lunedì 12 maggio 2014

RENZI PROPONE PER L'EXPO UNA TASK FORCE PER ORA AZZOPPATA



Nella politica italiana sembra essere spuntato un nuovo “prezzemolino”, un personaggio individuato dalla stessa politica come una sorta di panacea ai suoi principali mali, come quelli della corruzione e della criminalità organizzata. Si tratta del magistrato Raffaele Cantone. Letta lo aveva inserito in una task force con il compito di predisporre proposte contro la criminalità organizzata. Bindi lo avrebbe voluto alla commissione antimafia. Renzi lo ha nominato presidente del’autorità anticorruzione, e ieri ha sventolato subito il suo nome come antidoto del governo al veleno della corruzione che sgorga dall’expo dell’Expo. Così repentino e generico è stato il riferimento del premier a Cantone e ad una task force anticorruzione, da spiazzare il diretto interessato. Oggi Cantone a Radio 24 ha detto che è tutto in fieri, che non sa quali saranno i suoi poteri e il suo ruolo e che ritiene che la task force di cui parla Renzi si l’autorità che presiede.
E qui c’è un problema. L’autorità anticorruzione è un organo collegiale composto dal presidente e da quattro membri. Con la nomina di Cantone, già in essere, sono decaduti i membri precedenti, dimessisi il 23 aprile scorso. Ad oggi, però, non sono stati nominati i nuovi membri dell’autorità e neppure è stata avviata la procedura che prevede i pareri favorevoli di camera e senato. Dunque l’autorità, ammesso che la si voglia impiegare sul fronte expo ad oggi non potrebbe procedere immediatamente.

Nessun commento:

Posta un commento