Alla Camera dei Deputati le comunicazioni ufficiali inviate
dagli uffici ai singoli deputati, in particolare per quanto riguarda gli ordini
del giorno di aula e commissione sono da sempre un esempio di perfezione
formale. L’eccezione che conferma la
regola è l’errore sfuggito nella compilazione del calendario dei lavori per la
settimana in corso della Commissione Affari costituzionali.
Se lo si consulta sul sito della Camera si legge che Giovedì18 alle ore 14 sono previste “interrogazioni a risposta immediata” su temi
riguardanti il ministero dell’interno. Chi sa quanti sono sobbalzati sulla
sedia preparando già interrogazioni infuocate sul caso Ablyazov al quale il
Ministro dell’Interno sarebbe stato costretto a rispondere.
In realtà non ci sarà nulla di tutto questo, ma le
interrogazioni a risposta immediata, altro non saranno che le repliche di
prassi all’illustrazione del proprio programma d’azione svolta dal Ministro
Alfano la scorsa settimana sempre in commissione. In questi casi, solitamente,
nell’ordine del giorno si scrive seguito audizione, e non interrogazioni a
risposta immediata che costituiscono un
istituto parlamentare completamente diverso.
Eppure a ben guardare, almeno per i più esperti, gli estremi
per rendersi conto dell’errore c’erano. Quando all’ordine del giorno della
commissione sono previste interrogazioni a risposta immediata, sono riportati
anche i termini entro i quali l’interrogazione deve essere depositata, ovvero
il giorno precedente entro le 12,00. Termine che questa volta non era indicato.
Formalmente l’errore resta ed è abbastanza evidente,
ancorché eccezionale, sia dal punto di vista formale che sostanziale, anche perché
va a toccare proprio il ministro, come quello degli Interni, che al momento si
trova nella posizione più delicata.

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