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martedì 23 settembre 2014

LA PDL CHE ELIMINA I LIMITI DI ALTEZZA PER POLIZIA E FORZE ARMATE SI APPRESTA A RIPARTIRE MA CON QUALCHE POLEMICA


La proposta di legge che vuole eliminare i limiti di altezza per le assunzioni in Polizia, nelle forze armate e nei vigili del fuoco si appresta a riemergere dalle nebbie dove sembrava essersi persa dopo l'unica seduta delle commissioni riunite I e IV di Montecitorio, svoltasi il 3 giugno scorso. Oggi si è svolto l'ufficio di presidenza congiunto delle due commissioni con all'ordine del giorno la nuova calendarizzazione  della proposta di legge nelle prossime settimane. A sorpresa si è trattato di un ufficio di presidenza un po' turbolento nel quale non è mancata una mezza polemica tra il capo gruppo del Pd in I commissione, Emanuele Fiano, e il presidente della Commissione difesa Elio Vito. Oggetto del contendere le audizioni che Fiano aveva proposto a giugno scorso, ma che non sono state svolte e che la commissione IV non vorrebbe svolgere. In realtà sulla proposta di legge sembrano esservi diverse sensibilità tra le due commissioni, in particolare sulla priorità da dare alla sua approvazione. In IV commissione, infatti, il consenso sembra pressochè unanime al punto che sarebbero già state raccolte le firme necessarie per la richiesta di passaggio in sede legislativa (approvazione direttamente in commissione senza dover passare dall'aula). In prima commissioni non ci sono dissensi espliciti verso l'abolizione dei limiti di altezza per l'assunzione in polizia e vigili del fuoco, già approvata dal Senato, ma forse qualche remora in più. Infatti in questa commissione ancora non si era posta materialmente la questione della sede legislativa, e soprattutto c'è stata questa richiesta pendente di audizione da parte del capo gruppo Pd che, comunque è indicativa, visto che si vuole audire una voce, quella dell'associazione nazionale funzionari di polizia, che ha sollevato dei dubbi.

lunedì 14 luglio 2014

SETTIMANA INTERLOCUTORIA ALLA CAMERA IN ATTESA DEL DECRETO PA



Settimana di lavori del tutto interlocutoria quella che si apre oggi pomeriggio in aula alla Camera dei Deputati nel cui calendario non sono inseriti provvedimenti di rilievo, al punto che l’appuntamento di maggior interesse dal punto di vista politico consiste nel voto che si svolgerà martedì 15 luglio  dalle ore 17 in merito alla richiesta di arresto nei confronti del deputato Galan. Per il resto settimana di ordinaria amministrazione con la discussione di due mozioni, rispettivamente su adozioni internazionali, progressioni di carriera e automatismi retributivi per il personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico, alle quali si aggiungono le proposte di legge in tema di attribuzione del cognome ai figli, per l’istituzione di un premio biennale di ricerca intitolato alla memoria di Giuseppe Di Vagno, e la ratifica dell’accordo di cooperazione inmateria di sicurezza tra Italia e Repubblica del Niger. Su questi provvedimenti oggi dalle 14 si svolge la discussione generale, mentre da martedì pomeriggio si partirà con i voti ma cominciando dal testo unico in materia di agricoltura sociale non concluso nella settimana precedente.
Giovedì mattina, poi, alle 9,30 ci sarà un’informativa del governo sul rispetto dei vincoli del patto di stabilità e crescita alla luce delle raccomandazioni approvate dal Consiglio Ecofin.
Come detto il vero lavoro politico questa settimana non riguarda l’aula ma la prima commissione dove si inizieranno ad esaminare e votare gli oltre 1700 emendamenti abbattutisi sul decreto legge sulla Pubblica Amministrazione che, dall’inizio della prossima, settimana dovrebbe approdare in aula. Sempre in commissione, ma in quella giustizia, si esamina un altro decreto quello relativo al risarcimento dei detenuti che hanno visto violati i propri diritti fondamentali.  
Inutile dire che il campo principale sarà il Senato dove l’aula di Palazzo Madama dovrà esaminare e approvare il testo di riforma costituzionale.

mercoledì 4 giugno 2014

VIA LIMITI DI ALTEZZA PER ASSUNZIONE IN FORZE ARMATE, POLIZIA E VIGILI DEL FUOCO



Niente più limite di altezza per arruolarsi nelle forze armate o per essere assunti in Polizia e Vigili del Fuoco. E’ quanto prevede una proposta di legge già approvata all’unanimità dal Senato e da ieri approdata in commissione alla Camera. La legge attualmente vigente prevede che gli uomini di statura inferiore ad 1,65 metri e le donne inferiori ad 1,60 metri non possano essere ammesse ai concorsi per l’assunzione nei ruoli delle forze armate, della polizia e dei vigili del fuoco. La proposta di legge in esame, elimina il requisito dell’altezza sostituendolo di fatto con il requisito della sana e robusta costituzione. Anche alla Camera, nelle commissioni affari costituzionali e difesa, sembra esserci ampio consenso (vedi resoconto della seduta) al punto che qualche gruppo ha già avanzato la richiesta di procedere all’esame in sede legislativa (approvazione definitiva da parte delle stesse commissioni senza passare dall’aula). Una perplessità, che potrebbe tradursi in un emendamento e conseguente terza lettura in senato, l’ha sollevata il capogruppo Pd in prima commissione Emanuele Fiano. La perplessità di Fiano è quella sollevata dall’associazione nazionale funzionari di polizia in una lettera inviata a tutti i membri della prima commissione, e consiste nel distinguere in merito al requisito dell’altezza minima tra Forze Armate e Forze di Polizia. Nel primo caso, infatti, sostengono i funzionari di polizia il requisito di un’altezza minima può anche essere eliminato, ma per le forze di polizia sarebbe invece rischioso visto che i suoi agenti debbono svolgere attività come quelle relative all’ordine pubblico per le quali può anche verificarsi un contatto fisico. In questi casi fisici troppo minuti e di dimensioni ridotte rischiano di tradursi in un oggettivo svantaggio con il rischio di mettere a rischio l’efficienza dell’intervento dell’agente di pubblica sicurezza. Per ora si è deciso di svolgere una serie di audizioni, dopo le quali sarà possibile capire quale sarà la sorte della legge.