Il canguro del Senato produrrà i
suoi effetti anche sull’esame dell'Italicum alla Camera che oggi entra nel vivo in prima commissione.
Il così detto canguro ha infatti inserito nel disegno di legge dell’Italicum un
articolo 1 che pone solo una serie di principi, ma non apporta modifiche vere e
proprie (le così dette novelle) al sistema elettorale attualmente in vigore,
modifiche che sono state apportate in concreto invece dall’articolo 2 del
testo. Questo però ha comportato la conseguenza che ai fini dell’ammissibilità
degli emendamenti presentati al testo, questi dovranno riguardare in gran parte
l’articolo 1 del provvedimento prevedendo le opportune modifiche consequenziali
all’articolo 2. A specificarlo è una nota inviata dalla stessa prima
commissione (che si riporta nell’immagine allegata a questo post) che appunto
specifica come dovranno essere redatti gli emendamenti a pena della loro
inammissibilità. Ciò contribuisce anche a ridurre preventivamente il numero di
emendamenti che ipoteticamente potevano essere presentati, dal momento che gran
parte degli emendamenti alle parti essenziali dell’articolo 1 e dell’articolo
2, dovranno essere contenuti in unico emendamento.
La Camera dei Deputati e le sue attività raccontate in modo semplice, chiaro e accessibile a tutti.
lunedì 20 aprile 2015
mercoledì 15 aprile 2015
IL PARADOSSO DELL'ITALICUM SULLE PREFERENZE M5S ELEGGERA' SOLO CAPILISTA BLOCCATI
Dalle simulazioni che abbiamo pubblicato ieri emerge un
paradosso crudele. La forza politica che da sempre ha contestato le candidature
bloccate con l’Italicum eleggerà tutti i suoi deputati proprio con le
candidature bloccate. Al contrario il partito che non ha voluto eliminare le
candidature bloccate dall’Italicum sarà quello che eleggerà più deputati con il
voto di preferenza. Stiamo parlando ovviamente di M5S e PD.
M5S sarà l’unica forza politica che alle prossime elezioni
non presenterà candidature plurime (cioè lo stesso candidato in più collegi).
Se, come emerge dalle nostre simulazioni, M5S dovesse ottenere 100 deputati,
essendo 100 i collegi plurinominali è abbastanza probabile che ad essere eletti
sarebbero esclusivamente i loro capilista per i quali non si può esprimere voto
di preferenza, mentre non sarebbe eletto nessuno dei candidati per i quali gli
elettori pentastellati hanno scritto il nome sulla scheda.
Va da se, che a questo punto, le parlamentarie diverrebbero,
per M5S, le vere elezioni per la Camera, perché grazie a quei risultati si
attribuirebbero i posti di capilista nei collegi.
Al contrario il Pd, che è la forza politica che si rifiuta
di apportare modifiche all’Italicum e dunque di introdurre un voto di
preferenza per tutti i candidati, sarà il partito che, in caso di vittoria
eleggerà la grande maggioranza dei suoi deputati con i voti di preferenza.
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martedì 14 aprile 2015
I SEGGI CHE SI OTTERREBERO CON L'ITALICUM CON I VOTI DI EUROPEE E POLITICHE 2013
Al di là delle polemiche pubbliche l’Italicum è
una legge elettorale che, se avvantaggia notevolmente il partito che vince le
elezioni, al tempo stesso non fa male alle opposizioni, grandi o piccole che
siano, dando ad ogni partito un motivo per farselo piacere o per considerarlo
comunque il male minore.
Infatti, alla lista che risulterà vincitrice, al primo
turno o al ballottaggio che sia, verranno garantiti 340 seggi alla Camera ai
quali si aggiungeranno, eventualmente, quelli ottenuti all'estero. Ai partiti
di minoranza più grandi, come ad esempio M5S e FI assicura comunque un cospicuo
numero di seggi, garantendo una buona rendita di posizione.
Infine, ai partititi minori, grazie ad una soglia di
accesso non impossibile del 3% (il Mattarellum e il Porcellum lo avevano al
4%), garantisce rappresentanza e, grazie soprattutto ai
capilista bloccati, l’elezione sicura dei propri gruppi dirigenti.
Tutto ciò emerge abbastanza chiaramente dalla simulazione
svolta da questo blog insieme all’associazione Professione Parlamento ha
realizzato applicando alle norme dell’Italicum, nella versione modificata dal
Senato, sia i risultati delle europee 2014, sia quelli delle politiche 2013.
Simulazione
1 – con voti Europee 2014
Il Pd
superando il 40% ottiene al primo turno il premio di maggioranza pari a 340
seggi.
Il riparto
dei seggi tra le liste di minoranza è il seguente:
M5S 101,
Forza Italia 81, Lega 29, Ncd 21, Lista Tsipras/Sel 19, Fratelli d’Italia 18.
Come si vede
5 Stelle e FI mantengono un’ottima rappresentanza parlamentare, mentre piccoli
partiti ottengono tra i 21 e i 18 seggi.
Simulazione
2 – con voti politiche 2013
In questo
caso si è ipotizzato un ricorso al ballottaggio tra Pd e M5S, con vittoria del
Pd. In questo caso il Pd otterrebbe sempre 340 seggi.
Mentre per
le liste di minoranza la distribuzione sarebbe la seguente:
M5S 109, PDL
93, Scelta Civica 36, Lega 17, Sel 14.
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