Il così detto decreto sulle pensioni al termine della
votazione degli emendamenti in commissione lavoro della Camera (mancano ora i
pareri delle altre commissioni che, in particolare quelli della bilancio e
della affari costituzionali, potrebbero comportare qualche ulteriore modifica)
esce sostanzialmente invariato rispetto alla versione originale. Rimane dunque
deluso chi si attendeva grandi novità, in particolare sul fronte dei così detti
vitalizi. Poche le modifiche apportate nel loro complesso e tutte a firma di
deputati Pd.
Qualche modifica è stata apportata, ma l’articolo 1 del
provvedimento, quello che deve andare a colmare il vulnus prodotto dalla
sentenza della Consulta, rimane quello scritto dal governo. Dunque la
rivalutazione delle pensioni per gli anni 2012 e 2013 sarà corrisposta per
intero solo ai trattamenti fino a tre volte il minimo, per gli altri invece vi
saranno percentuali diverse a seconda dell’importo, e soprattutto non
percepiranno nulla le pensioni superiori a sei volte il trattamento minimo.
Una modifica interessante apportata all’articolo 1, riguarda
il fatto che da oggi ai fini del calcolo dell’emolumento totale sul quale
calcolare la rivalutazione, alla luce delle nuove norme apportate, verrà
considerato anche l’eventuale vitalizio percepito a seguito di incarichi
elettivi.
Rilevanti modifiche sono state apportate all’articolo 4 del
provvedimento che riguardava il rifinanziamento dei contratti di solidarietà.
Il drappello di deputati democrat capitanato da Luisa Gnecchi e ascrivibili
alla minoranza Pd ha fatto la parte del leone raddoppiando (da 70 a 140
milioni) i fondi già previsti, ed aggiungendone di nuovi per un importo pari
150 milioni di euro per il 2015. Forse a parziale rivincita nei confronti del
premier Renzi, la copertura di questi 150 milioni è stata imputata al fondo di
2.200 milioni stanziato per finanziare le nuove norme introdotte dai decreti
legislativi del jobs act, come gli incentivi per il nuovo contratto a tutele
crescenti.
Tra le modifiche apportate si segnala l’inserimento di un
articolo 5-bis (che nel testo dell’aula diverrà un nuovo articolo 6) per
introdurre una norma di interpretazione autentica in materia di lavoratori
colpiti da malattie dell’amianto. La norma in questione è uno dei commi dell’ultima
legge di stabilità (comma 112) nel quale si stabiliva che ai lavoratori in
servizio non si applicavano gli annullamenti dei benefici previsti per i
lavoratori del settore dell’amianto. La norma di interpretazione autentica
specifica che per lavoratori attualmente
in servizio si debbono intendere quei lavoratori che al primo gennaio 2015 non
erano beneficiari di trattamenti pensionistici.

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