martedì 16 giugno 2015

CHI HA VINTO I BALLOTTAGGI? TUTTI E NESSUNO



5 su 5 oppure 5 su 78? I numeri sono numeri ma dipende da come si leggono e nella lettura dei risultati dei ballottaggi delle amministrative, forse hanno tutti una parte di ragione. Il Movimento 5 stelle esulta perché nei 5 casi nei quali un suo candidato ha raggiunto il ballottaggio è diventato sindaco. Dal che, sempre i 5 stelle, traggono buoni auspici in vista delle elezioni nazionali dove l’Italicum prevede appunto il ballottaggio tra le prime due liste, se nessuno ha ottenuto più del 40% dei voti.
Allo stesso tempo, però, i ballottaggi che si sono disputati domenica scorsa sono stati ben 78 ed in 73 casi il movimento 5 stelle non è riuscito a parteciparvi. Soprattutto nessuno dei suoi candidati è riuscito a raggiungere il secondo turno nelle principali città andate al voto, ad iniziare da Venezia dove le condizioni che avevano portato alle elezioni anticipate sembravano aver posto le basi per un’affermazione pentastellato.
In molti casi è stato un centrodestra dato per morto che, non solo ha raggiunto il ballottaggio, ma ha eletto un proprio sindaco, vincendo sfide importanti (e impreviste) come Venezia o Arezzo. Anche in questo caso, però, bisogna considerare che alle amministrative vi sono le coalizioni e dunque per chi si coalizza è più facile ottenere più voti totali, rispetto ad una lista che corre da sola. Il problema per il centrodestra riguarda il fatto che la nuova legge elettorale nazionale non prevede più la possibilità di coalizioni tra liste diverse, ma solo il voto alla singola lista.
Se dar vita ad una coalizione tra partiti che sostengono posizioni anche molto diverse può essere complicato ma non impossibile, mettere in piedi una lista unica per le elezioni tra le stesse forze è molto, molto più complicato, anche perché i seggi disponibili non sarebbero più di 340.
Un dato leggermente più chiaro che emerge dai ballottaggi è la sconfitta abbastanza netta del Partito Democratico. Un risultato sul quale sicuramente hanno influito le questioni nazionali, ad iniziare dall’emergenza immigrazione, ma che non può e non deve essere eletto solo in questa chiave, perché a livello comunale contano molto anche i fattori locali e soprattutto i candidati sindaco.
Non c’è dubbio invece sul fatto che l’unica vittoria certa è stata ancora una volta quella dell’astensione. Considerando il totale di elettori chiamati alle urne, più della metà, per diversi motivi, ha deciso di non votare per nessuno dei candidati in campo, una tendenza all’astensionismo maggioritario che si va consolidando e che segnala un distacco sempre maggiore dalla politica e da tutti gli attori attualmente in campo sullo scenario politico.

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