioni.
Questa settimana la riforma figura nuovamente in calendario
ma improvvisamente nel calendario dei lavori è stata riesumata niente meno che
la legge sulla cittadinanza, il cui iter si era bloccato nell’ormai
lontanissimo 4 luglio scorso, dopo aver svolto tre sedute interlocutorie. Non
solo, ma la legge sulla cittadinanza figura al primo punto dei lavori in
referente di martedì, mentre il conflitto di interessi è all’ultimo posto.
Giovedì la situazione si inverte, ma il giovedì, ai fini dei lavori effettivi
in commissione, è una giornata che risente molto dei lavori d’aula (che se
terminano entro la mattinata registra un fuggi fuggi generale di deputati).
Va detto poi che sulla cittadinanza si possono registrare
posizioni, anche molto differenziate, all’interno della stessa maggioranza,
oltre che tra maggioranza e opposizione. E’ probabile, però, che qualcuno abbia
ritenuto che questo sia il male minore piuttosto che avventurarsi su un tema
come il conflitto d’interessi. Comunque una cosa è certa, due provvedimenti di
rilievo tecnico e politico è difficile, se non in possibile che possano essere
portati avanti in commissione.

Nessun commento:
Posta un commento