Incredibile ma vero! Il Pdl, nel corso della giunta per il
regolamento, ha chiesto di ottenere un ulteriore membro dell’ufficio di
presidenza, un segretario d’aula per l’appunto. Le motivazioni espresse in una
lettera inviata dal capogruppo Brunetta alla presidente della Camera sono
essenzialmente due. La prima è che il Pdl non ha una rappresentanza proporzionalmente
adeguata nell’ufficio di Presidenza rispetto alla sua consistenza numerica, in
particolare per quanto attiene i segretari d’aula. L’altra motivazione riguarda
il precedente della scorsa legislatura, quando la Lega ottenne un segretario d’aula
aggiuntivo a seguito della nascita del governo Monti.
Ovviamente sia l’una che l’altra motivazione non sono state
ritenute valide. La prima perché il regolamento della Camera impone che tutti i
gruppi siano rappresentati nell’ufficio di Presidenza ma non prevede un
criterio di rappresentanza proporzionale. Nel secondo caso è stato fatto
notare, giustamente, come il precedente della lega fosse strettamente legato
alla situazione di assoluta eccezionalità venutasi a creare a seguito della
nascita del governo Monti, ovvero con la Lega che al momento era l’unico gruppo
di opposizione (l’Idv si astenne sul primo voto di fiducia e quando passo all’opposizione
non volle chiedere un’integrazione dei suoi membri in udp, che pure gli sarebbe
spettata) ed in ufficio di Presidenza era rappresentata da un solo segretario d’aula.
Ancora più sorprendente un’ulteriore motivazione addotta,
nel corso del dibattito in giunta a sostegno della richiesta da Elio Vito. I
segretari d’aula, a differenza dei vice presidenti e dei questori, svolgono un
ruolo di garanzia (sic.) ed è per questo che sarebbe necessario prevedere che
ogni gruppo potesse avere un segretario d’aula. Ancora più divertente, e
singolare, è che il principio di questa tesi è stato condiviso da Gianclaudio
Bressa del Pd, sostenendo però che non si dovesse per forza passare da una
modifica regolamentare e non procedere per via interpretativa.
Ovviamente il Pdl non ha ottenuto il segretario d’aula
aggiuntivo, che non è riuscito ad eleggersi all’atto della composizione dell’ufficio
di presidenza per guerre interne che hanno finito per cecchinare la Ravetto.
Che però mentre il parlamento è fermo, mentre proprio il Pdl sostiene (e non a
torto) che le commissioni non si possano convocare, si tenti di farsi assegnare
una poltrona in più in udp, con tutto quello che ne consegue (avendo già, è
bene ricordarlo, un vice presidente e un questore) questo è un po’ eccessivo e,
forse inaccettabile.
Di seguito il resoconto del dibattito in giunta del regolamento.
Esame
di una richiesta del Presidente del Gruppo parlamentare Popolo della
Libertà-Berlusconi Presidente di elezione suppletiva di un Segretario di
Presidenza.
Laura BOLDRINI, Presidente,
fa presente che, con una lettera inviata alla Presidenza lo scorso 26
marzo, il Presidente del Gruppo Popolo della Libertà-Berlusconi
Presidente ha sottoposto la questione della rappresentanza del suo
Gruppo in Ufficio di Presidenza, ritenendola non proporzionale alla sua
consistenza numerica, con particolare riguardo alla circostanza che non
risultano eletti Segretari di Presidenza iscritti a tale Gruppo. A
questo fine ha chiesto alla Presidente della Camera di intervenire,
nelle forme ritenute più opportune, ed anche promuovendo le intese tra i
Gruppi previste dal comma 3 dell'articolo 5, affinché tale anomalia sia
rapidamente risolta con l'elezione di «almeno un componente» del Suo
Gruppo a Segretario di Presidenza. Lo stesso Presidente Brunetta
prospetta la possibilità di procedere, «qualora se ne ravvisassero le
condizioni, ai sensi del comma 8 dell'articolo 5» (in pratica
ipotizzando le dimissioni di un segretario di Presidenza fra quelli
eletti al momento della costituzione dell'Ufficio di Presidenza) «o
altrimenti in via interpretativa ed analogica con quanto accaduto nella
scorsa legislatura» (allorché – previo parere della Giunta per il
Regolamento – è stata consentita l'elezione di un ulteriore segretario
di Presidenza della Lega Nord).
