Il Regolamento della Camera prevede che ogni seduta si apra
con la lettura e l’approvazione del processo verbale della seduta precedente
(art. 32 comma 2). La lettura del verbale di seduta spetta ad uno dei deputati
segretari d’aula (art. 11). Attualmente sono 13 i deputati membri dell’Ufficiodi Presidenza di Montecitorio eletti a questa carica e che proprio in virtù di
tale carica percepiscono un’indennità aggiuntiva rispetto ai colleghi,
dispongono a palazzo Montecitorio di un ufficio personale ed uno per la propria
segreteria, dispongono inoltre di personale di segreteria fiduciario (cioè
indicato da loro) pagato però direttamente dalla Camera dei Deputati.
Giovedì 12 giugno la seduta della Camera iniziava
insolitamente alle 8,30 del mattino e, non sappiamo per quale motivo, di 13
deputati segretari d’aula, neppure uno era presente per espletare le funzioni
che il regolamento prescrive e che sono indispensabili ai fini dell’apertura
della seduta. A causa di questo vuoto il verbale è stato fatto leggere ad uno
dei deputati presenti, l’on. Ivan Catalano, che però non è segretario d’aula e
che per questo è stato definito dal presidente di turno Giachetti segretario
facente funzioni.
La questione, anche se di aspetto formale, ha del clamoroso
e per diversi rispetti. Già il fatto che tra 13 deputati che si sono fatti
eleggere ad un determinato incarico e che per questo ricevono diversi benefit
rispetto ai colleghi, non ve ne sia stato neppure uno disponibile a svolgere le
sue funzioni basta e avanza. Inoltre quella di ieri si configura come l’ennesima
anomalia-innovazione di questa legislatura dal punto di vista delle procedure e
delle prassi parlamentari.
Probabilmente precedenti estremamente remoti della figura
del segretario facente funzione esistono (ce ne è stato segnalato uno relativoad una seduta della Costituente del 10 ottobre 1947), ma di certo nelle
legislature più recenti non si è mai verificato un episodio simile. Chi scrive nelle
due precedenti legislature ha
collaborato con membri dell’ufficio di Presidenza della Camera e ricorda bene
come il servizio assemblea scatenasse fuoco e fiamme per fare in modo che all’apertura
della seduta ci fosse sempre uno dei segretari d’aula. Anche perché il servizio
Assemblea invia ai segretari un piano turni trimestrale in cui per ogni mese
ogni segretario è di turno in media per 5 giorni (divisi in un turno dal lunedì
al mercoledi e in un altro dal giovedì al venerdi).
A tal proposito è utile citare un episodio della scorsa
legislatura nella quale il deputato segretario di turno aveva dovuto abbandonare
la Camera per una questione di natura personale. Nel farlo aveva dimenticato la
propria scheda elettronica inserita nella postazione alla destra del
Presidente. Ebbene è stato fatto tornare a Montecitorio per rimuovere la scheda
e consentire al deputato segretario che lo sostituiva di prendere posto e far
procedere in tal modo la seduta.
Quanto accaduto ieri, a nostro avviso, non giova alla
serietà dell’istituzione, del suo regolamento e delle sue prassi, e la cosa a
nostro avviso peggiore è che si è fatto finta di niente per non ritardare i
lavori dell’aula di 10 minuti. Dal video infatti si vede che mentre ilPresidente sta leggendo alcune comunicazioni all’aula arriva uno dei segretarie Giachetti lo guarda e muove la testa con un espressione come a dire “ buon
giorno e ben arrivato”. Che non si tratti di una questione assolutamente
secondaria e formale lo dimostra il fatto che nella seduta del 20 agosto 2013,convocata solo per annunciare il deposito di un decreto presso la Camera, è
stato fatto venire in aula il segretario d’aula probabilmente di turno, il
leghista Caparini.
Abbiamo già chiesto chiarimenti (via twitter) alla
Presidente Boldrini e all’ufficio stampa di Montecitorio, non ottenendo
risposta né spiegazioni (ovviamente per nulla dovute). Se queste dovessero arrivare né daremo conto.

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