Nella seduta di ieri l’ufficio di
presidenza della Camera ha assunto una decisione a suo modo storica, quella di
riconoscere l’allargamento dell’assistenza integrativa ai compagni dello stesso
sesso dei deputati. La Camera
era già antesignana in questo senso riconoscendo, sempre in tema di assistenza
integrativa, le così dette coppie di fatto. Ieri è stato compiuto un ulteriore
passo avanti.
Di fatto con la decisione di ieri
la Camera dei
deputati ha riconosciuto ufficialmente la legittimità delle coppie Gay. Questo
da un lato, sempre in via di principio è certamente un bene, a patto però che
non si traduca in privilegio esclusivamente per quelle coppie gay nelle quali
uno dei due membri è un deputato o deputata.
Bene ha fatto il deputato Ivan
Scalfarotto, come nelle precedente legislatura aveva fatto Paola Concia, a
sollecitare l’ufficio di presidenza di Montecitorio a prendere una decisione
sul tema. A questo punto però, sarebbe un segnale di coerenza se tutti i membri
dell’ufficio di presidenza che hanno votato a favore della delibera
sottoscrivessero congiuntamente una proposta di legge per riconoscere i diritti
delle coppie omosessuali anche al di fuori delle mura di Montecitorio. In
questo senso la posizione assunta dal Movimento 5 stelle è apparsa senza dubbio
la più coerente.
Poiché sui giornali di oggi si
parla vagamente di come funziona l’assistenza sanitaria integrativa dei
deputati proviamo a dare qualche informazione. Ogni deputato si vede trattenere
dalla busta paga mensile 526,66 euro al mese più 100 euro per ogni familiare
indicato. Va detto però che queste cifre vengono ritenute sul lordo dell’indennità,
ovvero sui circa 10.435 euro e non sul netto ovvero i circa 5000 euro in busta.
Per quanto riguarda poi l’assistenza
sanitaria si procede ad un rimborso delle prestazioni mediche dichiarate dal
deputato nel rispetto di un tariffario molto dettagliato. Facciamo alcuni
esempi per il dentista (odontomastologia) è previsto un plafond di 23240,56
euro a nucleo familiare per l’intera legislatura.
Per gli occhiali non si può
spendere più di 350 euro annui a familiare, mentre per le protesi acustiche è
previsto un rimborso annuo di 3.500 euro a familiare. Per le visite
specialistiche è previsto un rimborso di 150 euro a visita, mentre per le
analisi cliniche è previsto un tetto pari all’80% della spesa sostenuta fino a
1860 euro annui ad iscritto.

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