In proposito, ricorda che i criteri previsti dal Regolamento per l'elezione dei Pag. 11membri dell'Ufficio di Presidenza non includono il principio di composizione proporzionale di tale organismo, né vi è alcuna norma che impone l'obbligo di rappresentanza di ciascun Gruppo tra i Segretari di Presidenza. I criteri stabiliti dal Regolamento sono infatti essenzialmente quelli della rappresentanza di tutti i Gruppi e dell'elezione con voto limitato, ciò che di per sé non consente di predeterminare una composizione proporzionale dell'organo. In questo quadro, l'elezione di segretari di Presidenza suppletivi è prevista esclusivamente quando un Gruppo risulti non avere alcun rappresentante in Ufficio di Presidenza. Il Gruppo Popolo della Libertà-Berlusconi Presidente risulta presente in Ufficio di Presidenza con un Vicepresidente ed un Questore: è dunque soddisfatto il requisito regolamentare della sua rappresentanza e non sussistono evidentemente i presupposti per l'elezione di un segretario suppletivo.
La questione sollevata non si pone dunque in termini di applicazione o di interpretazione delle norme vigenti, che hanno un contenuto univoco, ma in termini di innovazione dell'ordinamento. Infatti, si tratterebbe sostanzialmente di introdurre, con una apposita modifica regolamentare (da esaminare nelle forme previste) il criterio della proporzionalità nella composizione dell'Ufficio di Presidenza, da realizzare attraverso l'elezione di segretari di Presidenza aggiuntivi. Ove presentate proposte di modifica regolamentare in tal senso, esse saranno tempestivamente portate all'attenzione della Giunta.
Aggiunge infine che non può essere invocato, senza considerare l'assoluta eccezionalità delle circostanze che lo hanno consentito, il precedente della XVI legislatura in cui si è proceduto all'elezione di un ulteriore Segretario di Presidenza del Gruppo della Lega Nord Padania, che in quel momento costituiva l'unico Gruppo di opposizione (a fronte di una maggioranza pari a circa il novanta per cento dell'Assemblea) ma che era rappresentato in Ufficio di Presidenza da un solo componente su venti. Tale precedente si è dunque prodotto in un contesto politico-istituzionale assolutamente straordinario, con una deroga al Regolamento espressamente qualificata dalla Giunta come «del tutto eccezionale e limitata alla sola XVI legislatura» (parere della Giunta del 7 dicembre 2011).
Dopo aver fatto presente che le considerazioni testé formulate valgono per gli aspetti strettamente regolamentari, precisa, quanto alla richiesta rivolta alla Presidenza di farsi promotrice di intese fra i Gruppi, di non avere alcuna difficoltà ad invitare le parti politiche a confrontarsi tra loro su questa questione, nell'intento di pervenire ad una soluzione condivisa, dal momento che, salva la via della modifica regolamentare, è solo un'intesa tra i Gruppi che potrebbe in tempi brevi soddisfare l'esigenza posta dal collega Brunetta.
Chiede ai colleghi di esprimere le proprie valutazioni sul tema.
In proposito, ricorda che i criteri previsti dal Regolamento per l'elezione dei Pag. 11membri dell'Ufficio di Presidenza non includono il principio di composizione proporzionale di tale organismo, né vi è alcuna norma che impone l'obbligo di rappresentanza di ciascun Gruppo tra i Segretari di Presidenza. I criteri stabiliti dal Regolamento sono infatti essenzialmente quelli della rappresentanza di tutti i Gruppi e dell'elezione con voto limitato, ciò che di per sé non consente di predeterminare una composizione proporzionale dell'organo. In questo quadro, l'elezione di segretari di Presidenza suppletivi è prevista esclusivamente quando un Gruppo risulti non avere alcun rappresentante in Ufficio di Presidenza. Il Gruppo Popolo della Libertà-Berlusconi Presidente risulta presente in Ufficio di Presidenza con un Vicepresidente ed un Questore: è dunque soddisfatto il requisito regolamentare della sua rappresentanza e non sussistono evidentemente i presupposti per l'elezione di un segretario suppletivo.
La questione sollevata non si pone dunque in termini di applicazione o di interpretazione delle norme vigenti, che hanno un contenuto univoco, ma in termini di innovazione dell'ordinamento. Infatti, si tratterebbe sostanzialmente di introdurre, con una apposita modifica regolamentare (da esaminare nelle forme previste) il criterio della proporzionalità nella composizione dell'Ufficio di Presidenza, da realizzare attraverso l'elezione di segretari di Presidenza aggiuntivi. Ove presentate proposte di modifica regolamentare in tal senso, esse saranno tempestivamente portate all'attenzione della Giunta.
