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mercoledì 23 settembre 2015

I RESOCONTI DI MONTECITORIO REISCRIVONO LA SALTAMARTINI AD NCD



Barbara Saltamartini  ha aderito al gruppo parlamentare della Lega il 31 marzo scorso, eppure per l’ufficio resoconti della Camera, o più precisamente per l’estensore del resoconto sommario della seduta della Commissione Affari Costituzionali del 22 settembre, l’on. Saltamartini è ancora in forza al gruppo NCD.
In prima commissione si discuteva la legge sulla cittadinanza e la lega ha deciso di fare ostruzionismo. Per questo i suoi deputati, anche quelli che non sono membri della prima commissione si sono presentati in tale sede e hanno perorato la causa degli emendamenti presentati dal Carroccio.
Saltamartini interviene tre volte nel corso della seduta. Nei primi due interventi sul resoconto a fianco al suo nome vi è la sigla (NCD), nel terzo invece figura la sigla corretta (LNA). Forse ai resoconti di Montecitorio qualcuno potrebbe averla confusa con Nunzia De Girolamo, deputata che ieri ha ufficializzato il suo passaggio dal gruppo Ncd al gruppo di Forza Italia.


martedì 16 settembre 2014

3 DEPUTATI VANNO AL CSM ECCO CHI ARRIVA AL LORO POSTO



Tre dei nuovi componenti del CSM eletti dal Parlamento in questi giorni sono deputati attualmente in carica. Essendo i due incarichi incompatibili a giorni Giovanni Legnini del Pd, Antonio Leone di Ncd e Renato Balduzzi di Scelta Civica abbandoneranno il proprio scranno a Montecitorio per trasferirsi a Piazza Indipendenza (Sede del Csm). Vediamo dunque chi sono i tre che, come previsto dalla legge diventeranno deputati in loro sostituzione. Giovanni Legnini, che oltre alla carica di deputato lascerà anche quella di sottosegretario all’economia è stato eletto in Abruzzo ed in questa circoscrizione il primo dei non eletti è Giovanni Lolli che, però, attualmente è vice presidente della Regione e assessore alla ricostruzione. Qualora Lolli optasse per rimanere in regione le porte della Camera si aprirebbero per Gianluca Fusilli. Antonio Leone, invece, è stato eletto nella circoscrizione Puglia dove il primo dei non eletti risulta essere Trifone  Altieri. In questo caso c’è da capire se il subentrante, candidatosi a febbraio 2013 nelle liste dello ormai scomparso Pdl si iscriverà al gruppo Ncd, al quale appartiene Leone, oppure se si iscriverà a Forza Italia. Leone, all’interno della Camera dei Deputati lascerà vacante anche la presidenza del Consiglio di Giurisdizione, ovvero uno degli organi di giurisdizione interna di Montecitorio. Infine le dimissioni di Renato Balduzzi, eletto nella circoscrizione Piemonte 2, consentiranno l’ingresso nell’emiciclo di Montecitorio a Giovanni Falcone, che risulta essere il primo dei non eletti nella lista di Scelta Civica. Anche in questo caso si vedrà a quale gruppo si iscriverà Falcone visto che l’originario gruppo di Scelta Civica per l’Italia è oggi scisso in due (Scelta Civica e Per l’Italia).

