La Camera dei deputati da più di un mese sta violando
palesemente uno degli articoli del suo regolamento, e lo fa per evitare
polemiche politiche che la maggioranza non è in grado né di risolvere, né di
affrontare. L’articolo 5 stabilisce al comma 1 che i vice presidenti dell’assemblea
di Montecitorio debbono essere 4. Da quando Maurizio Lupi ha assunto l’incarico
di Ministro delle Infrastrutture questo disposto è disatteso.
La Presidente Boldrini fino ad oggi non ha convocato l’aula
per l’elezione di un nuovo vice presidente, e tale integrazione non è prevista nel
calendario dei lavori del mese di giugno. Il motivo è molto semplice, e questo
blog lo ha già segnalato con largo anticipo con un post. La prassi vuole che i quattro vice
presidenti siano espressione due della maggioranza e due dell’opposizione.
Essendocene già due della maggioranza (Giachetti e Sereni) e uno solo dell’opposizione
(Di Maio), il quarto vice toccherebbe all’opposizione.
Questa soluzione, però, scatenerebbe le ire del Pdl che non
solo esprimeva il vice presidente che ha lasciato la sede vacante, ma è anche
oggettivamente sottorappresentato in ufficio di presidenza con il solo questore
Fontana. Dunque l’elezione del quarto vicepresidente comporterebbe sicuramente
polemiche qualunque soluzione venisse adottata. Se la prassi venisse rispetta,
e dunque il vice andasse all’opposizione con i voti o con l’astensione comunque
determinante del Pd la maggioranza entrerebbe in tensione. Se il vice fosse
assegnato al Pdl, le polemiche coinvolgerebbero sempre il Pd, che ha preferito
il Pdl ad uno dei partiti dell’opposizione, ma anche la Presidente della Camera
che non è riuscita a trovare le intese necessarie tra i gruppi e soprattutto
non è riuscita a rispettare la prassi.
La soluzione che per il momento si adotta è quella dello
struzzo. Non è un segno di forza e soprattutto la vittima è l’articolo 5 del
regolamento che non viene attuato dolosamente.

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