martedì 22 luglio 2014

EMENDAMENTO A DL PA RAFFORZA GRANDI PARTITI NELLE NUOVE LEZIONI PROVINCIALI



Prosegue in commissione affari costituzionali l’esame del decreto sulla pubblica amministrazione. Nella seduta che si è svolta ieri, l’articolo più bersagliato è stato il numero 23 che arreca una serie di modifiche alla legge di recente approvazione che ha riformato le province. Tra i molti emendamenti approvati ieri sera ce ne sono due particolarmente interessanti perché modificano significativamente il nuovo sistema di elezione di secondo grado dei futuri consigli provinciali. L’emendamento 23.60, del deputato Pd De Menech specifica che l’elezione si svolge tra liste concorrenti. Dunque prevede che il voto che i consiglieri comunali della stessa provincia saranno chiamati ad esprimere dovrà essere attribuito ad una delle liste in corsa, con la possibilità di esprimere una preferenza. Ovviamente anche i seggi verranno ripartiti sulla base dei voti ottenuti dalle liste e all’interno di esse tra i candidati che hanno ottenuto più preferenze. La lettera attualmente vigente della legge Delrio, non si sa se per svista o per scelta, al comma 74 prevede che il singolo voto non venga espresso alla lista ma ad uno dei candidati inseriti nelle liste. Anche il riparto dei seggi è calcolato in base ai voti ottenuti dai singoli candidati, al netto della ponderazione prevista. La modifica introdotta dall’emendamento approvato ieri, avvantaggia in maniera evidente i partiti che nei comuni delle province vantano più consiglieri. Questi partiti possono ottenere ancora più seggi perché convogliano, con il nuovo sistema, tutti i voti dei propri consiglieri in un’unica lista ottenendo in tal modo un numero di seggi sicuramente maggiore. Votando con il sistema attualmente ancora in vigore della legge Delrio, invece, un partito che vanta molti consiglieri avrebbe dovuto disperdere i voti a disposizione tra più candidati che a lui fanno riferimento, lasciando qualche spazio in più alla possibilità che liste di partiti minori possano ottenere qualche seggio.
L’altro emendamento singolare approvato è il 23.29 sempre del Pd perché, tra l’altro, prevede che l’autentica delle liste per le nuove elezioni provinciali possano essere autenticate anche dai consiglieri comunali. Qual è il problema? E’ che con la riforma delle province l’elettorato passivo e quello attivo per le elezioni provinciali spetta agli stessi consiglieri comunali.

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