Prosegue in commissione affari costituzionali l’esame del
decreto sulla pubblica amministrazione. Nella seduta che si è svolta ieri, l’articolo
più bersagliato è stato il numero 23 che arreca una serie di modifiche alla
legge di recente approvazione che ha riformato le province. Tra i molti
emendamenti approvati ieri sera ce ne sono due particolarmente interessanti perché
modificano significativamente il nuovo sistema di elezione di secondo grado dei
futuri consigli provinciali. L’emendamento 23.60, del deputato Pd De Menech
specifica che l’elezione si svolge tra liste concorrenti. Dunque prevede che il
voto che i consiglieri comunali della stessa provincia saranno chiamati ad
esprimere dovrà essere attribuito ad una delle liste in corsa, con la
possibilità di esprimere una preferenza. Ovviamente anche i seggi verranno
ripartiti sulla base dei voti ottenuti dalle liste e all’interno di esse tra i
candidati che hanno ottenuto più preferenze. La lettera attualmente vigente
della legge Delrio, non si sa se per svista o per scelta, al comma 74 prevede
che il singolo voto non venga espresso alla lista ma ad uno dei candidati
inseriti nelle liste. Anche il riparto dei seggi è calcolato in base ai voti
ottenuti dai singoli candidati, al netto della ponderazione prevista. La
modifica introdotta dall’emendamento approvato ieri, avvantaggia in maniera
evidente i partiti che nei comuni delle province vantano più consiglieri.
Questi partiti possono ottenere ancora più seggi perché convogliano, con il
nuovo sistema, tutti i voti dei propri consiglieri in un’unica lista ottenendo
in tal modo un numero di seggi sicuramente maggiore. Votando con il sistema attualmente
ancora in vigore della legge Delrio, invece, un partito che vanta molti
consiglieri avrebbe dovuto disperdere i voti a disposizione tra più candidati
che a lui fanno riferimento, lasciando qualche spazio in più alla possibilità
che liste di partiti minori possano ottenere qualche seggio.
L’altro emendamento singolare approvato è il 23.29 sempre
del Pd perché, tra l’altro, prevede che l’autentica delle liste per le nuove
elezioni provinciali possano essere autenticate anche dai consiglieri comunali.
Qual è il problema? E’ che con la riforma delle province l’elettorato passivo e
quello attivo per le elezioni provinciali spetta agli stessi consiglieri
comunali.

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