Aggiunge infine che non può essere invocato, senza considerare l'assoluta eccezionalità delle circostanze che lo hanno consentito, il precedente della XVI legislatura in cui si è proceduto all'elezione di un ulteriore Segretario di Presidenza del Gruppo della Lega Nord Padania, che in quel momento costituiva l'unico Gruppo di opposizione (a fronte di una maggioranza pari a circa il novanta per cento dell'Assemblea) ma che era rappresentato in Ufficio di Presidenza da un solo componente su venti. Tale precedente si è dunque prodotto in un contesto politico-istituzionale assolutamente straordinario, con una deroga al Regolamento espressamente qualificata dalla Giunta come «del tutto eccezionale e limitata alla sola XVI legislatura» (parere della Giunta del 7 dicembre 2011).
Dopo aver fatto presente che le considerazioni testé formulate valgono per gli aspetti strettamente regolamentari, precisa, quanto alla richiesta rivolta alla Presidenza di farsi promotrice di intese fra i Gruppi, di non avere alcuna difficoltà ad invitare le parti politiche a confrontarsi tra loro su questa questione, nell'intento di pervenire ad una soluzione condivisa, dal momento che, salva la via della modifica regolamentare, è solo un'intesa tra i Gruppi che potrebbe in tempi brevi soddisfare l'esigenza posta dal collega Brunetta.
Chiede ai colleghi di esprimere le proprie valutazioni sul tema.
Elio VITO,
pur convenendo con la Presidente in merito al carattere innovativo
della richiesta avanzata dal presidente Brunetta, deve tuttavia
constatare come anche l'attuale composizione dell'Ufficio di Presidenza,
per ciò che concerne la ripartizione dei Segretari di Presidenza, si
discosti dai precedenti quanto alla appartenenza ai Gruppi dei Segretari
eletti.
A suo avviso, peraltro, la questione deve essere esaminata alla luce di quanto previsto dall'articolo 5, comma 3, che, al fine di assicurare la rappresentanza di tutti i Gruppi parlamentari nell'Ufficio di Presidenza, attribuisce alla Presidenza il compito di promuovere le opportune intese tra di essi. Al riguardo, osserva che mentre alcuni Gruppi hanno cercato di corrispondere all'invito loro in tal senso rivolto, anche al fine di consentire che in Ufficio di Presidenza fossero rappresentati tutti i Gruppi sin dalla sua prima costituzione, altri, come chiaramente emerso anche dallo spoglio, a tale invito non hanno invece inteso corrispondere.
Proprio allo scopo di assicurare la rappresentanza delle minoranze nell'Ufficio di Presidenza, il Regolamento prevede, con l'obiettivo di garantire la massima Pag. 12imparzialità dell'organo, un criterio ancor più stringente rispetto a quello della rappresentanza proporzionale dei Gruppi e cioè che all'elezione dei suoi membri si proceda mediante voto limitato. A ciò tendenzialmente consegue che due dei quattro Vicepresidenti siano espressione di Gruppi di maggioranza e due di Gruppi di minoranza e quattro degli otto Segretari rappresentino Gruppi di maggioranza e i rimanenti quattro Gruppi di opposizione.
A una simile composizione dell'Ufficio di Presidenza non si è tuttavia potuti giungere in questa legislatura in quanto la volontà prevaricatrice di un Gruppo ha fatto si che più della metà dei Segretari provenissero dalle sue fila. Al fine poi di consentire ad altro Gruppo che aveva pubblicamente dichiarato che si sarebbe limitato a votare esclusivamente i propri candidati, senza dunque corrispondere all'invito alle intese rivolto dalla Presidente, il medesimo Gruppo di maggioranza ha altresì sostenuto i candidati di tale Gruppo, risultando così determinante nell'elezione di una quota dei rappresentanti delle minoranze.
Diversamente, il Gruppo PdL, attenendosi alla norma del Regolamento e corrispondendo all'invito della Presidente a far si che tutti i Gruppi fossero rappresentati, si è limitato ad indicare un solo candidato alla carica di Vicepresidente, consentendo così al MoVimento 5 Stelle di avere un proprio rappresentante che ricoprisse tale carica.
