Ieri è stata una seduta
turbolenta quella di Montecitorio, complice l’esame del provvedimento sulle
pene alternative al carcere che sta suscitando la totale opposizione della
Lega. Il punto più alto di tensione si è raggiunto nel momento in cui mentre
dai banchi del gruppo i leghisti alzavano alcuni cartelli, uno di loro,
Gianluca Buonanno si è intrufolato fin sopra i banchi del governo dove, vicino
al sottosegretario alla giustizia, ne ha approfittato per sollevare il suo.
Inevitabile la conseguente espulsione decretata dal presidente di turno Di Maio.
Quello di invadere i banchi del
governo nell’emiciclo di Montecitorio è però un vizietto leghista, visto che
tale operazione ha un precedente di portata ben più ampia verificatosi nella XV
legislatura. E’ giovedi 14 giugno 2007 quando una quindicina di deputati
leghisti si impadroniscono dei banchi del governo sventolando copie della
Padania. Tra gli incursori padani anche Paola Goisis che occupa lo scranno del
presidente del consiglio.
Una coincidenza lega i due
episodi, ieri come allora a presiedere l’aula al momento del blitz c’era un giovanissimo
vice presidente, nel 2007 era Giorgia Meloni che sospese l’aula per 20 minuti.
La differenza rispetto a ieri fu il clamore che suscito l’episodio, che l’allora
capogruppo dell’Ulivo Dario Franceschini definì mai accaduto prima. Per la
cronaca i 15 leghisti furono puniti con il massimo della pena, 15 giorni di
sospensione. Molto meno clamore ha suscitato ieri l’impresa di Buonanno, al
punto che Edmondo Cirielli, di Fratelli d’Italia ha stigmatizzato l’espulsione
decretata nei suoi confronti dal vice presidente Di Maio.

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