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venerdì 7 giugno 2013

LA CAMERA DEI DEPUTATI VIOLA IL REGOLAMENTO... PER EVITARE POLEMICHE



La Camera dei deputati da più di un mese sta violando palesemente uno degli articoli del suo regolamento, e lo fa per evitare polemiche politiche che la maggioranza non è in grado né di risolvere, né di affrontare. L’articolo 5 stabilisce al comma 1 che i vice presidenti dell’assemblea di Montecitorio debbono essere 4. Da quando Maurizio Lupi ha assunto l’incarico di Ministro delle Infrastrutture questo disposto è disatteso.
La Presidente Boldrini fino ad oggi non ha convocato l’aula per l’elezione di un nuovo vice presidente, e tale integrazione non è prevista nel calendario dei lavori del mese di giugno. Il motivo è molto semplice, e questo blog lo ha già segnalato con largo anticipo con un post. La prassi vuole che i quattro vice presidenti siano espressione due della maggioranza e due dell’opposizione. Essendocene già due della maggioranza (Giachetti e Sereni) e uno solo dell’opposizione (Di Maio), il quarto vice toccherebbe all’opposizione.
Questa soluzione, però, scatenerebbe le ire del Pdl che non solo esprimeva il vice presidente che ha lasciato la sede vacante, ma è anche oggettivamente sottorappresentato in ufficio di presidenza con il solo questore Fontana. Dunque l’elezione del quarto vicepresidente comporterebbe sicuramente polemiche qualunque soluzione venisse adottata. Se la prassi venisse rispetta, e dunque il vice andasse all’opposizione con i voti o con l’astensione comunque determinante del Pd la maggioranza entrerebbe in tensione. Se il vice fosse assegnato al Pdl, le polemiche coinvolgerebbero sempre il Pd, che ha preferito il Pdl ad uno dei partiti dell’opposizione, ma anche la Presidente della Camera che non è riuscita a trovare le intese necessarie tra i gruppi e soprattutto non è riuscita a rispettare la prassi.
La soluzione che per il momento si adotta è quella dello struzzo. Non è un segno di forza e soprattutto la vittima è l’articolo 5 del regolamento che non viene attuato dolosamente.

giovedì 2 maggio 2013

BUFERA IN VISTA PER IL NUOVO VICE PRESIDENTE DI MONTECITORIO


 
La nomina di Maurizio Lupi a Ministro delle infrastrutture e trasporti del governo Letta, costringerà la Camera dei Deputati ad eleggere entro breve un nuovo vice presidente, carica che è stata lasciata momentaneamente vacante.
L’articolo 5 del regolamento di Montecitorio prescrive che i vice presidenti debbano essere quattro e fino ad oggi la prassi ha previsto che due fossero espressi dalla maggioranza e due dall’opposizione.
Le dimissioni di Lupi hanno posto le premesse per lo scoppio di ulteriori polemiche. Quando l’ufficio di presidenza è stato eletto nella seconda seduta della Camera la prassi era stata rispettata perché pur non essendoci ancora un governo, due vice presidenti furono attribuiti al Pd, partito maggioritario a Montecitorio, ed uno ciascuno a Pdl e M5S, che presuntivamente si sarebbero dovute collocare all’opposizione.
La nascita del governo Letta ha invece scompaginato la geografia politica della Camera dando vita ad una maggioranza amplissima composta da Pd e Pdl (più Scelta Civica). Prassi vorrebbe che, dovendo appunto eleggere un nuovo Vice presidente, questo fosse espresso dall’opposizione (M5S, Sel, Lega, Fdi), prassi che andrebbe rispettata a maggior ragione a fronte di una maggioranza numerica assai vasta.
Il problema si pone nel fatto che il Pdl è oggettivamente sotto rappresentato nell’ufficio di Presidenza, disponendo solo di due membri (Lupi compreso), tema già sollevato dal gruppo (vedi post del 12 aprile E IL PDL TENTA IL BLITZ PER AVERE UN SEGRETARIO D'AULA IN PIU'). Premesso che per la composizione dell’Ufficio di Presidenza non valgono criteri di proporzionalità, è comunque difficile pensare che il Pdl accetti di rimanere con un solo rappresentante in Udp, il Questore Fontana, se la vice presidenza nuova fosse assegnata all’opposizione.
Prevista dunque polemica a Montecitorio che spetterà al Presidente Boldrini cercare di dirimere con la moral suasion. Previste nuove spine per il Pd che sarà costretto a far eleggere con i suoi voti un vice presidente del Pdl a fronte di un candidato M5S o addirittura di Sel.
Per rendere completo il quadro si può anticipare che qualcuno si appellerà alla situazione verificatasi nello scorcio di legislatura del governo Monti, dove tutti i vice presidenti erano espressione di forze che sostenevano il governo. A nostro avviso l’obiezione non ha ragione di essere perché in quel caso si trattava appunto di uno scorcio di legislatura, mentre quella attuale concretamente si sta avviando solo ora. Inoltre il governo Monti era un esecutivo tecnico sostenuto esternamente da alcune forze politiche. Al contrario il governo Letta è un esecutivo politico con Ministri politici, come appunto Lupi e molti altri.
Delle due l’una o si batte in testa all’opposizione e si procede con la forza dei numeri, oppure si cerca di arrivare informalmente ad un riequilibrio della composizione dell’Ufficio di Presidenza cercando di tenere insieme regolamento, prassi e di non porre nuovi precedenti.