giovedì 24 luglio 2014

LA VOCE CHE CIRCOLA: UNA DECINA DI DEPUTATI NCD VALUTEREBBERO IL RITORNO IN FI



L’assoluzione di Silvio Berlusconi, potrebbe produrre a breve modifiche rilevanti nella composizione di un gruppo parlamentare della Camera. Gira voce nei corridoi di Montecitorio, ma soprattutto a mensa, che stia circolando un elenco con sopra una decina di nomi di deputate e deputati attualmente in forza al gruppo NCD, pronti a passare al gruppo Forza Italia. Decisione che sarebbe stata rafforzata proprio a seguito delle dichiarazioni contrarie alla ripresa di dialogo tra Forza Italia e Ncd, rilasciate da due esponenti di peso dell’attuale formazione alfaniana. Tra coloro che vengono inseriti nell’elenco dei partenti vi sarebbero almeno due nomi di spicco e di peso tra i componenti del gruppo ncd, ma trattandosi di una “voce” non sarebbe serio fare nomi, almeno in questo momento. Chi vivrà vedrà. Certo è che se davvero i deputati NCD uscenti fossero 10, il rischio concreto è la scomparsa del gruppo parlamentare che dai 28 attuali scenderebbe a 18 e dunque senza più i requisiti minimi per sopravvivere.  

martedì 27 maggio 2014

A MONTECITORIO 10 DEPUTATI CHIAMATI AD OPTARE E 10 CHE SPERANO DI ENTRARE



Tra i tanti responsi delle elezioni Europee vi è anche quello relativo all’elezione di 10 deputati in carica, che dunque saranno chiamati ad optare tra la permanenza a Montecitorio e la partenza per Bruxelles non appena sarà proclamata la loro elezione. La parte del leone in questo senso la fa il Pd con sei candidati chiamati all’opzione. Oltre alle 4 capolista Mosca, Moretti, Bonafè e Picierno, si aggiungono anche l’ex ministra Kyenge ed Enrico Gasbarra. Quest’ultimo essendo anche segretario di presidenza della Camera, qualora optasse per Bruxelles, lascerebbe vacante un posto nell’Ufficio di Presidenza di Montecitorio. Gli altri Deputati chiamati ad optare sono due del Pdl (Fitto e Cicu), uno di NCD che è anche Ministro (Lupi) e il Leghista Buonanno.
Ovviamente se ci sono deputati che se ne vanno altri (tra quelli non eletti a Febbraio 2013) sono pronti a subentrare. Anche in questo caso quelli che dovrebbero essere più sicuri sono quelli del Pd, e così possono sentirsi già deputati in pectore Francesco Prina (in sostituzione di Alessia Mosca), Vanessa Camani (in sostituzione di Alessandra Moretti), Giuseppe Romanini (in sostituzione di Cecile Kyenge), Paolo Rossi (in sostituzione di Simona Bonafè) Emiliano Minnucci (in sostituzione di Enrico Gasbarra) e Camilla Sgambato (in sostituzione di Pina Picerno).
Per gli altri subentrandi è probabile che le speranze siano minori. Cicu potrebbe lasciare il posto alla Camera a Settimo Nizzi. Difficile invece che Raffaele Fitto decida di trasferirsi a Bruxelles e dunque Nicola Ciracì dovrebbe rimanere il primo dei non eletti Pdl in Puglia. Stesso discorso vale per Maurizio Lupi, che oltre al posto di deputato dovrebbe anche abbandonare un ministero pesante come le infrastrutture che, in quel caso e alla luce dei risultati elettorali, non è scontato rimanga ad NCD. Il tutto poi per far subentrare Mariella Bocciardo, già deputata nella scorsa legislatura e di provenienza ex AN, che però ora nella diaspora del Pdl non si sa quale collocazione politica abbia assunto (tra FI, NCD e FDI). Un altro che continuerà probabilmente a guardare Montecitorio dal salotto di casa è il leghista Roberto Simonetti, visto che è molto difficile che Gianluca Buonanno decida di lasciargli il seggio, se non altro perché qui a Montecitorio è ormai una star consolidata con le sue gag di grande successo.

