lunedì 8 settembre 2014

IMMIGRAZIONE: IL GOVERNO TAGLIA IL FONDO RIMPATRI PER MIGLIORARE L'ACCOGLIENZA



Nel decreto legge 119, quello così detto sulla sicurezza negli stadi, c’è anche un intero capo in tema di immigrazione nel quale vengono varate tutta una serie di norme sia per fronteggiare il nuovo afflusso migratorio (articoli 5-7), sia per rendere più efficiente il sistema di accoglienza nei confronti dei richiedenti asilo e dei richiedenti protezione internazionale, oltre che dei minori non accompagnati.  Più precisamente il fondo per le politiche e i servizi a sostegno dei richiedenti asilo è incrementato di quasi 51 milioni per il 2014. Il rafforzamento delle commissioni che debbono vagliare le domande di asilo e protezione sempre per il 2014 ne costa 9 di milioni. Infine viene istituito ex novo un fondo di 62 milioni per la finalità non meglio precisata di fronteggiare la nuova emergenza. Il conto totale è di 122 milioni e 700 mila euro e la sorpresa è che vengono presi dal così detto fondo per i rimpatri, ovvero quel fondo istituito in pieno governo Berlusconi-Bossi, con Maroni al Viminale e che doveva servire per rimandare a casa loro gli stranieri giunti sul nostro territorio sempre dal nord Africa. Il governo oggi compie un’operazione inversa definanziando in maniera consistente un fondo che, almeno propagandisticamente, doveva servire a rimpatriare chi non aveva diritto a stare in Italia, ed utilizza quelle risorse per una finalità politica opposta, ovvero migliorare l’accoglienza agli aventi diritto. C’è da giurare che, almeno da parte della Lega, sul punto sarà battaglia e il bersaglio sembra essere ghiotto, ovvero quell’ Angelino Alfano che oggi è il responsabile politico di queste norme, ma che nel 2009, anno di istituzione del fondo rimpatri, era ministro del governo Berlusconi.  

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