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mercoledì 4 marzo 2015

LA COMMISSIONE SUI PARTITI SENZA PERSONALE LA BOLDRINI PERORA UNA LEGGINA PER DARGLIELO



Che la Commissione di garanzia sugli statuti e per la trasparenza e il controllo sui rendiconti dei partiti politici, non se la passasse bene era noto da tempo, visto che i suoi componenti si erano dimessi polemicamente lo scorso 14 ottobre 2014. Ma che la Presidente della Camera prenda carta e penna per scrivere al Presidente della I commissione Affari costituzionali per perorare, in sostanza, l’esame e l’approvazione di una leggina che attribuisca un po’ di personale alla Commissione sulla trasparenza dei partiti, segnala che la situazione è molto più grave di quanto si sapesse e soprattutto fa sorgere una serie di dubbi sull’attività svolta fino ad ora.
L’organismo di cui si parla è quello preposto al controllo dei rendiconti che i partiti politici debbono presentare annualmente. A questo controllo si aggiunge quello sugli statuti degli stessi partiti ai fini dell’ammissione di questi ultimi al finanziamento pubblico tramite quota del 2 per mille destinato dai contribuenti, nonché agli sgravi fiscali previsti dalla legge sulle contribuzioni a loro favore.
Nella sua lettera del 27 febbraio la Presidente Boldrini sottolinea come l’incremento di funzioni attribuite dalla legge alla Commissione sia stato inversamente proporzionale alla dotazione di personale in grado di supportare efficacemente i compiti ad essa attribuiti.
E’ per questo che la Presidente segnala all’attenzione del Presidente e della I commissione la proposta di legge 2799 che attribuisce 4 unità di personale alla Commissione sulla trasparenza dei partiti, ai fini delle valutazioni circa il relativo esame che potranno essere svolte all’Interno della Commissione Affari Costituzionali.  

mercoledì 26 giugno 2013

IL PD HA PRESENTATO 6 PROPOSTE DI LEGGE DIVERSE SULLA CITTADINANZA



Sei proposte di legge diverse sullo stesso tema presentate da parte di esponenti di uno stesso partito sono un po’ troppe e denotano o confusione o voglia di protagonismo, magari alla luce della divisione interna tra correnti. Il partito in questione è ovviamente il Pd, e il tema oggetto delle proposte di legge è niente meno che la nuova normativa sulla cittadinanza, della quale i democratici hanno fatto una sorta di vessillo politico.
E’ per questo che alla vigilia dell’inizio dell’esame in commissione (inzia domani in commissione affari costituzionali) trovare tutte queste proposte di legge dalla sponda democrat sorprende non poco. A quella ufficiale a prima firma Bersani, Kyenge, Speranza più un quarantina di deputati, seguono le pdl Bressa, Gozi, Pes ed altri, Zampa, Vaccaro. I contenuti delle proposte di legge sono più o meno simili ampliando l’attuale normativa a vantaggio di un principio di uno ius soli temperato da alcune condizioni (blande) e ad anche del principio dello Ius culturae.
Tecnicamente le più complete e organiche sono le proposte Bressa (a.c. 273) e Gozi (a.c. 707) che riscrivono completamente , novellandola in alcune parti, la normativa dettata dalla legge 91 del 1992. L’abbinamento di proposte di legge di altri gruppi e l’assenza di un testo governativo farà in modo che la Commissione affari costituzionali procederà a dar vita ad un nuovo testo unificato, invece di individuare un testo base, togliendo così d’impaccio il Pd .
Comunque la domanda resta, ma che senso ha presentare tanti disegni di legge da parte di uno stesso partito, quando il contenuto di questi testi è anche abbastanza omogeneo?