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martedì 7 ottobre 2014

NO DEL CAPO DELLA POLIZIA ALL'ABOLIZIONE DEI LIMITI DI ALTEZZA


Sulla proposta di legge che vuole eliminare i limiti di altezza per l’assunzione nell’esercito e nelle forze di Polizia si è, forse, abbattuto un macigno che potrebbe bloccarne la strada che sembrava essere spianata. Qualche giorno fa il Capo della Polizia Alessandro Pansa ha inviato una memoria alle commissioni Affari Costituzionali e Difesa, che stanno esaminando il provvedimento in congiunta, bocciando seccamente il contenuto della proposta di legge. Almeno per quanto riguarda le forze di polizia nella sua relazione Pansa scrive “si rende, pertanto, indispensabile che ai fini del reclutamento del personale delle forze di polizia si continui a poter fare affidamento sui limiti di altezza, nonché sugli altri requisiti previsti dalle disposizioni in vigore”. Una presa di posizione così netta di un altissimo dirigente del Viminale come il capo della polizia prelude con tutta probabilità ad una posizione contraria dello stesso Ministero dell’Interno, e dunque del governo, a meno di non voler sconfessare clamorosamente la polizia. Un bel problema dunque davanti ad un parlamento che sembrava assolutamente favorevole a questa proposta di legge, con il Senato che l’aveva già approvata all’unanimità e con la Camera che si apprestava a chiedere la sede legislativa in commissione per licenziare definitivamente l’abolizione dei limiti di altezza per polizia e forze armate.

martedì 23 settembre 2014

LA PDL CHE ELIMINA I LIMITI DI ALTEZZA PER POLIZIA E FORZE ARMATE SI APPRESTA A RIPARTIRE MA CON QUALCHE POLEMICA


La proposta di legge che vuole eliminare i limiti di altezza per le assunzioni in Polizia, nelle forze armate e nei vigili del fuoco si appresta a riemergere dalle nebbie dove sembrava essersi persa dopo l'unica seduta delle commissioni riunite I e IV di Montecitorio, svoltasi il 3 giugno scorso. Oggi si è svolto l'ufficio di presidenza congiunto delle due commissioni con all'ordine del giorno la nuova calendarizzazione  della proposta di legge nelle prossime settimane. A sorpresa si è trattato di un ufficio di presidenza un po' turbolento nel quale non è mancata una mezza polemica tra il capo gruppo del Pd in I commissione, Emanuele Fiano, e il presidente della Commissione difesa Elio Vito. Oggetto del contendere le audizioni che Fiano aveva proposto a giugno scorso, ma che non sono state svolte e che la commissione IV non vorrebbe svolgere. In realtà sulla proposta di legge sembrano esservi diverse sensibilità tra le due commissioni, in particolare sulla priorità da dare alla sua approvazione. In IV commissione, infatti, il consenso sembra pressochè unanime al punto che sarebbero già state raccolte le firme necessarie per la richiesta di passaggio in sede legislativa (approvazione direttamente in commissione senza dover passare dall'aula). In prima commissioni non ci sono dissensi espliciti verso l'abolizione dei limiti di altezza per l'assunzione in polizia e vigili del fuoco, già approvata dal Senato, ma forse qualche remora in più. Infatti in questa commissione ancora non si era posta materialmente la questione della sede legislativa, e soprattutto c'è stata questa richiesta pendente di audizione da parte del capo gruppo Pd che, comunque è indicativa, visto che si vuole audire una voce, quella dell'associazione nazionale funzionari di polizia, che ha sollevato dei dubbi.

