Oggi sulla stampa si parla molto delle famose delibere relative al personale dei gruppi parlamentari, in particolare di quella dell’ufficio di Presidenza della Camera del 21 dicembre 2012. La conferenza stampa di Roberta Lombardi del Movimento 5 stelle ed il provvedimento del gruppo Pdl che per il momento ha disdettato i contratti della XVI legislatura hanno sollevato l’attenzione su questo tema.
Due articoli, uno della Stampa ed uno del Secolo XIX
riportano in maniera quasi identica uno “spiffero” sul funzionamento dei nuovi
allegati A e B, ma lo fanno in maniera imprecisa ed è dunque opportuno fare chiarezza.
Fino allo scorso dicembre alla Camera esistevano diverse
delibere che riguardavano i dipendenti dei gruppi. Quella più importante e da
cui tutto prese avvio è la vecchia delibera 79 del 1993. Tutte le persone
inserite in quell’elenco erano equiparati di fatto a dipendenti a tempo
indeterminato pagati dalla Camera.
Nel corso degli anni si sono succedute altre delibere meno
importanti perché non assicuravano il posto di lavoro, ma cercavano di
agevolarlo garantendo una dote a chi era inserito in quegli atti. Ve ne erano
di più o meno ricche ma il meccanismo era uguale per tutti. Se il gruppo
assumeva una persona in delibera riceva dalla camera una dote in denaro per
coprirne le spese.
Verso la fine della legislatura la Camera ha riformato l’articolo
15-bis del regolamento introducendo il finanziamento unico ai gruppi. Questo ha
fatto saltare il meccanismo delle “doti” e quindi ha imposto la revisione delle
delibere sul personale in essere dando vita a 2 allegati quello A che raccoglie
i vecchi deliberati del 1993 (un centinaio di persone circa) e l’allegato B che
ingloba tutte le altre delibere (oltre 500 persone).
Le condizioni di chi si trova nei due elenchi sono molto,
molto diverse. Basta leggere. Chi si trova nell’allegato A vi rimane fino al
raggiungimento dell’età pensionabile (67 anni). I gruppi sono obbligati a
pescare da questo elenco in quota parte e se non lo fanno gli decurtano 65.000
euro per ogni dipendente non assunto. Chi non trova posto nei gruppi costituiti
è messo automaticamente a disposizione del gruppo misto e per pagare il suo
stipendio Montecitorio versa al misto 65.000 euro l’uno.
Per chi si trova nell’allegato B la situazione è più
difficile sia in termini di occupazione che di stipendio. I gruppi infatti sono
obbligati a pescare da questo elenco una persona ogni cinque deputati, questo
significa che almeno circa 300 di loro potrebbero comunque rimanere fuori.
Inoltre l’articolo 5 della delibera di dicembre impone ai gruppi di destinare
al personale pescato dall’allegato B almeno il 30% del contributo che la Camera
destina al gruppo, il che non significa automaticamente stipendi alti, anzi.
Ovviamente c’è chi sta peggio e sono i tanti che pura avendo
lavorato per molti anni ai gruppi o alla Camera non figurano nei due allegati.
Teoricamente i gruppi possono assumerli, come prevede l’articolo 6, ma queste
persone sarebbero un costo vivo che sottrarrebbero soldi al funzionamento
politico del gruppo. Inoltre con questo sistema i nuovi gruppi, 5 stelle
compresi, sono obbligati di fatto a servirsi di personale che ha militato in
altri gruppi, a meno che non voglia rinunciare a risorse importanti.

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