Ancora una volta il
timing e soprattutto la comunicazione dell’Ufficio di Presidenza della Camera
non è il massimo. La sintesi della riunione di oggi può essere la seguente:
taglio immediato ai collaboratori parlamentari ( che sono pur sempre dei
lavoratori) e avvio di un’istruttoria sul taglio degli emolumenti dei deputati.
Il commento che rischia di sorgere spontaneo è “ e ti pareva”.
Cercando di capire quello che è accaduto nell’Udp odierno si
può invece affermare che vi siano state delle luci e delle ombre. Si è deciso,
infatti, di limitare l’obbligo da parte dei gruppi di assumere il personale
inserito nell’allegato B. L’obbligo è stato portato da un dipendente ogni 5
deputati, ad un dipendente ogni 6. Questo ridurrà il numero di assunzioni
complessive obbligatorie da 129 a 109. Ridotte anche le sanzioni per i gruppi
inadempienti. Il precedente regolamento prevedeva una sanzione pari al 30% dell’intero
contributo al gruppo parlamentare. Ora le multe consisteranno in 30 mila euro
circa per ogni dipendente non assunto. Si è inoltre stabilito che le persone
inserite nell’allegato B dovranno inviare obbligatoriamente il proprio
curriculum (anche se non si è capito a chi. Alla Camera? Ai singoli gruppi?).
Sempre in merito all’allegato B, sembra che l’ufficio di presidenza si sia dato
l’obiettivo di un suo futuro azzeramento.
L’aspetto positivo è che l’eliminazione eventuale dell’allegato
B consentirebbe più concorrenza e più meritocrazia nella selezione del
personale dei gruppi. L’aspetto fortemente negativo riguarda il fatto che l’ufficio
di Presidenza ha lasciato completamente immutato l’allegato A, ovvero quello in
cui c’è il vero privilegio. Giova ricordare che chi è inserito in quell’elenco
ha lo stipendio garantito (65.000 euro all’anno) anche se non si rialloca in
nessun gruppo, venendo messo a “disposizione” del Misto. Senza considerare che,
per chi si trova in quell’allegato, non è previsto l’obbligo di presentazione
del curriculum.
Dell’istruttoria sui tagli eventuali degli stipendi dei
deputati si è detto. Quello che non risulta in alcun modo dai comunicati è
invece ciò che doveva essere il punto più importante all’odg dell’ufficio di
presidenza, ovvero la destinazione a ciascun gruppo del contributo unico.
Stando all’ultimo bilancio preventivo la quota da spartire tra i gruppi,
ovviamente in proporzione alla loro ampiezza era di circa 35 milioni di
euro. L’unica notizia in merito di oggi
è un tweet della deputata segretaria di presidenza Caterina Pes che ha scritto
di un taglio di 3 milioni. Dunque la cifra ripartita tra i gruppi costituiti
alla Camera dovrebbe essere di 32 milioni, ma il condizionale è d’obbligo,
quanto meno in attesa di notizie più precise, mentre sarebbe interessante capire quanto ha ottenuto ogni singolo gruppo.

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