Quanto poi ai Segretari di Presidenza, la volontà prevaricatrice del Gruppo di maggiore consistenza, pur consapevole che nell'attuale situazione politica sarebbe risultato assai arduo che le opposizioni potessero eleggere in maniera concordata tra loro i Segretari di loro spettanza, ha fatto si che il Gruppo del PdL ne rimanesse sprovvisto.
Inquadrata in questi termini la richiesta avanzata dall'on. Brunetta, ritiene dunque che ad essa si possa dare un seguito mediante una mera attività interpretativa del Regolamento, senza la necessità di giungere ad una sua modificazione, facendo leva sia sul parere espresso dalla Giunta nella scorsa legislatura (allorché – senza che ciò comportasse un aggravio dei costi a carico della Camera – è stata consentita l'elezione di un ulteriore segretario di Presidenza della Lega Nord), sia alla luce di una lettura sistematica delle norme regolamentari che disciplinano le funzioni dei Segretari di Presidenza. Da tale complesso normativo, si evince infatti che questi ultimi svolgono rilevanti funzioni, prevalentemente volte al controllo ed alla certificazione degli atti e delle deliberazioni dell'Assemblea. Nell'ambito di queste attribuzioni rientrano le funzioni relative alla pubblicità dei lavori, al regolare andamento dei lavori dell'Assemblea ed al regolare svolgimento delle votazioni: si tratta di delicate funzioni di garanzia alle quali il Gruppo del PdL non può ora partecipare mediante un proprio rappresentante. A suo avviso, inoltre, è proprio la delicatezza della funzione esercitata dai Segretari di Presidenza a giustificare la previsione regolamentare in base alla quale i Gruppi che siano privi di un proprio rappresentante in seno all'Ufficio di Presidenza abbiano diritto ad esservi rappresentati mediante un segretario suppletivo e non, ad esempio, mediante un Vicepresidente aggiuntivo.
Nello stesso senso richiama quanto precisato dalla Presidente medesima nella seduta del 25 marzo scorso allorché replicò ad un intervento per richiamo al Regolamento da lui stesso effettuato in merito alla decisione di procedere alla elezione suppletiva di un segretario di Presidenza in rappresentanza del gruppo S.E.L., pur essendo tale Gruppo già rappresentato in seno a tale organo dal Presidente. In tale occasione, la Presidente, richiamando un precedente della XIV legislatura, aveva infatti avuto modo di chiarire il ruolo del Presidente in relazione alla sua presenza in seno all'Ufficio di Presidenza.
Conclusivamente, ritiene che sussistano le condizioni per poter dare seguito alla richiesta in via meramente interpretativa, anche in considerazione dell'imminente scadenza istituzionale rappresentata dalla seduta comune per l'elezione del Capo Pag. 13dello Stato, in occasione della quale i compiti di verbalizzazione delle sedute, di controllo delle votazioni e dello scrutinio saranno particolarmente delicati. Anche l'episodio avvenuto nella recente seduta dell'Assemblea del 9 aprile scorso, nel corso della quale un Gruppo ha contestato la regolarità di una votazione, dimostra l'importanza per ciascun Gruppo di poter disporre di un Segretario di Presidenza eletto nelle sue fila che contribuisca al controllo della regolarità delle operazioni di voto.
Senza che ciò comporti un aggravio di costi e sempre che non sia possibile risolvere la questione – come peraltro auspicabile – mediante le intese tra i Gruppi, ritiene che si possa procedere all'integrazione dell'Ufficio di Presidenza mediante l'elezione di un Segretario suppletivo appartenente al suo Gruppo senza che, a tal fine, si renda necessaria una apposita modifica regolamentare.
A suo avviso, peraltro, la questione deve essere esaminata alla luce di quanto previsto dall'articolo 5, comma 3, che, al fine di assicurare la rappresentanza di tutti i Gruppi parlamentari nell'Ufficio di Presidenza, attribuisce alla Presidenza il compito di promuovere le opportune intese tra di essi. Al riguardo, osserva che mentre alcuni Gruppi hanno cercato di corrispondere all'invito loro in tal senso rivolto, anche al fine di consentire che in Ufficio di Presidenza fossero rappresentati tutti i Gruppi sin dalla sua prima costituzione, altri, come chiaramente emerso anche dallo spoglio, a tale invito non hanno invece inteso corrispondere.
