giovedì 28 marzo 2013

ADDIO AGLI ALLOGGI ISTITUZIONALI DI MONTECITORIO



L’ufficio di Presidenza di Montecitorio ha assunto oggi una decisione di grande importanza, quella di eliminare gli alloggi di servizio che l’istituzione concedeva in uso alle sue alte cariche (Presidente, Vice Presidenti e questori). Dimore comode e lussuose, ma soprattutto rifornite a spese dell’amministrazione, come testimoniò un video delle Iene divenuto poi uno scoop clamoroso..
Quella degli alloggi è sempre una sorta di leggenda, nel senso che tutti, almeno a Montecitorio sapevano della loro esistenza, ma nessuno aveva mai posto la questione ufficialmente, né esiste traccia di tale prassi in nessun documento.
Gli alloggi di servizio erano considerati una costante al punto che, a seguito della dismissione dei locali di Marini 1, con la rescissione del contratto d’affitto da parte della Camera, dove vi erano alcuni di questi appartamenti, si era sparsa la leggenda che la mensa di San Macuto fosse stata chiusa perché li dovevano essere posti gli alloggi persi a Marini.
Ecco perché la delibera adottata oggi dall’Ufficio di Presidenza deve essere definita epocale e gli va tributato il giusto merito, visto che è stata assunta all’unanimità.
Ad onor del vero va detto però, che per la prima volta nella storia della Camera, la questione degli alloggi fu posta nella scorsa legislatura in occasione della discussione del bilancio di previsione 2012. In quell’occasione nella seduta del  2 ottobre 2010, una deputata dell’Idv, Silvana Mura, presentò l’ordine del giorno 9/doc XVIII N. 10/052, nel quale impegnava l’ufficio di presidenza ad eliminare gli alloggi istituzionali per le alte cariche, ad eccezione del presidente della Camera. L’odg fu accolto come raccomandazione. Episodio significativo perché è stata la prima volta in cui negli atti ufficiali della Camera si è parlato di quei mitici alloggi istituzionali.

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