mercoledì 25 giugno 2014

EVENTO STORICO ANCHE SE NON PRODURRA' EFFETTI



Il confronto pubblico tra Pd e M5S in tema di legge elettorale costituisce un evento storico della politica italiana. Chiunque l’abbia seguito con un minimo di attenzione si è reso conto che concretamente e nel merito dell’approvazione della nuova legge elettorale non produrrà alcun esito, sia perché sul punto dirimente della governabilità, o più precisamente sul fatto se le alleanze debbano essere stipulate prima o dopo il voto, le posizioni sono rimaste opposte. Sià perché con un testo già approvato in prima lettura alla Camera non è nelle cose che si azzeri tutto e si ricominci daccapo discutendo su un nuovo testo, il democratellum, come chiesto da M5S.
Nonostante ciò il confronto va considerato comunque un evento storico e positivo perché segna una novità inaudita fino ad ora per la politica italiana. Per la prima volta due forze politiche, le due principali forze politiche del paese, si sono confrontate seriamente sulla legge elettorale in maniera pubblica, in modo che chiunque lo avesse voluto, anche grazie alla diretta televisiva, avrebbe potuto seguirlo dall’inizio alla fine. Certamente non sono mancate battute maliziose, rivolte più alle telecamere che al merito del confronto, da una parte e dall’altra. I riferimenti all’arresto di Genovese e alle tessere fasulle da parte del M5S e il riferimento a Farage e la battuta sui 5 comuni su ottomila da parte di Renzi, ma questa volta al tavolo si è parlato soprattutto di questioni di merito.  Si è parlato di collegi, di preferenze, di circoscrizioni, di uno o due turni, lasciando da parte la spettacolarizzazione.
Il merito di questa clamorosa innovazione è dovuto oggettivamente alla presenza di una forza politica come M5S. Certamente anche a Renzi e al Pd va riconosciuto il merito e il coraggio di essere stati i coprotagonisti dell’evento, addirittura è stato il Pd il primo a chiedere la diretta streaming, ma è difficile pensare che nella nostra politica si potesse mai arrivare a questo punto di chiarezza e trasparenza se, pur con tutti i difetti e i limiti che si porta dietro, non avesse fatto il suo ingresso da protagonista sulla scena un soggetto come il Movimento 5 Stelle.
Al 5 stelle si deve rimproverare di essersi mosso tardi sulla legge elettorale, di essere rimasto a fare i massaggi negli spogliatoi per tutto il primo tempo della gara. E di essersi risolto ad entrare in campo solo a seguito dello contraccolpo psicologico di una sconfitta elettorale che i pentastellati hanno percepito in misura notevolmente maggiore della sua effettiva portata, e, almeno sulle prime come semplice escamotage tattico.
Ciò detto, oggi si è comunque compiuto un altro importante passo verso il rinnovamento del modo di fare politica, ed il merito è dei cinque stelle e dell’uomo politico, Renzi, che più di tutti, non solo ha le doti, ma è naturalmente predisposto a giocare su questo nuovo terreno.

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