Proprio allo scopo di assicurare la rappresentanza delle minoranze nell'Ufficio di Presidenza, il Regolamento prevede, con l'obiettivo di garantire la massima Pag. 12imparzialità dell'organo, un criterio ancor più stringente rispetto a quello della rappresentanza proporzionale dei Gruppi e cioè che all'elezione dei suoi membri si proceda mediante voto limitato. A ciò tendenzialmente consegue che due dei quattro Vicepresidenti siano espressione di Gruppi di maggioranza e due di Gruppi di minoranza e quattro degli otto Segretari rappresentino Gruppi di maggioranza e i rimanenti quattro Gruppi di opposizione.
A una simile composizione dell'Ufficio di Presidenza non si è tuttavia potuti giungere in questa legislatura in quanto la volontà prevaricatrice di un Gruppo ha fatto si che più della metà dei Segretari provenissero dalle sue fila. Al fine poi di consentire ad altro Gruppo che aveva pubblicamente dichiarato che si sarebbe limitato a votare esclusivamente i propri candidati, senza dunque corrispondere all'invito alle intese rivolto dalla Presidente, il medesimo Gruppo di maggioranza ha altresì sostenuto i candidati di tale Gruppo, risultando così determinante nell'elezione di una quota dei rappresentanti delle minoranze.
Diversamente, il Gruppo PdL, attenendosi alla norma del Regolamento e corrispondendo all'invito della Presidente a far si che tutti i Gruppi fossero rappresentati, si è limitato ad indicare un solo candidato alla carica di Vicepresidente, consentendo così al MoVimento 5 Stelle di avere un proprio rappresentante che ricoprisse tale carica.
Quanto poi ai Segretari di Presidenza, la volontà prevaricatrice del Gruppo di maggiore consistenza, pur consapevole che nell'attuale situazione politica sarebbe risultato assai arduo che le opposizioni potessero eleggere in maniera concordata tra loro i Segretari di loro spettanza, ha fatto si che il Gruppo del PdL ne rimanesse sprovvisto.
Inquadrata in questi termini la richiesta avanzata dall'on. Brunetta, ritiene dunque che ad essa si possa dare un seguito mediante una mera attività interpretativa del Regolamento, senza la necessità di giungere ad una sua modificazione, facendo leva sia sul parere espresso dalla Giunta nella scorsa legislatura (allorché – senza che ciò comportasse un aggravio dei costi a carico della Camera – è stata consentita l'elezione di un ulteriore segretario di Presidenza della Lega Nord), sia alla luce di una lettura sistematica delle norme regolamentari che disciplinano le funzioni dei Segretari di Presidenza. Da tale complesso normativo, si evince infatti che questi ultimi svolgono rilevanti funzioni, prevalentemente volte al controllo ed alla certificazione degli atti e delle deliberazioni dell'Assemblea. Nell'ambito di queste attribuzioni rientrano le funzioni relative alla pubblicità dei lavori, al regolare andamento dei lavori dell'Assemblea ed al regolare svolgimento delle votazioni: si tratta di delicate funzioni di garanzia alle quali il Gruppo del PdL non può ora partecipare mediante un proprio rappresentante. A suo avviso, inoltre, è proprio la delicatezza della funzione esercitata dai Segretari di Presidenza a giustificare la previsione regolamentare in base alla quale i Gruppi che siano privi di un proprio rappresentante in seno all'Ufficio di Presidenza abbiano diritto ad esservi rappresentati mediante un segretario suppletivo e non, ad esempio, mediante un Vicepresidente aggiuntivo.
Nello stesso senso richiama quanto precisato dalla Presidente medesima nella seduta del 25 marzo scorso allorché replicò ad un intervento per richiamo al Regolamento da lui stesso effettuato in merito alla decisione di procedere alla elezione suppletiva di un segretario di Presidenza in rappresentanza del gruppo S.E.L., pur essendo tale Gruppo già rappresentato in seno a tale organo dal Presidente. In tale occasione, la Presidente, richiamando un precedente della XIV legislatura, aveva infatti avuto modo di chiarire il ruolo del Presidente in relazione alla sua presenza in seno all'Ufficio di Presidenza.
