venerdì 10 gennaio 2014

LATTUCA SI E’ INCARTATO PROPONENDO L’ATTESA DI UN RESOCONTO CHE NON ESISTE



Da qualche settimana c’è una bozza di decreto ministeriale che in maniera assolutamente inattesa sta creando problemi al governo e alla maggioranza. Si tratta del provvedimento con il quale il ministero dell’Interno deve ripartire tra tre associazioni combattentistiche circa un milione e ottocentomila euro. Su questo provvedimento di routine M5S si è messo a fare le pulci sia alla Camera che al Senato e così sono esplosi i problemi. Forse è per la confusione inattesa che ieri il relatore del provvedimento, Enzo Lattuca, si è incartato ed alla prossima seduta si addento altre polemiche. Poiché al Senato erano previste audizioni di esponenti di queste associazioni, nella seduta di ieri il sottosegretario Manzione ha proposto alla prima commissione della Camera di aspettare le risultanze di queste audizioni prima di concludere l’esame sul provvedimento. Lattuca in qualità di relatore ha subito dato manforte al governo proponendo l’aggiornamento in attesa di nuove da Palazzo Madama. Peccato però che Lattuca, e forse pure Manzione, ignorassero che al Senato le audizioni erano informali. Il che significa che di quelle audizioni non c’è e non ci sarà lo straccio di un resoconto, neppure stringatissimo. Il bubbone è esploso questa mattina quando gli uffici della prima commissione della Camera, sollecitati in tal senso dalla richiesta di un deputato, hanno chiesto al Senato le risultanze dell’audizione ed ovviamente si sono sentiti rispondere che non c’erano. L’unica cosa che poteva essere trasmessa è il materiale depositato dai rappresentanti delle associazioni che un motociclista oggi verso le 17,00 tradurrà a Montecitorio. Ma di cosa hanno detto in commissione i rappresentanti delle associazioni e delle eventuali repliche dei senatori non vi è alcun documento.
Va da se che alla prossima seduta è molto probabile che qualche deputato chiederà conto di questa gaffe sia al relatore Lattuca che al sottosegretario Manzione, che di fatto hanno chiesto alla commissione di aspettare Godot.

giovedì 9 gennaio 2014

IL TESTO DELLA RIFORMA DEL REGOLAMENTO DELLA CAMERA

 La giunta del regolamento della Camera ha approvato ieri un corposo testo di modifica del regolamento. Si tratta di una delle proposte di modifica del regolamento più ampie, strutturali e organiche (il che non equivale automaticamente ad un giudizio positivo) che siano mai state presentate dalla riforma del 1997. Con il voto di ieri da parte della giunta del regolamento parte la procedura (invero un po’ tortuosa) prevista dall’articolo16 del regolamento della Camera, che si dovrà concludere con un voto dell’Aula sulla proposta di modifica da parte della giunta, oppure di quelle presentate in alternativa.
Per la corposità della proposta di riforma e per il rilievo delle conseguenze sul lavoro della Camera che l’approvazione delle eventuali modifiche produrrebbe, la finalità principale di questo posto è quella di consentire a chi lo voglia di leggere direttamente il testo della proposta diriforma presentata dalla giunta. Infatti le anticipazioni riportate oggi sulla stampa sono assolutamente sommarie e non rendono bene l’idea dell’oggetto di cui si tratta. Così come non danno menzione alcuna del fatto che il Movimento 5 stelle ha presentato un testo di riforma del regolamento alternativo.
Questo blog, con post successivi si riserva di analizzare ed esprimere la propria opinione sui molti capi del regolamento che divengono oggetto di modifica, anche procedendo ad un confronto comporato con la proposta alternativa dei penta stellati.
Per il momento segnaliamo gli aspetti più caratteristici ed in alcuni casi sorprendenti delle novelle proposte, quali ad esempio l’eliminazione della liturgia della lettura del verbale quotidiano da parte del segretario d’aula, oppure la scomparsa dello strumento di sindacato ispettivo ad oggi più diffuso e amato dai deputati, come l’interrogazione a risposta scritta. Segnaliamo inoltre una trasformazione radicale dello stesso resoconto delle sedute d’aula che non sarà più stenografico come quello attuale (e ci domandiamo se su questo punto al servizio resoconti si stia esultando o ci sia un po’ di timore). Già questi sono temi di un certo rilievo che è bene trattare singolarmente ed in maniera ragionata per evitare di semplificare troppo, figuriamoci argomenti ancora più rilevanti quali i tempi di esame, le votazioni e gli interventi dei singoli deputati che pure sono oggetto della proposta di riforma.

mercoledì 8 gennaio 2014

RIPARTONO I LAVORI DELLA CAMERA...ALL'INSEGNA DELL'INCERTEZZA


 Sono ripresi oggi i lavori parlamentari della Camera dei Deputati (e con essi l’attività di questo blog dopo la sosta natalizia). Come di prassi la ripresa è volutamente blanda. Si lavora oggi e domani e all’ordine del giorno ci sono le pregiudiziali su due decreti, un paio di mozioni, tra le quelle sulle pensioni d’oro, e una proposta di legge d’iniziativa parlamentare in tema di misure cautelari.
I provvedimenti importanti, come i vari Dl svuota carceri, Destinazione Italia e Terra dei fuochi, sono ovviamente nelle rispettive commissioni di merito essendo stati depositati nel periodo in cui i lavori della Camera erano sospesi. Tra i provvedimenti di rilievo c’è anche la riforma del regolamento della Camera della quale è stato approvato proprio oggi il testo base in giunta del regolamento.
Al di la dei temi all’ordine del giorno in aula o in commissione, è evidente che i lavori parlamentari riprendono all’insegna dell’incertezza e risentiranno delle fibrillazioni quotidiane della situazione politica. Con la nuova dirigenza del Pd che ogni giorno spara contro il governo di cui è il principale azionista le elezioni entro giugno non possono escludersi. Addirittura oggi circola una voce alla Camera che individua il 15 febbraio come il possibile termine ultimo della legislatura se si dovesse raggiungere un intesa politica, che ovviamente sarebbe limitata alla sola legge elettorale, tra Matteo Renzi e Berlusconi.
Staremo a vedere quello che succederà proveremo a darne conto.