martedì 6 agosto 2013

IL GOVERNO SI PRENDE I FUNZIONARI DELLA CAMERA (E LO STIPENDIO LO PAGA MONTECITORIO)



Al governo piacciono i funzionari della Camera al punto di prendersene sette in un colpo solo. La notizia emerge dal resoconto dell’Ufficiodi Presidenza della Camera del 14 maggio scorso, ed ora pubblicato sul sito della Camera, che al primo punto dell’ordine del giorno reca: esame richieste di distacco dei dipendenti.
Scorrendo il verbale si apprende come da diversi ministeri del governo siano pervenute richieste di prorogare distacchi già in essere, o di attuarne di nuovi. Il Ministro Quagliariello chiede di prorogare il distacco già in essere di un funzionario distaccato presso la presidenza del Consiglio cin l’incarico di capo dipartimento per attribuirgli il ruolo di suo capo di gabinetto, inoltre chiede il distacco di un ulteriore consigliere a cui conferire l’incarico di capo del settore legislativo. Il Ministro Franceschini ha chiesto la prosecuzione del distacco di un consigliere capo servizio della Camera, già capo di gabinetto del Ministro Giarda nella scorsa legislatura, per confermarlo nello stesso incarico. Il Ministro Saccomanni né chiede due di consiglieri da distaccare presso il Mef, per attribuirgli i posti di capo e vice capo di gabinetto, ed il Ministro Lupi chiede a sua volta un distacco di un consigliere della Camera al fine di affidargli l’incarico di responsabile della segreteria tecnica. Anche il premier Enrico Letta si associa alla spesa, chiedendo il distacco di un consigliere al quale intende affidare l’incarico di responsabile delle questioni istituzionali.
Se ai distacchi richiesti dal governo ne aggiungiamo due già in essere al Quirinale e che il colle chiede di protrarre arriviamo a quota 9, ovvero una sola unità in meno al limite di distacchi complessivo previsto dall' articolo 86 delregolamento del personale della Camera che è pari a 10 unità. Ovviamente dal verbale dell’Ufficio di Presidenza, apprendiamo le richieste pervenute in quella sede, ma non sappiamo se ci siano altri distacchi già in essere di consiglieri, tali da portarne il numero totale oltre il limite previsto dal regolamento interno.
Altro elemento interessante che si apprende dalla lettura del verbale, al quale si rimanda anche per i nomi dei consiglieri di cui sopra, è il singolare regime economico dell’istituto del distacco per la Camera dei deputati. Come si apprende dalle parole del segretario di presidenza Cirielli, quando un dipendente della Camera è distaccato presso un altro ente significa che questi lavora presso quell’ente e non presso la Camera, ma il relativo onore economico è sostenuto dalla Camera stessa, il che rende estremamente conveniente per un ente avvalersi di tale istituto, visto che paga la Camera.

