martedì 23 giugno 2015

LE MOZIONI DI SFIDUCIA SU CASTIGLIONE



All’ordine del giorno dei lavori di Montecitorio, dopo l’esame della proposta di legge sul reato di diffamazione, figurano tre mozioni parlamentari, rispettivamente di M5s, Sel e Lega, che chiedono la rimozione del sottosegretario Giuseppe Castiglione. Nel dibattito politico si parla di mozioni di sfiducia nei confronti del sottosegretario per l’indagine sul Cara di Mineo e per i collegamenti con l’inchiesta su Mafia Capitale. Tecnicamente però è bene precisare che i documenti presentati non sono vere e proprie mozioni di sfiducia, ma semplici atti di indirizzo che, se approvati avrebbero certamente un valore politico (che porterebbe alla rimozione di Castiglione), ma non produrrebbero alcun effetto di natura giuridico-costituzionale, come nel caso della mozione di sfiducia al singolo ministro di cui all’articolo 115, comma 2 del regolamento della Camera. L’istituto della sfiducia nei confronti dei sottosegretari di stato non è, infatti, prevista dai regolamenti, dunque l’unica strada per segnalare da parte di una camera la volontà politica di rimozione di un sottosegretario è quella della mozione ordinaria. Per quanto riguarda i testi delle mozioni presentate, tutte ripercorrono nelle premesse le vicende che hanno portato all’inchiesta sul cara di Mineo e su Castiglione. Differiscono parzialmente i dispositivi. Quello della mozione M5S impegna il governo ad avviare immediatamente le procedure di revoca del sottosegretario su proposta del Presidente del Consiglio. Il dispositivo della mozione di Sel e quello della lega impegna invece il governo a richiedere al sottosegretario le dimissioni. Ovviamente si tratta di differenze stilistiche, la sostanza politica, qualora le mozioni venissero approvate, non cambierebbe.

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