Conclusivamente, ritiene che sussistano le condizioni per poter dare seguito alla richiesta in via meramente interpretativa, anche in considerazione dell'imminente scadenza istituzionale rappresentata dalla seduta comune per l'elezione del Capo Pag. 13dello Stato, in occasione della quale i compiti di verbalizzazione delle sedute, di controllo delle votazioni e dello scrutinio saranno particolarmente delicati. Anche l'episodio avvenuto nella recente seduta dell'Assemblea del 9 aprile scorso, nel corso della quale un Gruppo ha contestato la regolarità di una votazione, dimostra l'importanza per ciascun Gruppo di poter disporre di un Segretario di Presidenza eletto nelle sue fila che contribuisca al controllo della regolarità delle operazioni di voto.
Senza che ciò comporti un aggravio di costi e sempre che non sia possibile risolvere la questione – come peraltro auspicabile – mediante le intese tra i Gruppi, ritiene che si possa procedere all'integrazione dell'Ufficio di Presidenza mediante l'elezione di un Segretario suppletivo appartenente al suo Gruppo senza che, a tal fine, si renda necessaria una apposita modifica regolamentare.
Federica DIENI
esprime la contrarietà del suo Gruppo alla richiesta di integrazione
dell'Ufficio di Presidenza mediante l'elezione suppletiva di un
Segretario di Presidenza avanzata dal presidente del Gruppo PdL. In
proposito, ricorda che l'articolo 5, comma 4, del Regolamento, prevede
che si possa procedere all'elezione di ulteriori segretari di Presidenza
solo al fine di consentire a quei Gruppi che non risultino
rappresentati nell'Ufficio di Presidenza di disporre di un proprio
rappresentante all'interno di tale organo. Poiché il Gruppo PdL dispone
di un Vicepresidente e di un Questore, reputa che esso sia già
adeguatamente rappresentato. Né a suo avviso appare al riguardo
invocabile il parere espresso dalla Giunta per il Regolamento il 7
gennaio 2011, in quanto riferito ad un contesto istituzionale
espressamente qualificato come «del tutto eccezionale e limitato alla
sola XVI legislatura».
Da ultimo, osserva che – a prescindere dall'aggravio di spese che l'elezione di un ulteriore Segretario comporterebbe – ove il numero dei membri dell'Ufficio di Presidenza dovesse ulteriormente aumentare, finirebbe per ridursi, nell'ambito di tale organo, il peso del Gruppo cui appartiene (il quale dispone di 109 deputati ed ha tre membri nell'Ufficio di Presidenza).
Infine, ricordando che il sistema di voto per l'elezione dei membri nell'Ufficio di Presidenza non prevede candidature ufficiali, osserva che sarebbe potuto certamente accadere che, per effetto del voto limitato, nessun componente del suo Gruppo fosse risultato eletto ed in tal caso, da parte sua, nessuna obiezione vi sarebbe stata a che il suo Gruppo fosse rappresentato da un solo segretario suppletivo.
Da ultimo, osserva che – a prescindere dall'aggravio di spese che l'elezione di un ulteriore Segretario comporterebbe – ove il numero dei membri dell'Ufficio di Presidenza dovesse ulteriormente aumentare, finirebbe per ridursi, nell'ambito di tale organo, il peso del Gruppo cui appartiene (il quale dispone di 109 deputati ed ha tre membri nell'Ufficio di Presidenza).
Infine, ricordando che il sistema di voto per l'elezione dei membri nell'Ufficio di Presidenza non prevede candidature ufficiali, osserva che sarebbe potuto certamente accadere che, per effetto del voto limitato, nessun componente del suo Gruppo fosse risultato eletto ed in tal caso, da parte sua, nessuna obiezione vi sarebbe stata a che il suo Gruppo fosse rappresentato da un solo segretario suppletivo.
Generoso MELILLA condividendo la proposta della Presidente, auspica che l'attività di moral suasion della Presidente possa condurre ad una soluzione condivisa tra i Gruppi.
Gianclaudio BRESSA,
pur essendo certamente favorevole a che la Presidente si faccia
promotrice delle opportune intese tra i Gruppi al fine di dirimere la
questione, ritiene tuttavia che esse non siano sufficienti a risolverla
in radice.
Le problematiche poste nella lettera del presidente Brunetta e le argomentazioni svolte dal collega Vito attengono infatti alla definizione delle funzioni proprie dei Segretari di Presidenza nonché ai criteri che, a norma del Regolamento, presiedono alla composizione dell'Ufficio di Presidenza.
