L’ufficio di Presidenza di Montecitorio ha assunto oggi una
decisione di grande importanza, quella di eliminare gli alloggi di servizio che
l’istituzione concedeva in uso alle sue alte cariche (Presidente, Vice
Presidenti e questori). Dimore comode e lussuose, ma soprattutto rifornite a
spese dell’amministrazione, come testimoniò un video delle Iene divenuto poi
uno scoop clamoroso..
Quella degli alloggi è sempre una sorta di leggenda, nel
senso che tutti, almeno a Montecitorio sapevano della loro esistenza, ma
nessuno aveva mai posto la questione ufficialmente, né esiste traccia di tale
prassi in nessun documento.
Gli alloggi di servizio erano considerati una costante al
punto che, a seguito della dismissione dei locali di Marini 1, con la
rescissione del contratto d’affitto da parte della Camera, dove vi erano alcuni
di questi appartamenti, si era sparsa la leggenda che la mensa di San Macuto
fosse stata chiusa perché li dovevano essere posti gli alloggi persi a Marini.
Ecco perché la delibera adottata oggi dall’Ufficio di
Presidenza deve essere definita epocale e gli va tributato il giusto merito,
visto che è stata assunta all’unanimità.
Ad onor del vero va detto però, che per la prima volta nella
storia della Camera, la questione degli alloggi fu posta nella scorsa
legislatura in occasione della discussione del bilancio di previsione 2012. In
quell’occasione nella seduta del 2
ottobre 2010, una deputata dell’Idv, Silvana Mura, presentò l’ordine del giorno
9/doc XVIII N. 10/052, nel quale impegnava l’ufficio di presidenza ad eliminare
gli alloggi istituzionali per le alte cariche, ad eccezione del presidente
della Camera. L’odg fu accolto come raccomandazione. Episodio significativo perché
è stata la prima volta in cui negli atti ufficiali della Camera si è parlato di
quei mitici alloggi istituzionali.

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