Al di là delle polemiche pubbliche l’Italicum è
una legge elettorale che, se avvantaggia notevolmente il partito che vince le
elezioni, al tempo stesso non fa male alle opposizioni, grandi o piccole che
siano, dando ad ogni partito un motivo per farselo piacere o per considerarlo
comunque il male minore.
Infatti, alla lista che risulterà vincitrice, al primo
turno o al ballottaggio che sia, verranno garantiti 340 seggi alla Camera ai
quali si aggiungeranno, eventualmente, quelli ottenuti all'estero. Ai partiti
di minoranza più grandi, come ad esempio M5S e FI assicura comunque un cospicuo
numero di seggi, garantendo una buona rendita di posizione.
Infine, ai partititi minori, grazie ad una soglia di
accesso non impossibile del 3% (il Mattarellum e il Porcellum lo avevano al
4%), garantisce rappresentanza e, grazie soprattutto ai
capilista bloccati, l’elezione sicura dei propri gruppi dirigenti.
Tutto ciò emerge abbastanza chiaramente dalla simulazione
svolta da questo blog insieme all’associazione Professione Parlamento ha
realizzato applicando alle norme dell’Italicum, nella versione modificata dal
Senato, sia i risultati delle europee 2014, sia quelli delle politiche 2013.
Simulazione
1 – con voti Europee 2014
Il Pd
superando il 40% ottiene al primo turno il premio di maggioranza pari a 340
seggi.
Il riparto
dei seggi tra le liste di minoranza è il seguente:
M5S 101,
Forza Italia 81, Lega 29, Ncd 21, Lista Tsipras/Sel 19, Fratelli d’Italia 18.
Come si vede
5 Stelle e FI mantengono un’ottima rappresentanza parlamentare, mentre piccoli
partiti ottengono tra i 21 e i 18 seggi.
Simulazione
2 – con voti politiche 2013
In questo
caso si è ipotizzato un ricorso al ballottaggio tra Pd e M5S, con vittoria del
Pd. In questo caso il Pd otterrebbe sempre 340 seggi.
Mentre per
le liste di minoranza la distribuzione sarebbe la seguente:
M5S 109, PDL
93, Scelta Civica 36, Lega 17, Sel 14.

Nessun commento:
Posta un commento