mercoledì 29 maggio 2013

LA MOZIONE "ABUSIVA" DI GIACHETTI SULLA LEGGE ELETTORALE



Nelle aule di Camera e Senato si è avviato il dibattito sulla riforma costituzionale. In realtà sarebbe più opportuno dire che i dibattiti odierni sono prodromici alla riforma vera e propria e le mozioni presentate, a parte quella del Movimento 5 Stelle,  non hanno come oggetto le riforme ma gli strumenti con cui farle.
E’ tale l’ansia di riforme che, almeno a Montecitorio non manca qualche cortocircuito. Il primo riguarda la mozione a prima firma Giachetti che per quanto la si possa giudicare meritoria o meno dal punto di vista politico, se si guarda al contenuto probabilmente non avrebbe dovuto essere abbinata alle altre.
L’ordine del giorno parla di mozioni concernenti l’avvio delle riforme costituzionali, e i testi presentati su questo vertono, o meglio, vertono in particolare sul percorso da seguire e sugli strumenti con cui realizzarle. La mozione Giachetti, sottoscritta da un centinaio di Deputati , invece impegna la Camera ad approvare in tempi brevi una riforma della legge elettorale, sostituendo il porcellum con il Mattarellum, non fa invece cenno alcuno alle riforme costituzionali.
Ergo l’abbinamento di questo testo agli altri è figlio di una valutazione a dir poco generosa, e alquanto inusuale, da parte dei funzionari della Camera e, forse, della stessa Presidente.

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