Il tema della “perdita di tempo” si è trasformato in questi
giorni da argomentino di polemica di piccolo cabotaggio, in un vero e proprio
strumento di retorica politica. Non vale più solo per lo stallo sul fronte del
governo che non consente la convocazione delle commissioni parlamentari e con
esse l’avvio vero e proprio del lavoro legislativo, ma la perdita di tempo
sembra essere divenuta l’arma preferita nello scontro che dilania il Pd, con la
contrapposizione tra Renzi e Bersani.
A tal proposito e utilizzando il metro di chi denuncia ad
ogni piè sospinto il trascorrere inutile e costoso del tempo non messo a
frutto, fa una certa impressione che, potendosi iniziare ieri l’esame nella
commissione speciale della Camera del Decreto sui debiti della P.A. sia invece
partito nella giornata di oggi (anche se va detto con un calendario serrato che
tra audizioni e sedute impegna l’intera giornata), lasciando invece vuota la
sala del Mappamondo nella giornata di ieri. Ed il bello è che non si sono
levate proteste.
Ovviamente anche per questo buco un motivo tecnico c’è e
riguarda il Senato. Infatti essendo stato deciso, almeno nella fase delle
audizioni, un percorso comune con la commissione speciale del Senato, ed
essendoci ieri seduta a Palazzo Madama, il tutto è stato ovviamente rinviato ad
oggi.
Per chi fosse interessato ad approfondirne i contenuti alleghiamo il link del dossier del servizio studi sul testo del decreto e sulle coperture finanziarie.

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