mercoledì 10 giugno 2015

LA PROTEZIONE CIVILE DA LA BENEMERENZA MA SECRETA LE MOTIVAZIONI


Chi ha partecipato in maniera meritoria ad operazioni di protezione civile può essere insignito dell’attestazione di pubblica benemerenza da parte del Dipartimento della Protezione Civile. Tale forma di onorificenza è stata istituita circa un anno fa, con un decreto del Presidente del Consiglio del 5 maggio 2014, ma solo ieri, nella Gazzetta ufficiale del 9 giugno è stato pubblicato il decreto del capo dipartimento della Protezione Civile che, definendo gli aspetti tecnici e le fogge che le onorificenze dovranno materialmente avere, nonché tutti gli aspetti procedurali per concederli, ha definitivamente reso effettiva questa nuova forma di onorificenza.
Proprio in quest’ultimo provvedimento, all’articolo 16, si specifica che tutta la documentazione che riguarda il conferimento dell’attestazione non solo non è pubblica ma è sottratta alla procedura di accesso agli atti.
La norma lascia perplessi, perché non si capisce il motivo in base al quale tutta la documentazione che porta ad attribuire una pubblica attestazione di benemerenza debba di fatto rimanere segreta, anche perché dovrebbe trattarsi di documenti di natura positiva che dovrebbero fare solo onore al soggetto al quale sono riferiti.
Va detto che l’articolo 16 del decreto del capo della protezione civile, fa espresso riferimento al Decreto del Presidente del Consiglio del 27 giugno 2011, il quale dichiara esplicitamente essere esclusa dall’accesso agli atti tutta la documentazione riguardante la concessione di benemerenze, attestazioni, onorificenze e patrocini da parte dello stato.
Dunque il nostro ordinamento prevede la pubblicità delle attestazioni e delle onorificenze di diverso genere, ma non delle carte che hanno portato a suffragare tale concessione, il che contrasta non poco con i criteri della più elementare trasparenza e soprattutto può esporre lo stato e le amministrazioni pubbliche ad incorrere in incidenti e gaffe.

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