mercoledì 4 giugno 2014

VIA LIMITI DI ALTEZZA PER ASSUNZIONE IN FORZE ARMATE, POLIZIA E VIGILI DEL FUOCO



Niente più limite di altezza per arruolarsi nelle forze armate o per essere assunti in Polizia e Vigili del Fuoco. E’ quanto prevede una proposta di legge già approvata all’unanimità dal Senato e da ieri approdata in commissione alla Camera. La legge attualmente vigente prevede che gli uomini di statura inferiore ad 1,65 metri e le donne inferiori ad 1,60 metri non possano essere ammesse ai concorsi per l’assunzione nei ruoli delle forze armate, della polizia e dei vigili del fuoco. La proposta di legge in esame, elimina il requisito dell’altezza sostituendolo di fatto con il requisito della sana e robusta costituzione. Anche alla Camera, nelle commissioni affari costituzionali e difesa, sembra esserci ampio consenso (vedi resoconto della seduta) al punto che qualche gruppo ha già avanzato la richiesta di procedere all’esame in sede legislativa (approvazione definitiva da parte delle stesse commissioni senza passare dall’aula). Una perplessità, che potrebbe tradursi in un emendamento e conseguente terza lettura in senato, l’ha sollevata il capogruppo Pd in prima commissione Emanuele Fiano. La perplessità di Fiano è quella sollevata dall’associazione nazionale funzionari di polizia in una lettera inviata a tutti i membri della prima commissione, e consiste nel distinguere in merito al requisito dell’altezza minima tra Forze Armate e Forze di Polizia. Nel primo caso, infatti, sostengono i funzionari di polizia il requisito di un’altezza minima può anche essere eliminato, ma per le forze di polizia sarebbe invece rischioso visto che i suoi agenti debbono svolgere attività come quelle relative all’ordine pubblico per le quali può anche verificarsi un contatto fisico. In questi casi fisici troppo minuti e di dimensioni ridotte rischiano di tradursi in un oggettivo svantaggio con il rischio di mettere a rischio l’efficienza dell’intervento dell’agente di pubblica sicurezza. Per ora si è deciso di svolgere una serie di audizioni, dopo le quali sarà possibile capire quale sarà la sorte della legge.  

martedì 4 giugno 2013

NESSUNA MODIFICA ALLE PENSIONI DEI POLIZIOTTI



All’esame delle commissioni della Camera c’è la bozza di un Dpr che aveva preoccupato non poco i lavoratori del comparto sicurezza, perché a questo provvedimento era affidato il compito di armonizzare il sistema pensionistico di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili del fuoco, alle norme introdotte dalla riforma Fornero. Il provvedimento prevede anche per i lavoratori del comparto sicurezza l’introduzione del sistema delle finestre per la pensione di vecchiaia, ritardando di fatto l’effettiva andata in pensione di 1 anno e tre mesi fino al 2015 e successivamente di 1 anno e otto mesi dal 2016. Inoltre per le pensioni di anzianità si prevede una penalizzazione in termini percentuali per ogni anno di anticipo rispetto ai 58 anni.
Al di là del contenuto il provvedimento, almeno per il momento non avrà seguito. Infatti il relatore in commissione affari costituzionali Emanuele Fiano ne ha già decretato la sorte negativa, bocciando non i contenuti ma la natura del provvedimento. La sostanza della raffinata relazione svolta da Fiano sta nel fatto che la modifica del sistema pensionistico del comparto sicurezza, per uniformarlo alla riforma effettuata dal ministro Fornero, non può essere realizzata attraverso un regolamento, quale il Dpr è, ma solo attraverso una legge ordinaria. Poiché i rilievi che la commissione affari costituzionali formulerà saranno vincolanti, ciò significa che per il momento le pensioni di poliziotti e carabinieri resteranno come sono, almeno in attesa che il governo vari un provvedimento di legge.
Sintesi dei passaggi più significativi della relazione Fiano
In relazione allo strumento normativo utilizzato per la disciplina descritta è opportuno ricordare che l'articolo 17, comma 2, della legge n. 400 del 1988 dispone che: «Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato e previo parere delle Commissioni parlamentari competenti in materia, che si pronunciano entro trenta giorni dalla richiesta, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potestà regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari».