L’atteso pronunciamento della Corte Costituzionale in merito
ad eventuali profili di incostituzionalità della legge elettorale,
probabilmente avrà l’effetto di spostare i riflettori dell’attenzione pubblica
su un organo della Camera solitamente poco conosciuto, la giunta per le
elezioni.
Come sostenuto da diversi costituzionalisti, infatti, anche
nel caso di giudizio più sfavorevole da parte della Consulta nei confronti del
porcellum, appare praticamente impossibile che le elezioni di febbraio vengano
invalidate e con esse l’attuale legislatura, semmai il problema alla Camera
verterà sui deputati eletti grazie al premio di maggioranza ( e dunque tutti di
Pd, Sel e Centro Democratico) la cui elezione deve ancora essere convalidata
dalla Giunta per le elezioni di Montecitorio.
La Giunta per le elezioni ha come compito primario proprio
quello di verificare la regolarità delle elezioni svolte e dunque di proporre
la convalida dei deputati eletti (la giunta ha anche altre compiti quali quello
di accertare le cause di incompatibilità, ineleggibilità e decadenza che
sopraggiungano nel corso della legislatura). Il potere di verifica e convalida
delle elezioni da parte della Giunta deriva dall’articolo 66 della
Costituzione, che demanda a ciascuna camera il giudizio sui titoli di
ammissione dei propri componenti, e dagli articoli 17 e 17-bis del regolamentodella Camera.
La Giunta delle elezioni funziona inoltre sulla base di un
proprio regolamento interno, approvato dalla Camera il 6 ottobre 1998. La
giunta è formata da 30 componenti nominati dal presidente della Camera. La
principale differenza con le altre giunte e commissioni sta nel fatto che i
deputati componenti della giunta non possono rifiutare la nomina e neppure
dimettersi una volta nominati.
Il lavoro di verifica delle elezioni è svolto circoscrizione
per circoscrizione attraverso l’esame dei verbali degli uffici elettorali e
degli eventuali ricorsi presentati. La
giunta presenta poi una relazione sul lavoro svolto che, come previsto
dall’articolo 17-bis del regolamento, quando in tema di verifica dei poteri si
basa esclusivamente sul risultato di accertamenti numerici non è sottoposta al
voto dell’Assemblea, salvo richiesta di venti deputati. Non ostante sia considerato un organo di garanzia, e proprio per questo la presidenza della giunta è attribuita ad un esponente della minoranza, si tratta di un lavoro
quasi sempre notarile e burocratico che pone la giunta al riparo da roventi
polemiche politiche e in una sorta di cono d’ombra per l’intera durata della
legislatura.
Come già accaduto al Senato per la vicenda Berlusconi,
vedremo se l’eventuale verdetto della Consulta scaricherà su quest’organo, presieduto
dal deputato 5 stelle Giuseppe D’Ambrosio, tutte le tensioni e polemiche
relative al Porcellum.

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