mercoledì 7 maggio 2014

IL TESTACODA VERBALE DI CICCHITTO



Oggi per NCD non era facile difendere il suo leader, il Ministro dell’Interno Alfano, nel corso dell’informativa svolta alla Camera sui fatti della finale di Coppa Italia. Non è un caso infatti, che sul punto sia intervenuto un pezzo da novanta come Fabrizio Cicchitto (resoconto integrale dell'intervento).
La difficoltà dell’impresa, unitamente al fatto che Cicchitto è intervenuto a braccio, ha però giocato un brutto scherzo anche ad un parlamentare navigato come lui, facendogli compiere un testacoda verbale, tanto involontario quanto imbarazzante su un tema come la Mafia.
Dice Cicchitto, auspicando un intervento risolutivo dopo le elezioni che risolva il problema dei violenti allo stadio “ Ciò perché altrimenti, sulla base di questo criterio, anche tra i mafiosi c’è il singolo mafioso che è un prepotente, non una struttura organizzata che esercita un grande ruolo di intimidazione.”
La gaffe è evidente visto che dalle parole messe a verbale si evincerebbe che nella mafia c’è qualche singolo mafioso che è un prepotente e sarebbe questo ad esercitare le intimidazioni e non un’organizzazione articolata.
Cose che capitano a Montecitorio.

Il testo dell'intervento integrale di Cicchitto
FABRIZIO CICCHITTO. Signor Presidente, in primo luogo, voglio inviare da questa tribuna un saluto alla madre di Ciro Esposito, signora Leandri (Applausi dei deputati del gruppo Nuovo Centrodestra), che si è comportata in tutta questa vicenda con un singolare e straordinario senso della misura, malgrado abbia il figlio in quelle condizioni.
   Detto questo, però, voglio anche dire che siccome ho inteso in quest'Aula tre discorsi da campagna elettorale che non si misurano affatto con la gravità e la serietà del problema che abbiamo – un discorso di campagna elettorale del rappresentante del MoVimento 5 Stelle, un discorso di campagna elettorale dell'onorevole Bianconi e un discorso di campagna elettorale dell'onorevole Migliore – allora non posso fare a meno di ricordare alcune cose.

mercoledì 16 aprile 2014

DURO SCONTRO IN AULA TRA LA LEGA E ALFANO



Il Ministro dell’interno che viene alla Camera per svolgere un’informativa su una futura ed eventuale nuova ondata di sbarchi di migranti è un tema che sembra fatto apposta per creare polemiche, in particolare da gruppi come quello della Lega.
Ed infatti i 20 deputati del Carroccio non si sono fatti sfuggire l’occasione scatenando una serie di contestazioni, a voce e con cartelli scritti, che hanno portato la Presidente della Camera ad espellere uno dei deputati leghisti e addirittura a sospendere la seduta per qualche minuto.
I leghisti hanno colpito per primi, sollevando cartelli con la scritta “Alfano ministro dei clandestini” e “Alfano dimettiti”, ma va riconosciuto che anche il Ministro degli Interni ci ha messo del suo per surriscaldare ulteriormente gli animi, forse irritato dai cartelli.
Alfano più volte sottolinea polemicamente come il suo obiettivo è quello di salvare vite umane, non barattarle in cambio di voti come fa la Lega. Inoltre Alfano risponde bruscamente anche alla stessa Presidente Boldrini quando lo invita a rivolgersi all’aula e non al gruppo della Lega. Il Ministro le risponde “…Sono parte dell'Aula, quindi mi rivolgo anche a loro”.
Con proteste e urla i deputati leghisti non ci sono andati leggeri al punto che dopo diversi richiami la Boldrini espelle uno di loro, l’on. Prataviera. Poiché questi, però, si rifiuta di uscire è costretta a sospendere addirittura la seduta.
Quando l’aula riprende è la volta del gruppo NCD, quello di Alfano, di alzare cartelli in aula con la scritta far morire le persone in mare non è di destra. Cartelli evidentemente prodotti last minute fatti stampare precipitosamente dal gruppo o addirittura scritti artigianalmente in aula.
Considerato che si arrivati ad una sospensione della seduta è molto probabile che arrivi una sanzione disciplinare per il deputato leghista Prataviera che si è rifiutato di abbandonare l'emiciclo come ingiuntogli dalla presidente.