Sulle criticità dell’emendamento sulla vendita delle
farmacie, di cui ci siamo occupati nel post di ieri, avevamo visto giusto, come
dimostra il fatto che, nel corso della seduta delle commissioni I e V, Anna
Margherita Miotto del Pd ha sollevato la questione con gli stessi temi che
avevamo sollevato noi. La deputata Miotto ha criticato l’emendamento presentato
dal relatore Marchi, sempre del Pd, e dal relatore Sisto, mettendo a verbale le
seguenti argomentazioni “contesta la ratio dell'emendamento 7.55 dei relatori, in
quanto esso è volto a stabilire non già una specifica proroga di termini
legislativi bensì la sospensione dell'efficacia, fino al 31 dicembre 2016,
delle disposizioni di cui all'articolo 12 della legge n. 475 del 1968 relative
al servizio farmaceutico. Fa presente che tale emendamento prevede, in
particolare, il trasferimento della titolarità delle farmacie a soggetti non in
possesso dei requisiti prescritti dalla citata legge, tra i quali risulta anche
l'idoneità conseguita tramite concorso, determinando pertanto una palese
iniquità ed aprendo la strada a fenomeni di natura speculativa. Ricorda,
inoltre, che, essendo tuttora in via di svolgimento un concorso straordinario
per l'assegnazione di oltre 2.000 nuove sedi, l'eventuale approvazione
dell'emendamento 7.55 dei relatori inevitabilmente darebbe luogo alla
presentazione di un numero cospicuo di ricorsi”.
A fronte di queste obiezioni, però, l’emendamento non è
stato ritirato ma riformulato prevedendo che la sospensione della normativa
vigente in tema di cessione e acquisto di farmacie non si applicasse al
concorso straordinario in fase di svolgimento per l’assegnazione di 2.000 nuove
sedi, e in tale forma è stato approvato.

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