In relazione al primo aspetto, ritiene anch'egli che le funzioni assegnate dal Regolamento ai Segretari di Presidenza siano essenzialmente funzioni di garanzia e che pertanto esse non siano assimilabili a quelle svolte dai Vicepresidenti e dai Questori: ne consegue che l'esigenza posta dal Gruppo PdL di avere un Segretario in Ufficio di Presidenza ha certamente un suo fondamento.
La soluzione del problema non può però consistere nella sola moral suasion in quanto la questione origina dalla disciplina regolamentare sulla composizione dell'Ufficio di Presidenza che non prevede, a differenza di altri organi, che esso debba rappresentare una proiezione, su base Pag. 14proporzionale, dell'assetto dei rapporti tra i Gruppi esistente in Assemblea. Al riguardo ricorda che analoga questione era già stata affrontata dalla Giunta nella passata legislatura, allorché, nella seduta del 24 marzo 2011, esaminò il tema relativo alle modalità procedurali per l'elevazione di conflitti di attribuzione. In tale circostanza, era accaduto che nel corso della legislatura era venuta meno in seno all'Ufficio di Presidenza la prevalenza numerica della maggioranza rispetto alle minoranze e, quindi, la rappresentanza proporzionale dei Gruppi presenti in Assemblea. Poiché si trattava di decidere, da parte di tale organo, in merito all'elevazione di un conflitto di attribuzione particolarmente importante per l'allora maggioranza, la questione della composizione dell'Ufficio di Presidenza si era posta in tutta la sua gravità.
Conclusivamente, ritiene quindi che le questioni poste dal Gruppo del PdL – certamente di sostanza – richiedano una soluzione vera, che non è tanto quella di integrare l'Ufficio di Presidenza mediante l'elezione di un Segretario del PdL, ma deve passare per una riflessione, che si potrà svolgere in sede di dibattito sulle riforme regolamentari, sul ruolo e sulle funzioni dei Segretari di presidenza; ciò consentirà di risolvere un problema vero ma senza scorciatoie affrettate.
Le problematiche poste nella lettera del presidente Brunetta e le argomentazioni svolte dal collega Vito attengono infatti alla definizione delle funzioni proprie dei Segretari di Presidenza nonché ai criteri che, a norma del Regolamento, presiedono alla composizione dell'Ufficio di Presidenza.
In relazione al primo aspetto, ritiene anch'egli che le funzioni assegnate dal Regolamento ai Segretari di Presidenza siano essenzialmente funzioni di garanzia e che pertanto esse non siano assimilabili a quelle svolte dai Vicepresidenti e dai Questori: ne consegue che l'esigenza posta dal Gruppo PdL di avere un Segretario in Ufficio di Presidenza ha certamente un suo fondamento.
La soluzione del problema non può però consistere nella sola moral suasion in quanto la questione origina dalla disciplina regolamentare sulla composizione dell'Ufficio di Presidenza che non prevede, a differenza di altri organi, che esso debba rappresentare una proiezione, su base Pag. 14proporzionale, dell'assetto dei rapporti tra i Gruppi esistente in Assemblea. Al riguardo ricorda che analoga questione era già stata affrontata dalla Giunta nella passata legislatura, allorché, nella seduta del 24 marzo 2011, esaminò il tema relativo alle modalità procedurali per l'elevazione di conflitti di attribuzione. In tale circostanza, era accaduto che nel corso della legislatura era venuta meno in seno all'Ufficio di Presidenza la prevalenza numerica della maggioranza rispetto alle minoranze e, quindi, la rappresentanza proporzionale dei Gruppi presenti in Assemblea. Poiché si trattava di decidere, da parte di tale organo, in merito all'elevazione di un conflitto di attribuzione particolarmente importante per l'allora maggioranza, la questione della composizione dell'Ufficio di Presidenza si era posta in tutta la sua gravità.
Conclusivamente, ritiene quindi che le questioni poste dal Gruppo del PdL – certamente di sostanza – richiedano una soluzione vera, che non è tanto quella di integrare l'Ufficio di Presidenza mediante l'elezione di un Segretario del PdL, ma deve passare per una riflessione, che si potrà svolgere in sede di dibattito sulle riforme regolamentari, sul ruolo e sulle funzioni dei Segretari di presidenza; ciò consentirà di risolvere un problema vero ma senza scorciatoie affrettate.
