La legge di stabilità che la
Camera sta per approvare rifinanzia con 30 milioni di euro per il solo 2014 la
famigerata legge mancia. Il comma in questione è il 248 il quale, appunto,
destina 30 milioni al fondo di cui all’articolo 13, comma 3 quater, del decreto
112/2008. Questo fondo contiene risorse da destinare al risanamento, al
recupero o allo sviluppo dei territori, e la destinazione di queste risorse è
si operata dal Ministro dell’Economia, ma sulla base di un apposito atto di
indirizzo delle commissioni bilancio di camera e senato in cui vengono indicati
i destinatari e le quote da ricevere. La legge mancia appunto. Va detto che i
30 milioni stanziati sono inferiori agli stanziamenti degli anni precedenti per
la stessa finalità, ed in realtà il governo non ha fatto altro che ridare al
parlamento gli stessi soldi che nel corso del 2013 erano rimasti sul fondo
della legge mancia ma che i parlamentari non avevano avuto il coraggio di
spendere, per ovvi motivi legati alle elezioni e alla crescente ostilità verso
la politica.
Ma se nel corso di questo anno
non c’è stato il coraggio di utilizzare questi soldi, perché pretendere che
venissero stanziati nuovamente, magari per lasciarli inutilizzati anche quest’anno?
Difficile dirlo probabilmente sapere che i fondi della legge mancia sono lì a
disposizione ai nostri parlamentari fa lo stesso effetto rassicurante che ha la
lucina accesa di notte per i bimbi piccoli.
Va detto però che un emendamento
approvato in commissione ha limitato in parte la libertà di manovra nella destinazione
di questi 30 milioni, stabilendo che queste risorse debbano essere destinate
prioritariamente ad interventi di messa in sicurezza del territorio. Ovviamente
se al posto di prioritariamente si fosse utilizzato l’avverbio esclusivamente
sarebbe stato ancora meglio.

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