mercoledì 20 marzo 2013

IL PERSONALE DEI GRUPPI E LE DELIBERE UN PO' DI CHIAREZZA



Oggi sulla stampa si parla molto delle famose delibere relative al personale dei gruppi parlamentari, in particolare di quella dell’ufficio di Presidenza della Camera del 21 dicembre 2012. La conferenza stampa di Roberta Lombardi del Movimento 5 stelle ed il provvedimento del gruppo Pdl che per il momento ha disdettato i contratti della XVI legislatura hanno sollevato l’attenzione su questo tema.
Due articoli, uno della Stampa ed uno del Secolo XIX riportano in maniera quasi identica uno “spiffero” sul funzionamento dei nuovi allegati A e B, ma lo fanno in maniera imprecisa ed è dunque opportuno fare chiarezza.
Fino allo scorso dicembre alla Camera esistevano diverse delibere che riguardavano i dipendenti dei gruppi. Quella più importante e da cui tutto prese avvio è la vecchia delibera 79 del 1993. Tutte le persone inserite in quell’elenco erano equiparati di fatto a dipendenti a tempo indeterminato pagati dalla Camera.
Nel corso degli anni si sono succedute altre delibere meno importanti perché non assicuravano il posto di lavoro, ma cercavano di agevolarlo garantendo una dote a chi era inserito in quegli atti. Ve ne erano di più o meno ricche ma il meccanismo era uguale per tutti. Se il gruppo assumeva una persona in delibera riceva dalla camera una dote in denaro per coprirne le spese.
Verso la fine della legislatura la Camera ha riformato l’articolo 15-bis del regolamento introducendo il finanziamento unico ai gruppi. Questo ha fatto saltare il meccanismo delle “doti” e quindi ha imposto la revisione delle delibere sul personale in essere dando vita a 2 allegati quello A che raccoglie i vecchi deliberati del 1993 (un centinaio di persone circa) e l’allegato B che ingloba tutte le altre delibere (oltre 500 persone).
Le condizioni di chi si trova nei due elenchi sono molto, molto diverse. Basta leggere. Chi si trova nell’allegato A vi rimane fino al raggiungimento dell’età pensionabile (67 anni). I gruppi sono obbligati a pescare da questo elenco in quota parte e se non lo fanno gli decurtano 65.000 euro per ogni dipendente non assunto. Chi non trova posto nei gruppi costituiti è messo automaticamente a disposizione del gruppo misto e per pagare il suo stipendio Montecitorio versa al misto 65.000 euro l’uno.
Per chi si trova nell’allegato B la situazione è più difficile sia in termini di occupazione che di stipendio. I gruppi infatti sono obbligati a pescare da questo elenco una persona ogni cinque deputati, questo significa che almeno circa 300 di loro potrebbero comunque rimanere fuori. Inoltre l’articolo 5 della delibera di dicembre impone ai gruppi di destinare al personale pescato dall’allegato B almeno il 30% del contributo che la Camera destina al gruppo, il che non significa automaticamente stipendi alti, anzi.
Ovviamente c’è chi sta peggio e sono i tanti che pura avendo lavorato per molti anni ai gruppi o alla Camera non figurano nei due allegati. Teoricamente i gruppi possono assumerli, come prevede l’articolo 6, ma queste persone sarebbero un costo vivo che sottrarrebbero soldi al funzionamento politico del gruppo. Inoltre con questo sistema i nuovi gruppi, 5 stelle compresi, sono obbligati di fatto a servirsi di personale che ha militato in altri gruppi, a meno che non voglia rinunciare a risorse importanti.

Nessun commento:

Posta un commento