Decisione a sorpresa sul ddl sul finanziamento pubblico ai
partiti, che rispettando il calendario previsto arriva comunque in aula alla
Camera oggi pomeriggio senza che, però, la commissione abbia votato il mandato
al relatore. Una decisione, a quanto riferiscono le agenzie di stampa, imposta
dal ministro per i rapporti con il parlamento Dario Franceschini. Ovviamente il
seguito dell’esame, e cioè quello con i voti su emendamenti e articoli slitta
(teoricamente) alla prossima settimana.
Come detto il testo arriverà in aula orfano dei relatori, perché
la commissione affari costituzionali non ha votato neppure uno degli
emendamenti presentati più di due settimane fa. Non essendoci stato di fatto l’esame
da parte della Commissione, questa non ha neppure potuto votare il mandato a
riferire ai relatori di maggioranza, un’ipotesi che si verifica raramente e
solo nei confronti di quei progetti di legge che la maggioranza disconosce.
Con tutta probabilità comunque non si andrà oltre la
discussione generale odierna e l’esame vero del provvedimento si svolgerà a
settembre, come del resto avevamo ampiamente anticipato su questo blog. Infatti
la prossima settima attendono di essere convertiti ben tre decreti legge, quali
il Dl sulle pene alternative al carcere, il Dl lavoro e il dl del Fare di
ritorno dal Senato, dove non è da escludersi il ricorso alla fiducia. Poiché il
calendario dei lavori prevede lo stop della sessione stiva entro il 9 agosto è
evidente che del ddl sul finanziamento pubblico se ne riparlerà a settembre
inoltrato.

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