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venerdì 10 gennaio 2014

LATTUCA SI E’ INCARTATO PROPONENDO L’ATTESA DI UN RESOCONTO CHE NON ESISTE



Da qualche settimana c’è una bozza di decreto ministeriale che in maniera assolutamente inattesa sta creando problemi al governo e alla maggioranza. Si tratta del provvedimento con il quale il ministero dell’Interno deve ripartire tra tre associazioni combattentistiche circa un milione e ottocentomila euro. Su questo provvedimento di routine M5S si è messo a fare le pulci sia alla Camera che al Senato e così sono esplosi i problemi. Forse è per la confusione inattesa che ieri il relatore del provvedimento, Enzo Lattuca, si è incartato ed alla prossima seduta si addento altre polemiche. Poiché al Senato erano previste audizioni di esponenti di queste associazioni, nella seduta di ieri il sottosegretario Manzione ha proposto alla prima commissione della Camera di aspettare le risultanze di queste audizioni prima di concludere l’esame sul provvedimento. Lattuca in qualità di relatore ha subito dato manforte al governo proponendo l’aggiornamento in attesa di nuove da Palazzo Madama. Peccato però che Lattuca, e forse pure Manzione, ignorassero che al Senato le audizioni erano informali. Il che significa che di quelle audizioni non c’è e non ci sarà lo straccio di un resoconto, neppure stringatissimo. Il bubbone è esploso questa mattina quando gli uffici della prima commissione della Camera, sollecitati in tal senso dalla richiesta di un deputato, hanno chiesto al Senato le risultanze dell’audizione ed ovviamente si sono sentiti rispondere che non c’erano. L’unica cosa che poteva essere trasmessa è il materiale depositato dai rappresentanti delle associazioni che un motociclista oggi verso le 17,00 tradurrà a Montecitorio. Ma di cosa hanno detto in commissione i rappresentanti delle associazioni e delle eventuali repliche dei senatori non vi è alcun documento.
Va da se che alla prossima seduta è molto probabile che qualche deputato chiederà conto di questa gaffe sia al relatore Lattuca che al sottosegretario Manzione, che di fatto hanno chiesto alla commissione di aspettare Godot.

giovedì 21 novembre 2013

COME STANNO LE COSE ALLA LUCE DEI PRECEDENTI NELLA VICENDA SPADONI-LATTUCA-BOLDRINI



In queste ore sta andando in onda una polemica rovente tra Movimento 5 stelle e il presidente della Camera Laura Boldrini. Oggetto del contendere è il diverbio avvenuto in aula ormai molte settimane fa tra la pentastellata Maria Edera Spadoni e il deputato democrat Enzo Lattuca. Per essere più precisi oggetto del contendere è il filmato di quell’incontro ravvicinato ripreso dalla telecamera posta sul soffitto dell’aula e che riprende quanto avviene nell’emiciclo a 360 gradi. La Spadoni aveva denunciato uno scontro fisico posto in essere dal collega Lattuca, mentre quest’ultimo ha sempre dichiarato di essersi limitato solo alle parole nei confronti della Spadoni. L’ufficio di Presidenza che si è occupato del caso non ha assunto sanzioni verso Lattuca, avvalorando dunque la tesi di quest’ultimo. La Spadoni ha replicato chiedendo di ottenere copia del video. Richiesta alla quale le è stata data risposta negativa. A quanto riportato dalle agenzie di stampa si legge che uno dei questori le avrebbe detto che il video sarebbe stato dato solo se l’avessero chiesto i cittadini. A questa risposta un po’ strampalata, ammesso sia vera, M5S ha replicato di conseguenza attivando un mail bombing nei confronti della Boldrini, per “sensibilizzarla” al rilascio di copia delle immagini. Si tratta di un episodio in cui ancora una volta sembrano avere torto tutti i protagonisti, anche se sorprende la posizione assunta dalla presidente della Camera, con il proprio silenzio, e, sempre che sia confermata la risposta del questore. Come noto, ovviamente per chi conosce le cose dell’Ufficio di Presidenza Camera, gli atti relativi a quest’organo, salvo il resoconto che viene dato nei bollettini degli organi collegiali, sono accessibili solo ai membri dello stesso ufficio di presidenza e ai deputati interessati. Ma degli originali non si può estrarre copia. Per quanto riguarda i video dell’aula in particolare, una copia non può essere data neppure ai diretti interessati, salvo che di tale copia non sia fatta richiesta nell’ambito di un procedimento giudiziario dalla magistratura. C’è a tal proposito un precedente della scorsa legislatura a seguito di uno scontro fisico in aula tra l’allora deputato Barbato e alcuni deputati del Pdl di provenienza An. Barbato per quell’aggressione sporse querela e chiese all’udp una copia del filmato. La copia, sempre sulla base dei precedenti, non gli fu concessa, così come non fu concessa in precedenza a seguito della richiesta del capogruppo idv Massimo Donadi di acquisire quelle immagini. Fu invece concessa al Pm che apri l’inchiesta a seguito della denuncia di Barbato, e conseguentemente a tutte le parti della vicenda giudiziaria, e dunque allo stesso Barbato che successivamente ne fecero richiesta. Alla luce di questi fatti, rimaniamo basiti, dall’eventuale risposta strampalata di uno dei questori, come riportata nelle agenzie di stampa, perché denoterebbe una totale ignoranza relativa al ruolo che ricopre e ai meccanismi dell’ufficio di presidenza. Ci sorprende inoltre il silenzio della Boldrini sulla vicenda, quando basterebbe una nota di tre righe dell’ufficio stampa istituzionale per chiudere il caso. A meno che non ci si vergogni delle regole dell’Ufficio di Presidenza che si presiede, ma allora si adoperi per cambiarle ponendo un nuovo precedente. Questa polemica, insomma, si poteva anche evitare, bastava semplicemente che tutti chiedessero una semplice informazione all’avvocato Vito Cozzoli, valentissimo capo dell’avvocatura della Camera.