mercoledì 17 aprile 2013

SI AVVICINA LA SCADENZA DELLA PUBBLICAZIONE DELLO STATUTO DEI GRUPPI



A Montecitorio ci si avvicina ad una scadenza importante che non è quella arcinota dell’elezione del Capo dello Stato, ma è quella meno nota ma comunque rilevante che riguarda la pubblicazione degli statuti dei gruppi parlamentari.
A seguito della riforma dell’articolo 15 del regolamento della Camera, approvata sul finire della passata legislatura, i gruppi per la prima volta sono stati obbligati a dotarsi di uno statuto, e lo stesso articolo al comma 2-ter prevede che questi statuti siano pubblicati sul sito internet della Camera.
Nel tentativo di assicurare massima trasparenza anche sulla gestione dei fondi ai gruppi, lo statuto dovrà prevedere le modalità con le quali l’organo responsabile della gestione amministrativa destina i fondi per l’attività del gruppo (comma 2-ter), deve inoltre prevedere le forme di pubblicità interna dei documenti relativi all’organizzazione interna del gruppo, anche con riferimento agli stipendi per il personale.
E’ vero che la vera ciccia (in senso di trasparenza) è costituita dai bilanci dei gruppi, anche quelli dovranno essere ormai pubblici, ma lo saranno solo all’atto della pubblicazione del bilancio della Camera al quale saranno allegati, allo stesso tempo però già leggendo i vari statuti che i gruppi si daranno qualche spunto interessante in materia di democrazia e trasparenza amministrativa interna se ne può trarre.
Per quanto attiene alla tempistica l’articolo 15 al comma 2-bis prevede che entro trenta giorni dalla propria costituzione i gruppi approvano uno statuto che è trasmesso, entro i cinque giorni successivi al Presidente della Camera. Considerato che i gruppi si costituiscono entro due giorni dalla prima seduta della Camera (art. 14 comma 3) e che questa si è tenuta il 17 Marzo, il termine per l’approvazione del proprio statuto è il 19 aprile. Se si aggiungono 5 giorni, il 24 aprile è il termine entro il quale gli statuti debbono essere inviati al Presidente della Camera. Dopo di ché il pallino passa proprio al Presidente e alla Camera in generale poiché il regolamento si limita a stabile solo l’obbligo di pubblicazione, ma non indica scadenze vincolanti.
Certo è che, se la finalità della riforma è la trasparenza, avrebbe poco senso aver obbligato i gruppi a darsi delle regole, e poi tenere chiuse in un cassetto proprio queste regole. Staremo a vedere, dunque, con quale tempistica la Presidente Boldrini (al netto di problemi di natura tecnico-telematica) farà comparire sul sito istituzionale questi documenti e soprattutto staremo a vedere la loro collocazione informatica.

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