Che la Commissione di garanzia sugli statuti e per la trasparenza e il controllo sui rendiconti dei partiti politici, non se la passasse bene era noto da tempo, visto che i suoi componenti si erano dimessi polemicamente lo scorso 14 ottobre 2014. Ma che la Presidente della Camera prenda carta e penna per scrivere al Presidente della I commissione Affari costituzionali per perorare, in sostanza, l’esame e l’approvazione di una leggina che attribuisca un po’ di personale alla Commissione sulla trasparenza dei partiti, segnala che la situazione è molto più grave di quanto si sapesse e soprattutto fa sorgere una serie di dubbi sull’attività svolta fino ad ora.
L’organismo di cui si parla è quello preposto al controllo
dei rendiconti che i partiti politici debbono presentare annualmente. A questo
controllo si aggiunge quello sugli statuti degli stessi partiti ai fini dell’ammissione
di questi ultimi al finanziamento pubblico tramite quota del 2 per mille
destinato dai contribuenti, nonché agli sgravi fiscali previsti dalla legge
sulle contribuzioni a loro favore.
Nella sua lettera del 27 febbraio la Presidente Boldrini sottolinea
come l’incremento di funzioni attribuite dalla legge alla Commissione sia stato
inversamente proporzionale alla dotazione di personale in grado di supportare
efficacemente i compiti ad essa attribuiti.
E’ per questo che la Presidente segnala all’attenzione del
Presidente e della I commissione la proposta di legge 2799 che attribuisce 4
unità di personale alla Commissione sulla trasparenza dei partiti, ai fini
delle valutazioni circa il relativo esame che potranno essere svolte all’Interno
della Commissione Affari Costituzionali.

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