Gaetano PIEPOLI,
associandosi alle considerazioni svolte dal collega Bressa, riconosce
anch'egli la fondatezza dell'esigenza avanzata dal collega Vito, la
quale va certamente al di là degli infortuni tattico-elettorali dai
quali è originata ed in cui si può incorrere nell'attività parlamentare.
Ritiene anch'egli sia opportuno svolgere una riflessione sulla natura
della funzione di garanzia, che, in un certo qual modo, supera l'idea
della rappresentanza proporzionale, in quanto il relativo esercizio
implica la distanza rispetto alla fonte della legittimazione politica.
Ciò premesso, esprime, per l'immediato, la piena condivisione del tentativo di moral suasion che la Presidente intende esperire, fermo restando che la questione dovrà essere approfondita allorché la Giunta procederà all'esame delle proposte di modifica al Regolamento.
Ciò premesso, esprime, per l'immediato, la piena condivisione del tentativo di moral suasion che la Presidente intende esperire, fermo restando che la questione dovrà essere approfondita allorché la Giunta procederà all'esame delle proposte di modifica al Regolamento.
Pino PISICCHIO
ritiene che la questione posta dal Presidente Brunetta e argomentata in
Giunta dal collega Vito sia dotata di reale sostanza politica. Pur
condividendo anch'egli la necessità – espressa dal collega Bressa – che
la questione sia esaminata nell'ambito di un articolato quadro di
riforme regolamentari, auspica comunque che possa essere accolto da
parte dei Gruppi l'invito loro rivolto dalla Presidente ad instaurare un
rapporto dialogico che consenta di avviare a soluzione la questione
all'esame.
Simone BALDELLI,
osservato come dal dibattito emerga una sostanziale convergenza dei
componenti della Giunta in ordine al riconoscimento della titolarità di
una specifica funzione di garanzia posta in capo al Segretario di
Presidenza, e atteso che, come è stato ulteriormente chiarito anche
nella seduta odierna, l'accoglimento della richiesta avanzata dal
Presidente Brunetta non comporterà un aggravio di costi, ritiene che la
questione sollevata dal suo Gruppo possa trovare una soluzione in via
interpretativa ed auspica che ciò possa avvenire in tempi rapidi, ad
esempio in occasione della prossima seduta dell'Assemblea convocata per
procedere all'elezione suppletiva di un Segretario di Presidenza in
rappresentanza del Gruppo Fratelli d'Italia. Ritiene invece che la
questione della proporzionalità della composizione dell'Ufficio di
Presidenza, sollevata dal collega Bressa, attenga ad un diverso aspetto
della vicenda in esame che necessita, questo sì, di essere affrontato
nel contesto di una modifica regolamentare e, dunque, successivamente.
Alfredo D'ATTORRE,
premesso che l'attuale composizione dell'Ufficio di Presidenza e, al
suo interno, quella dei Segretari, è il frutto di un procedimento
elettivo che si è svolto in modo conforme alle prescrizioni
regolamentari, dichiara di comprendere le motivazioni politiche che Pag. 15sono
alla base della richiesta avanzata dal Gruppo PdL. Ritiene pertanto
opportuno che la Giunta svolga un esame approfondito della questione,
tenendo conto dei vincoli posti dal Regolamento e fermo restando che la
soluzione alla quale si riterrà di addivenire non dovrà in alcun modo
comportare un aggravio di costi.
Laura BOLDRINI, Presidente,
ritiene di poter concludere che dal dibattito svoltosi non sono emersi
argomenti sul piano strettamente regolamentare a sostegno della
richiesta del Presidente Brunetta: tutti i componenti della Giunta hanno
riconosciuto l'importanza della questione, ma hanno altresì rilevato
che la stessa va inquadrata nell'ambito di una revisione complessiva del
Regolamento.
Elio VITO
precisa che in Giunta si è registrata un'ampia convergenza sulla
necessità che debba essere riconosciuta la specificità delle funzioni
dei Segretari di Presidenza, nonché sulla necessità che tutti i Gruppi
dispongano di un Segretario in Ufficio di Presidenza. Fermo restando che
da parte di tutti i Gruppi è stato auspicato che la questione possa
essere risolta mediante un intervento di moral suasion della
Presidente, è solo in relazione ai criteri di composizione dell'Ufficio
di Presidenza che è emerso il convincimento che si debba avviare una
riflessione su un'eventuale modifica regolamentare volta a prevedere che
la composizione di tale organo risponda a criteri di proporzionalità.

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