Le commissioni difesa e affari costituzionali della Camera
hanno approvato ieri il testo di legge che elimina il limite di altezza per l’assunzionenelle forze armate e in quelle di polizia. Consenso unanime di tutti i gruppi e
richiesta di procedere in sede legislativa nelle commissioni stesse. Per ora,
però, in attesa del parere del governo, che non si è pronunciato, il testo è
stato licenziato per l’aula di Montecitorio dove dovrà essere calendarizzato.
Il voto definitivo delle due commissioni, come anticipato, pone un problema
serio al governo, perché ha completamente smentito la posizione ufficiale
assunta dal Capo della Polizia, che si era dichiarato contrario al
provvedimento, e da ultimo anche del Capo di stato maggiore della Difesa anch’esso
contrario all’eliminazione dei limiti di altezza. E’ per questo che il governo,
con il sottosegretario Domenico Rossi, fino ad ora si è attestato nell’anomala
posizione di non pronunciarsi in alcun modo in merito ad un provvedimento sul
quale pure deve esprimere un parere. Troppo alti i due dirigenti del Viminale e
della Difesa per poterli smentire con un parere favorevole senza produrre
conseguenze gravi. Troppo compatto il consenso parlamentare per schierarsi
contro e andare sotto. Ecco dunque che prendere più tempo possibile prima di
esprimersi in merito alla richiesta di esame in sede legislativa potrebbero costituire
un’utile escamotage per mandare ulteriormente alle lunghe un provvedimento che
è scomodo per il governo. Infatti la calendarizzazione in aula, se non chiesta
con forza dai gruppi parlamentari potrebbe non essere immediata, considerato
ormai che siamo in sessione di bilancio e la legge di stabilità, unitamente ai
decreti legge da convertire potrebbero ben occupare tutti gli spazi del
calendario dell’aula fino alla fine dell’anno.
La Camera dei Deputati e le sue attività raccontate in modo semplice, chiaro e accessibile a tutti.
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mercoledì 22 ottobre 2014
venerdì 10 gennaio 2014
LATTUCA SI E’ INCARTATO PROPONENDO L’ATTESA DI UN RESOCONTO CHE NON ESISTE
Da qualche settimana c’è una
bozza di decreto ministeriale che in maniera assolutamente inattesa sta creando
problemi al governo e alla maggioranza. Si tratta del provvedimento con il
quale il ministero dell’Interno deve ripartire tra tre associazioni
combattentistiche circa un milione e ottocentomila euro. Su questo
provvedimento di routine M5S si è messo a fare le pulci sia alla Camera che al
Senato e così sono esplosi i problemi. Forse è per la confusione inattesa che
ieri il relatore del provvedimento, Enzo Lattuca, si è incartato ed alla
prossima seduta si addento altre polemiche. Poiché al Senato erano previste
audizioni di esponenti di queste associazioni, nella seduta di ieri il sottosegretario
Manzione ha proposto alla prima commissione della Camera di aspettare le
risultanze di queste audizioni prima di concludere l’esame sul provvedimento.
Lattuca in qualità di relatore ha subito dato manforte al governo proponendo l’aggiornamento
in attesa di nuove da Palazzo Madama. Peccato però che Lattuca, e forse pure
Manzione, ignorassero che al Senato le audizioni erano informali. Il che
significa che di quelle audizioni non c’è e non ci sarà lo straccio di un
resoconto, neppure stringatissimo. Il bubbone è esploso questa mattina quando
gli uffici della prima commissione della Camera, sollecitati in tal senso dalla
richiesta di un deputato, hanno chiesto al Senato le risultanze dell’audizione
ed ovviamente si sono sentiti rispondere che non c’erano. L’unica cosa che
poteva essere trasmessa è il materiale depositato dai rappresentanti delle
associazioni che un motociclista oggi verso le 17,00 tradurrà a Montecitorio.
Ma di cosa hanno detto in commissione i rappresentanti delle associazioni e
delle eventuali repliche dei senatori non vi è alcun documento.
Va da se che alla prossima seduta
è molto probabile che qualche deputato chiederà conto di questa gaffe sia al
relatore Lattuca che al sottosegretario Manzione, che di fatto hanno chiesto
alla commissione di aspettare Godot.
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