lunedì 8 aprile 2013

I DEPUTATI IN MISSIONE SONO...




Comunico che, ai sensi dell’articolo 46, comma 2, del regolamento i deputati…..sono in missione a decorrere dalla seduta odierna. Pertanto i deputati in missione sono complessivamente …come risulta nell’elenco depositato presso la Presidenza e che sarà pubblicato nell’allegato A al resoconto della seduta odierna” questa è la frase di rito che il Presidente della Camera pronuncia ogni inizio di seduta, subito  dopo la lettura del verbale della seduta precedente effettuata dal segretario d’aula.
Ma che cos’è la missione e chi, tra i deputati può usufruirne? Come accade per molti altri istituti quanto riportato nel regolamento è solo una piccola parte e di certo la meno fedele e frequente rispetto alla prassi instaurata. Il comma 2 dell’articolo 46, neppure utilizza il termine missione. Esso prevede giustamente che i deputati che si trovino fuori dalla Camera per un incarico avuto dalla Camera stessa e i deputati membri di governo sono considerati presenti e non computati ai fine del numero legale. Tradotto i deputati in missione sono giustificati e non perdono la diaria giornaliera.
La prassi di chi può usufruire della missione a Montecitorio è molto diversa, al punto che molti di coloro che ne usufruiscono, fatti salvi i membri del governo, non sono stati affatto inviati fuori dalla Camera a rappresentarla, ma o sono nei loro uffici, oppure sono fuori ma per attività politiche che con la Camera istituzione non hanno nulla a che vedere.
La facoltà di mettersi in missione spetta a tutti i membri dell’ufficio di Presidenza, a tutti i presidenti delle commissioni parlamentari e a tutti i capi gruppo, oltre ovviamente ai membri del governo. Questi deputati, se vogliono possono mettersi sempre in missione (i membri dell’ufficio di Presidenza tranne quando sono di turno in aula). La procedura è semplice. Basta un fax al servizio assemblea con su scritto “Egregio Presidente per impegni connessi al mio ufficio le sarei grato considerarmi in missione per le sedute antimeridiane, pomeridiane ed eventuali notturne dal ….al…”
Normalmente le rispettive segreterie inviano la richiesta di missione il lunedì mattina per tutti i giorni della settimana fino al venerdi. Ovviamente, da quando parte della diaria è stata recentemente agganciata anche alle presenze in commissione chi ha diritto alla missione per l’aula ce l’ha anche per la commissione.
Mettersi in missione per tutta la settimana, per chi può farlo, è il modo migliore per garantirsi la diaria senza l’obbligo di stare in aula. Infatti se le vicende parlamentari impongono di correre in aula a metà seduta non c’è alcun problema. Dal momento in cui il deputato infila la scheda e vota non è più in missione ma partecipa tranquillamente alle votazioni. Ammettiamo che questo accada a metà mattina di mercoledì. Il deputato x arriva in aula per dar man forte al proprio schieramento su un voto ritenuto a rischio, magari l’ultimo della mattinata. Lui vota tranquillamente e alla ripresa pomeridiana, tac, magicamente si trova di nuovo in missione. Ovviamente sempre pronto ad aiutare i suoi all’occorenza.
Basta vedere le ultime pagine dei resoconti parlamentari dove sono riportate le votazioni dei deputati per capire come funziona. La maggior parte vicino al loro nome ha una sfilza di lettere f, c, a (favorevole, contrario, astenuto). Alcuni, gli assenti veri hanno una serie di quadratini vuoti. E poi ci sono i deputati in missione alcuni con tutte m, altri con lunghe file di m, intramezzati da qualche f oppure c. Chiaramente le m equivalgono ad un voto e sono utilissime al raggiungimento del quorum (il 30% delle votazioni totali di giornata) per evitare la decurtazione della diaria.

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