La seconda seduta di Camera e Senato, convocata per giovedì
prossimo, dovrà eleggere i rispettivi uffici di presidenza. A Montecitorio la
procedura è regolata dall’articolo 5 del regolamento. Questo prevede che in un’unica
soluzione l’assemblea elegga, attraverso il voto per schede, 4 Vicepresidenti,
3 Questori e 8 segretari d’aula. Ogni deputato può esprimere 2 preferenze per i
Vicepresidenti, 2 per i Questori e 4 per i segretari d’aula.
Giovedì, con tutta probabilità dunque, verranno eletti 2
vicepresidenti del Pd, 1 del Pdl (Lupi probabilmente) ed 1 del Movimento Cinque
stelle. Per i questori 2 andranno al Pd e 1 al Pdl, anche perché i grillini
senza accordi non hanno i numeri per eleggersi da soli un questore visto che
non vanno oltre i 109 voti. Infine gli otto segretari d’aula saranno spartiti 4
e 4 tra Pd e Pdl. In questo schema Scelta Civica non avrebbe alcun
rappresentante nell’ufficio di presidenza. Gli verrà assegnato un segretario di
presidenza (sempre tramite elezione) in una seduta successiva e lo stesso varrà
per i gruppi che si costituiranno successivamente, come previsto dal comma 4
dell’articolo5, che prescrive che tutti i gruppi siano rappresentati in ufficio
di presidenza.
Chi dovesse ritenere che l’elezione alle varie cariche dell’Ufficio
di Presidenza sia solo una competizione esterna tra coalizioni sbaglia di
grosso. Infatti tra i quattro deputati indicati alla vice presidenza, tra i tre
futuri questori, e pure tra gli eligendi a segretari, c’è una competizione
spasmodica ad ottenere più voti rispetto ai colleghi che porta a fare campagna
elettorale anche fuori dal proprio schieramento.
Oltre che una questione di prestigio, è ovviamente una
questione di potere. Il più votato tra i
vice presidenti è automaticamente il vicario del presidente della Camera, così
come il più votato tra i questori assume la carica di questore anziano, ovvero
una sorta di capo della terna. Inoltre i lussuosi uffici messi a disposizione
dei membri dell’ufficio di presidenza e delle loro segreterie vengono assegnati
a Vicepresidenti, Questori e Segretari partendo da chi ha ottenuto più voti
nella rispettiva categoria. Il primo avrà l’ufficio più bello e spazioso al
piano nobile di Montecitorio (il secondo), e gli altri si accontenteranno via
via di soluzioni meno prestigiose.

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