Nel decreto legge 119, quello così detto sulla sicurezza
negli stadi, c’è anche un intero capo in tema di immigrazione nel quale vengono
varate tutta una serie di norme sia per fronteggiare il nuovo afflusso
migratorio (articoli 5-7), sia per rendere più efficiente il sistema di accoglienza nei
confronti dei richiedenti asilo e dei richiedenti protezione internazionale,
oltre che dei minori non accompagnati.
Più precisamente il fondo per le politiche e i servizi a sostegno dei richiedenti
asilo è incrementato di quasi 51 milioni per il 2014. Il rafforzamento delle
commissioni che debbono vagliare le domande di asilo e protezione sempre per il
2014 ne costa 9 di milioni. Infine viene istituito ex novo un fondo di 62
milioni per la finalità non meglio precisata di fronteggiare la nuova
emergenza. Il conto totale è di 122 milioni e 700 mila euro e la sorpresa è che
vengono presi dal così detto fondo per i rimpatri, ovvero quel fondo istituito
in pieno governo Berlusconi-Bossi, con Maroni al Viminale e che doveva servire
per rimandare a casa loro gli stranieri giunti sul nostro territorio sempre dal
nord Africa. Il governo oggi compie un’operazione inversa definanziando in
maniera consistente un fondo che, almeno propagandisticamente, doveva servire a
rimpatriare chi non aveva diritto a stare in Italia, ed utilizza quelle risorse
per una finalità politica opposta, ovvero migliorare l’accoglienza agli aventi
diritto. C’è da giurare che, almeno da parte della Lega, sul punto sarà
battaglia e il bersaglio sembra essere ghiotto, ovvero quell’ Angelino Alfano
che oggi è il responsabile politico di queste norme, ma che nel 2009, anno di
istituzione del fondo rimpatri, era ministro del governo Berlusconi.

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