giovedì 11 aprile 2013

CHI HA TEMPO NON ASPETTI TEMPO, SOPRATTUTTO SE PROTESTA


 
Il tema della “perdita di tempo” si è trasformato in questi giorni da argomentino di polemica di piccolo cabotaggio, in un vero e proprio strumento di retorica politica. Non vale più solo per lo stallo sul fronte del governo che non consente la convocazione delle commissioni parlamentari e con esse l’avvio vero e proprio del lavoro legislativo, ma la perdita di tempo sembra essere divenuta l’arma preferita nello scontro che dilania il Pd, con la contrapposizione tra Renzi e Bersani.

A tal proposito e utilizzando il metro di chi denuncia ad ogni piè sospinto il trascorrere inutile e costoso del tempo non messo a frutto, fa una certa impressione che, potendosi iniziare ieri l’esame nella commissione speciale della Camera del Decreto sui debiti della P.A. sia invece partito nella giornata di oggi (anche se va detto con un calendario serrato che tra audizioni e sedute impegna l’intera giornata), lasciando invece vuota la sala del Mappamondo nella giornata di ieri. Ed il bello è che non si sono levate proteste.

Ovviamente anche per questo buco un motivo tecnico c’è e riguarda il Senato. Infatti essendo stato deciso, almeno nella fase delle audizioni, un percorso comune con la commissione speciale del Senato, ed essendoci ieri seduta a Palazzo Madama, il tutto è stato ovviamente rinviato ad oggi.

Per chi fosse interessato ad approfondirne i contenuti alleghiamo il link del dossier del servizio studi sul testo del decreto e sulle coperture finanziarie.

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