L’epilogo dell’esame del ddl sulle unioni civili, con l’apposizione
della fiducia su un maxiemendamento presentato dal governo, ha confermato il
carattere “anomalo” che l’esame di questa legge ha avuto fin dal suo arrivo in
aula, con un testo base approvato non dalla commissione in sede referente,
bensì dalla conferenza dei presidenti di gruppo.
Dopo di ciò si era posta la questione dell’emendamento
Marcucci, il così detto canguro. Quindi il Presidente del Senato prima sui
giornali e poi nel chiuso della conferenza dei capigruppo (e quindi in via non
ufficiale per quanto riguarda l’aula) con un colpevole ritardo ha fatto sapere
che avrebbe dichiarato inammissibile l’emendamento Marcucci e tutti gli altri
che ne avevano la stessa natura. Inammissibilità che, pero, a stare sempre alle
voci non ufficiali fatte filtrare sui giornali, era poggiata su motivazioni
assai labili se non contraddittorie.
Chi ha interesse per le procedure e i precedenti
parlamentari attendeva con un certo interesse la prima seduta che in questa
settimana si sarebbe svolta sul disegno di legge Cirinnà, perché proprio all’inizio
di questa seduta il Presidente del Senato avrebbe dovuto dichiarare quali, tra
gli emendamenti presentati, sarebbero stati
inammissibili con le relative motivazioni.
La fiducia annunciata ieri, dal Ministro Boschi, non appena
l’aula è passata all’esame del ddl sulle unioni civili, ha fatto decadere
automaticamente tutti gli emendamenti presentati e ciò, conseguentemente, ha
consentito al Presidente Grasso di pronunciarsi sulle inammissibilità.
Il risultato che si è prodotto su quest’ultimo punto è a
nostro avviso il più deleterio in previsione futura. Ufficialmente, infatti, l’emendamento
premissivo ad un articolato, che non ha un reale contenuto normativo e la cui
finalità e solo quella di precludere un gran numero di emendamenti successivi ,
non è stato dichiarato ufficialmente inammissibile, dunque in futuro a fronte
di un nuovo emendamento canguro con caratteristiche fotocopia di quello Marcucci,
nessuno potrà invocare a ragione il precedente nel chiederne l’inammissibilità.
Allo stesso tempo, però,sono però agli atti della
pubblicistica voci e riflessioni e prese
di posizione che sono state addebitate al Presidente Grasso e da questi non
smentite, nelle quali risulta palese l’intenzione del Presidente di considerare
inammissibile l’emendamento canguro.
Nell’attività parlamentare contano solo gli atti ufficiali
ovviamente, ma la pubblicistica avrà comunque un suo peso, e basta vedere il
dibattito odierno in cui diversi senatori hanno già fatto riferimento alle
posizioni non ufficiali del Presidente sulla (a questo punto presunta)
inammissibilità del canguro, nel rinfocolare polemiche.
Il fatto che il Presidente Grasso non abbia avuto modo (o
non abbia avuto la volontà) di pronunciarsi ufficialmente sul canguro lascia
sospeso un elemento di non poco conto che, probabilmente, non mancherà di
suscitare nuove roventi polemiche alla prossima occasione.

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