martedì 25 giugno 2013

GRIMOLDI: SENATO SI SBRIGHI SU DECRETO DEL FARE. MA IL PROVVEDIMENTO E' ALLA CAMERA


La foga oratoria, o la voglia di piazzare all’interno di un intervento politico molto sentito una frase a effetto che sembra starci come il cacio sui maccheroni, a volte possono giocare brutti scherzi, facendo incorrere l’oratore appassionato in una gaffes. E’ quanto accaduto al deputato leghista Paolo Grimoldi nel corso della dichiarazione di voto finale sul decreto emergenze.
L’esame di questo provvedimento è stato molto travagliato perché l’ostruzionismo attuato dal movimento 5 stelle ha costretto il governo Letta a porre la sua prima fiducia. La protesta del 5 stelle, a cui ha dato manforte anche la Lega, nasce dal fatto che, dopo essere stato trattenuto per molte settimane al Senato, il decreto è stato dichiarato inemendabile dalla Camera per non metterne a rischio la conversione.
Così a Grimoldi in chiusura del suo intervento non è parso vero di lanciare un avvertimento al governo in merito all’iter da seguire sul decreto del Fare:
E chiudo, signor Presidente, sottolineando la storia di questo decreto-legge che spero le insegni qualcosa e mi riferisco soprattutto al Ministro Franceschini: lei è Ministro per i rapporti con il Parlamento, se non segue l'iter di un decreto che Ministro è scusi, cosa fa ? Nel decreto del fare io la invito a cercare di seguire il provvedimento, a non mandarcelo qua qualche ora prima della scadenza. E invito, tra l'altro, oltre che lei, anche Il Sole 24 Ore, giornale assolutamente autorevole, che qualche tempo fa è uscito con un bel titolo sulle emergenze in Italia con su scritto «fate presto», magari ogni tanto a mettere in prima pagina «fai presto Franceschini, svegliati» perché è rimasto due mesi al Senato quel decreto e vorremmo evitare che si replicasse con il decreto del fare”.
Il decreto in effetti era stato varato dal consiglio dei Ministri una settimana prima, il 15 giugno, e non avendolo visto arrivare alla Camera, Grimoldi pensava bene fosse stato depositato al Senato. E invece no. Per uno scherzo del destino, proprio mentre Grimoldi stava parlando il decreto del fare compariva in gazzetta ufficiale, e siamo a venerdi 21 giugno. E poiché il destino si accanisce dove pensate sia stato depositato in prima lettura il decreto lunedi 24 giugno? Alla Camera ovviamente. Così l’appello di Grimoldi a fare presto come un boomerang si rivolge proprio nei confronti di se stesso e dei suoi colleghi. La Camera dovrà fare presto per consentire al Senato di apportare eventuali modifiche al nuovo decreto.

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