lunedì 5 agosto 2013

IL PD SI SPACCA SULL'OMOFOBIA E VOTA UN PARERE CHE INDEBOLISCE LA LEGGE REALE-MANCINO



La legge sull’omofobia spacca il Pd, o meglio pone su due posizioni diametralmente opposte i deputati della commissione giustizia e quelli della Commissione Affari istituzionali.
Questi i fatti. La commissione Affari Costituzionali era chiamata ad esprimere un parere sul testo licenziato dalla commissione giustizia. La relatrice Centemero del Pdl, nel tentativo di azzoppare il più possibile la legge in questione, ha proposto alla commissione un parere non solo di natura politica, anziché tecnica, ma anche dannoso. Proprio come era successo nella scorsa legislatura, anche in questa occasione si è paventato che inserire omofobia e trans fobia nelle discriminazioni punite dalla legge Reale-Mancino comportasse il rischio di introdurre reati di opinione. Così per evitare questo rischio l’on. Centemero ha pensato bene di porre due condizioni che depotenziavano non solo l’istigazione a commettere discriminazioni e/o violenze di natura omofoba, ma anche quelle di natura raziale, etnica, nazionale o religosa. Lo strumento utilizzato è sono un avverbio e un aggettivo. Nel primo caso la condizione posta dal parere prevede che chi istiga a discriminare lo debba fare apertamente. Nel secondo invece l’attuale divieto nei confronti di organizzazioni, associazioni ecc. che oggi è previsto per chi ha tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione e alla violenza ecc, secondo il parere della prima commissione dovrebbe valere solo per chi ha tra i suoi scopi l’aperto incitamento.
Questo parere è stato ovviamente massacrato dalla Presidente della commissione Giustizia Donatella Ferranti(Pd), sostenendo che “ recependo la condizione della I Commissione, si introdurrebbero ulteriori elementi di qualificazione della condotta, che produrrebbero l'effetto di ridurre l'ambito di applicazione della legge Reale-Mancino: non solo quando le ipotesi discriminatorie e di violenza previste dall'articolo 3 siano motivate da omofobia o transfobia, ma anche quando esse siano dovute a motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Si aprirebbe, quindi, un tema completamente nuovo, che non attiene più all'estensione dell'articolo 3 della legge Reale-Mancino alle ipotesi di omofobia e transfobia, bensì alla riduzione dell'ambito di applicazione dell'articolo 3 nel suo complesso”.
Risultato la commissione giustizia ha approvato il testo della legge sull’omofobia per l’aula senza recepire le condizioni del parere della prima commissione.
La cosa clamorosa, riguarda però, gli interventi svolti da alcuni esponenti di rilievo del Pd in commissione Affari Costituzionali, che pur esprimendo dubbi sul parere si sono dichiarati comunque a favore. L’intervento più sofferto è stato quello di Emanuele Fiano, a sua volta oggetto in passato di discriminazioni, come lui stesso ha ricordato, che però ha accettato, a questo punto non si sa se è peggio se per vincolo di maggioranza o convinzione personale, di votare a favore del parere. Sulla stessa linea anche Rosy Bindi, che ha espresso perplessità sul parere ma lo ha votato “nell'augurarsi che l'intento e l'effetto della modifica legislativa proposta dal parere sia quella che si afferma dover essere”. Sulla stessa linea del non vorrei ma voto si, anche Barbara Pollastrini.
Certamente un black out da parte dei democrat della prima commissione, ma anche un clamoroso episodio di scontro tra commissioni, con la commissione affari costituzionali che per l’ennesima volta in questa settimana non ha certamente dato buona prova di se, dopo l’esame della legge di riforma costituzionale, svolto alla velocità di un pit stop di formula 1 e il non esame degli emendamenti presentati al ddl sul finanziamento ai partiti. 

Il resoconto degli interventi Pd in I commissione

venerdì 2 agosto 2013

FINANZIAMENTO PARTITI IN AULA OGGI MA VOTO A SETTEMBRE



Decisione a sorpresa sul ddl sul finanziamento pubblico ai partiti, che rispettando il calendario previsto arriva comunque in aula alla Camera oggi pomeriggio senza che, però, la commissione abbia votato il mandato al relatore. Una decisione, a quanto riferiscono le agenzie di stampa, imposta dal ministro per i rapporti con il parlamento Dario Franceschini. Ovviamente il seguito dell’esame, e cioè quello con i voti su emendamenti e articoli slitta (teoricamente) alla prossima settimana.
Come detto il testo arriverà in aula orfano dei relatori, perché la commissione affari costituzionali non ha votato neppure uno degli emendamenti presentati più di due settimane fa. Non essendoci stato di fatto l’esame da parte della Commissione, questa non ha neppure potuto votare il mandato a riferire ai relatori di maggioranza, un’ipotesi che si verifica raramente e solo nei confronti di quei progetti di legge che la maggioranza disconosce.
Con tutta probabilità comunque non si andrà oltre la discussione generale odierna e l’esame vero del provvedimento si svolgerà a settembre, come del resto avevamo ampiamente anticipato su questo blog. Infatti la prossima settima attendono di essere convertiti ben tre decreti legge, quali il Dl sulle pene alternative al carcere, il Dl lavoro e il dl del Fare di ritorno dal Senato, dove non è da escludersi il ricorso alla fiducia. Poiché il calendario dei lavori prevede lo stop della sessione stiva entro il 9 agosto è evidente che del ddl sul finanziamento pubblico se ne riparlerà a settembre inoltrato.