La nomina di Maurizio Lupi a
Ministro delle infrastrutture e trasporti del governo Letta, costringerà la Camera dei Deputati ad
eleggere entro breve un nuovo vice presidente, carica che è stata lasciata
momentaneamente vacante.
L’articolo 5 del regolamento di
Montecitorio prescrive che i vice presidenti debbano essere quattro e fino ad
oggi la prassi ha previsto che due fossero espressi dalla maggioranza e due
dall’opposizione.
Le dimissioni di Lupi hanno posto
le premesse per lo scoppio di ulteriori polemiche. Quando l’ufficio di
presidenza è stato eletto nella seconda seduta della Camera la prassi era stata
rispettata perché pur non essendoci ancora un governo, due vice presidenti
furono attribuiti al Pd, partito maggioritario a Montecitorio, ed uno ciascuno
a Pdl e M5S, che presuntivamente si sarebbero dovute collocare all’opposizione.
La nascita del governo Letta ha
invece scompaginato la geografia politica della Camera dando vita ad una
maggioranza amplissima composta da Pd e Pdl (più Scelta Civica). Prassi
vorrebbe che, dovendo appunto eleggere un nuovo Vice presidente, questo fosse
espresso dall’opposizione (M5S, Sel, Lega, Fdi), prassi che andrebbe rispettata
a maggior ragione a fronte di una maggioranza numerica assai vasta.
Il problema si pone nel fatto che
il Pdl è oggettivamente sotto rappresentato nell’ufficio di Presidenza,
disponendo solo di due membri (Lupi compreso), tema già sollevato dal gruppo (vedi post del 12 aprile E IL PDL TENTA IL BLITZ PER AVERE UN SEGRETARIO D'AULA IN PIU'). Premesso
che per la composizione dell’Ufficio di Presidenza non valgono criteri di
proporzionalità, è comunque difficile pensare che il Pdl accetti di rimanere
con un solo rappresentante in Udp, il Questore Fontana, se la vice presidenza
nuova fosse assegnata all’opposizione.
Prevista dunque polemica a
Montecitorio che spetterà al Presidente Boldrini cercare di dirimere con la
moral suasion. Previste nuove spine per il Pd che sarà costretto a far eleggere
con i suoi voti un vice presidente del Pdl a fronte di un candidato M5S o
addirittura di Sel.
Per rendere completo il quadro si
può anticipare che qualcuno si appellerà alla situazione verificatasi nello
scorcio di legislatura del governo Monti, dove tutti i vice presidenti erano
espressione di forze che sostenevano il governo. A nostro avviso l’obiezione
non ha ragione di essere perché in quel caso si trattava appunto di uno scorcio
di legislatura, mentre quella attuale concretamente si sta avviando solo ora. Inoltre
il governo Monti era un esecutivo tecnico sostenuto esternamente da alcune
forze politiche. Al contrario il governo Letta è un esecutivo politico con
Ministri politici, come appunto Lupi e molti altri.
Delle due l’una o si batte in
testa all’opposizione e si procede con la forza dei numeri, oppure si cerca di
arrivare informalmente ad un riequilibrio della composizione dell’Ufficio di
Presidenza cercando di tenere insieme regolamento, prassi e di non porre nuovi
precedenti.

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