Chi questa mattina si fosse trovato a passare nella galleria
dei Presidenti al piano aula di Palazzo Montecitorio vi avrebbe scorto una
figura alta e snella in attesa, che camminava avanti e indietro nel breve spazio
tra l’ingresso della banca presente nel palazzo e le scale che conducono all’uscita
di piazza del Parlamento 24. Era il vice direttore della banca stessa. Poiché oggi,
anche a causa delle scadenze fiscali, presso i due sportelli bancari di
Montecitorio vi era un’isolita fila, tale da uscire dai locali destinati alla
banca tracimando abbondantemente nella galleria dei presidenti, si poteva
pensare che il vice direttore si stesse occupando proprio di vigilare tale
fila.
Invece la finalità della sua presenza in galleria dei
presidenti era un’altra. Attendere e offrire l’adeguata accoglienza ad una
persona illustre che, ad opinione della banca, probabilmente meritava un
piantone di eccellenza per essere accompagnato da un dirigente della stessa
anche per quei pochi metri (dalle scale all’ingresso) che tutti i deputati
compiono solitamente da soli.
La persona tanto attesa era niente meno che Massimo D’Alema
che, come arrivato, è stato solertemente accompagnato negli uffici. Quando si
dice che la classe non è acqua e l’autorevolezza non dipende dai ruoli o dagli
incarichi ricoperti.

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